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pubblicato il 21 novembre 2011

Fiat disdice gli accordi sindacali vigenti

Il modello Pomigliano verrà applicato a tutti gli stabilimenti. La Fiom promette battaglia

Fiat disdice gli accordi sindacali vigenti

Con una lettera in cui si disdicono dal primo gennaio 2012 tutti gli accordi sindacali vigenti il Gruppo Fiat inizia l'estensione del cosiddetto "Modello Pomigliano" in ogni stabilimento che possiede in Italia. Nella missiva indirizzata alle parti sociali, firmata da Giorgio Giva, Direttore delle relazioni industriali del gruppo, si legge che Fiat Group Automobiles è comunque disponibile "a promuovere incontri per finalizzare e valutare le conseguenze del recesso" e "alla eventuale predisposizione di nuove intese collettive". "Entro il 31 dicembre bisogna realizzare il contratto auto. Era già un impegno, ora è urgente e pressante", ha detto Roberto Di Maulo, segretario generale del sindacato autonomo Fismic. Intanto la Fiom, unica sigla sindacale a non aver firmato l'accordo con Fiat, si dice pronta ad un'azione legale.

IL MODELLO POMIGLIANO
Pomigliano d'Arco (Napoli) è stato il primo stabilimento a firmare il nuovo contratto imposto da Fiat, accettato dai lavoratori con un referendum. Lo schema presentato da Torino ai circa 5.000 dipendenti prevede l'organizzazione su 18 turni a settimana per 40 ore; la settimana di 6 giorni lavorativi con riposo a "scorrimento" o in alternativa si ricorre alla deroga con una settimana di 6 giorni lavorativi e la seconda di 4 giorni. Sullo straordinario obbligatorio, Fiat chiede un aumento di 80 ore annue procapite in aggiunta alle 40. Inoltre, "in occasione di particolari eventi non riconducibili a forme epidemiologiche" c'è la non copertura della quota retributiva a carico dell'azienda nel periodo di malattia. L'obiettivo dell'azienda è aumentare la produzione di auto a Pomigliano, dove negli ultimi tre anni i giorni di lavoro sono stati pochissimi con largo ricorso alla cassa integrazione. Nel 2009 il crollo della produttività è stato da record: solo 35mila unità (contro le già scarse 78.500 del 2008). Secondo il piano di Fiat, che prevede per Pomigliano - dove si produce la nuova Panda - un investimento di 700 milioni di euro per i prossimi due anni, nel 2014 lo stabilimento arriverà ad un livello di utilizzazione di 126% "harbour" (capacità standard) e 90% attraverso il metodo tecnico (utilizzo massimo dell'impianto).

LA FIOM NON CI STA
La Fiom respinge le condizioni di lavoro imposte da Fiat a Pomigliano d'Arco (Napoli) e le considera un triplice attacco: all'articolo 41 della Costituzione "nel nome della piena libertà d'impresa", allo Statuto dei lavoratori e al Contratto nazionale (Ccnl). Il sindacato ha quindi depositato presso il Tribunale di Torino il ricorso contro la Fiat per dimostrare che le newco costituite a Pomigliano e a Mirafiori "violano norme italiane ed europee ed hanno un obiettivo antisindacale volto a estromettere la Fiom". Il giudice ha respinto le richieste contrattuali del sindacato, ma allo stesso tempo ha dichiarato "antisindacale" il comportamento della Fiat. Per questo oggi la Fiom anticipa altre azioni legali, oltre che sindacali. "C'è una sentenza che ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale e noi intendiamo agire per vie legali, ma anche per vie sindacali mettendo in campo tutte le azioni necessarie e costruendo attorno ai lavoratori una solidarietà nazionale", ha detto il leader Maurizio Landini.

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Tag: Attualità , produzione , lavoro


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