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pubblicato il 14 novembre 2011

Giudici di Pace in sciopero dal 21 novembre al 2 dicembre

Pratiche congelate per la protesta contro la precarietà

Giudici di Pace in sciopero dal 21 novembre al 2 dicembre

Dieci giorni di sciopero, da lunedì 21 novembre a venerdì 2 dicembre, per protestare contro "la situazione di precarietà" della categoria. I giudici di Pace incrociano le braccia per la durata massima consentita dal codice di autoregolamentazione e le pratiche restano sulle scrivanie in assenza di udienze. Lo sciopero nazionale indetto dall'Unione Nazionale dei Giudici di Pace congelerà per più di una settimana tutte le loro attività: udienze civili e penali, decreti ingiuntivi, fissazioni udienze per sanzioni amministrative e tutti i provvedimenti riguardanti gli immigrati clandestini.

"Senza la normalizzazione e la legalizzazione della condizione della magistratura di pace, con 700 giudici di pace già in scadenza definitiva del mandato il 31 dicembre prossimo, ed i restanti 1600 giudici di pace in scadenza nei successivi 2 anni", spiega l'Unione Nazionale dei Giudici di Pace, si arriverà nei prossimi mesi "alla completa paralisi degli uffici ed all'impossibilità di garantire l'assolvimento dei compiti istituzionali, con particolare riferimento alla inesigibilità delle espulsioni ed alla improcedibilità dei reati di immigrazione clandestina con gravissime ripercussioni sull'ordine pubblico per l'intero Paese e sulla sicurezza dei cittadini". Si protesta anche per "l'assoluta insufficienza del personale amministrativo in servizio" nei loro uffici e per "l'irrazionale distribuzione dei giudici sul territorio, con enormi differenze dei carichi di lavoro". Si richiede infine la rinnovabilità dei mandati fino a 75 anni e le tutele previdenziali, retributive e ordinamentali "previste dalla Costituzione".

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Tag: Attualità , multe


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