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pubblicato il 9 novembre 2011

Aci-Istat: meno incidenti e vittime nel 2010

Nel 2010 sono morte sulle strade undici persone al giorno

Aci-Istat: meno incidenti e vittime nel 2010

L'Italia ha fallito il dimezzamento del 50% degli incidenti dettato dall'Unione Europea ma nel 2010 sono state 14.500 in meno le vittime della strada e sono stati risparmiati 25 miliardi di euro in costi sociali. Sono i dati diffusi da ACI e Istat, che hanno presentato il loro rapporto annuale sulla sicurezza stradale nel nostro Paese, che indicano che rispetto al 2009 sono diminuiti gli incidenti (211.404; -1,9%), i morti (4.090; -3,5%) e i feriti (302.735; -1,5%) verbalizzati dalle Forze dell'Ordine.

11 MORTI AL GIORNO
In Italia si verificano 579 incidenti stradali ogni giorno che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 829. Nel 2010 sono stati rilevati 211.404 sinistri che hanno causato il decesso di 4.090 persone e il ferimento di altre 302.735. Rispetto al 2009 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%), dei feriti (-1,5%) e dei morti (-3,5%). Nel periodo 2001/2010 gli incidenti sono scesi da 263.100 a 211.404 (-19,6%); i morti da 7.096 a 4.090 (-42,4%); i feriti da 373.286 a 302.735 (-18,9%). Diminuito anche l'indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) dal 2,7 del 2001 al 1,9 del 2010.

IL PERICOLO E' IN CITTA'
Nel 2010 il 75,6% degli incidenti si è verificato sulle strade urbane, con 1.759 morti (43% del totale) e 218.383 feriti (72,1%). Sulle autostrade si sono verificati 12.079 incidenti (5,7% del tot.), con 376 decessi (9,2%), in aumento (+7,4%) rispetto allo scorso anno e 20.667 feriti (6,8%). In diminuzione, invece, (-7%) il numero dei morti sulle strade urbane. L'analisi dei dati nei grandi Comuni italiani (Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania) mostra notevoli differenze sul territorio dell'indice di mortalità (decessi/100 incidenti), con valori che vanno dallo 0,5 all'1,7. I valori più elevati si registrano a Verona (1,7) e Palermo (1,6), mentre quelli più bassi a Milano e Bari (0,5). La diminuzione del numero dei morti ha raggiunto livelli superiori al 50% a Torino, Bari e Trieste, mentre presenta valori tra il 50% e 40% a Milano, Venezia, Firenze e Roma. Diminuzioni più contenute o valori stabili della variazione percentuale si registrano a Verona, Genova, Bologna, Napoli, Palermo, Messina e Catania. Gli incidenti più gravi avvengono però sulle strade extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,1 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l'indice di mortalità è pari a 3,1.

INCIDENTI: QUANDO?
Il maggior numero di incidenti e di decessi si è verificato a luglio (21.272, con 450 morti), mese con la media giornaliera più alta (686 incidenti e 15 vite spezzate). Febbraio è il mese con il numero più basso di incidenti (14.411) e morti (282), Gennaio quello con la media giornaliera più contenuta (492). In città la frequenza più elevata di incidenti si colloca a luglio (15.815), mese nel quale si registra anche il più alto numero di morti sulle strade (176). Febbraio il mese con il minor numero di incidenti (10.881). Venerdì e giovedì sono i giorni "neri" per numero di incidenti (33.570 e 31.927: pari, rispettivamente, al 15,9 e 15,1% del totale) e feriti (46.677 e 43.765: il 15,4% e 14,5% del tot.). Il numero maggiore di morti si registra al sabato (702; 17,2%). L'indice di mortalità più alto si registra nel fine settimana: 3,1 morti ogni 100 incidenti la domenica, 2,4 il sabato. Il picco più elevato di incidentalità durante l'arco della giornata si registra intorno alle ore 18:00 (17.011 incidenti con 294 morti), quando all'incremento del traffico per gli spostamenti lavoro-casa si aggiungono fattori psico-sociali come lo stress e la stanchezza, unitamente alle difficoltà di percezione visiva dovute alla riduzione della luce naturale. L'indice di mortalità si mantiene superiore alla media giornaliera (1,9 decessi ogni 100 incidenti) dalle 20 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 4 (5,7). Nella fascia notturna (tra le 22 e le 6) l'indice di mortalità assume i valori più elevati, compresi tra 2,3 e 5,7 decessi ogni 100 incidenti.

LE DINAMICHE
La maggior parte degli incidenti stradali (74,4%) avviene tra due o più veicoli. Il 25,6% riguarda veicoli isolati. Più ricorrente lo scontro frontale-laterale (73.272 casi: 34,7% tot.) con 994 morti (25,3%) e 109.017 feriti (36%), seguito dal tamponamento che registra 38.541 casi, con 395 morti e 64.181 persone ferite. Tra gli incidenti a veicoli isolati, la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta il caso più diffuso: 20.704 incidenti con 777 morti e 25.881 feriti. L'investimento di pedone rappresenta il 9,1% degli incidenti: 19.335 casi, in cui hanno perso la vita 569 persone e 21.846 sono rimaste ferite. Le tipologie di incidenti più pericolose, secondo l'indice di mortalità, risultano: scontro frontale (4,6); urto con ostacolo (4,1), fuoriuscita di strada (3,8), investimento pedone (2,9). Su 4.090 morti in incidenti stradali, 3.249 sono maschi (79,4%) e 841 femmine (20,56%). Tra i maschi, i più colpiti sono quelli tra i 20 e i 24 anni; per le femmine i picchi si registrano sia nella fascia 20-24 anni, che nelle over 75 a causa del maggior coinvolgimento delle donne anziane come pedoni. Tra i morti, 2837 conducenti (69,4% del tot.), 639 passeggeri (15,6%) e 614 pedoni (15%). Le auto sono la categoria di veicoli maggiormente coinvolta in incidenti stradali: 267.481 in valore assoluto, pari al 67,8% dei veicoli. Seguono motocicli (52.159; 13,2%), autocarri (27.346; 6,9%) motorini (22.208; 5,6%) e biciclette (15.565; 3.9%).

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale , aci


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