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pubblicato il 3 novembre 2011

Gli automobilisti? Sono "polli da spennare"

Così il Codacons sui prezzi record dei carburanti. Presto il ricorso al Tar

Gli automobilisti? Sono "polli da spennare"

Prezzi così alti non si erano mai visti. In tempi di crisi la benzina e il Diesel hanno raggiunto nuovi record e al Sud si è arrivati anche a sfiorare l'1,7 euro al litro per la verde. Cifre da capogiro che sono state gonfiate, più che dai rincari del greggio sui mercati internazionali, dalle nuove accise introdotte da Palazzo Chigi. Come denuncia il Codacons con l'ultimo aumento delle accise "il Governo Berlusconi è arrivato al record italiano di 10 provvedimenti presi contro gli automobilisti, considerati evidentemente come dei polli da spennare". Anche per questo, come denuncia in una nota, l'associazione dei consumatori ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio contro l'ultima decisione del Governo di aumentare, per la terza volta in un anno, le accise sui carburanti.

I PREZZI DI OGGI
E' sulla rete Q8 che oggi la media italiana ha toccato il record massimo di 1,648 euro al litro di benzina e di 1,551 euro al litro per il Diesel. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana al Sud si è sfiorato l'1,7 euro al litro per la verde (arrivata a quota 1,694 euro al litro) e 1,575 euro al litro per il Diesel. La media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi ha segnato così 1,631 euro al litro, mentre quella del gasolio 1,542 euro al litro.

UNA STANGATA "TEORICA" DA 3.268.792.000 EURO
Secondo il Codacons siamo di fronte ad una stangata senza precedenti, "determinata in primo luogo dalla decisione del Governo di aumentare per la terza volta in un anno le accise sui carburanti, nonostante in Italia fossero già i più cari d'Europa", si legge in una nota. L'Associazione stima che gli italiani pagheranno, su base annua e solo considerando gli effetti diretti, una tassa aggiuntiva pari ad 89 euro ad auto così composta: 60 euro per l'aumento delle accise entrato in vigore tra giugno e luglio, 13 euro per l'aumento delle accise deciso per il maltempo in Toscana e Liguria, e, considerando la benzina a 1,631 euro al litro ed il gasolio a 1.542 euro al litro, 16 euro per l'aumento dell'IVA al 21% (non calcolando gli arrotondamenti, altrimenti si sale a 21 euro). Considerando che in Italia ci sono 36 milioni e 728.000 veicoli circolanti, significa una stangata teorica pari a 3 miliardi e 268 milioni di euro.

CODACONS: "COSI' SI VIOLA LA COSTITUZIONE"
Gli automobilisti non possono pagare così tanto e il Codacons chiama in causa la Costituzione. Bisogna rispettare "il principio della capacità contributiva stabilito dall'articolo 53, specie considerando che il Governo - si legge nella nota - ha ormai trasformato le accise sui carburanti in uno strumento ordinario per finanziare il bilancio dello Stato ad ogni possibile esigenza, dagli immigrati al maltempo, ossia per circostanze che non hanno alcuna attinenza con il mercato energetico". Insomma, da questo punto di vista le accise non sarebbero più una imposta sulla produzione o la vendita di un prodotto di consumo, ma una tassa ordinaria dell'erario, "una maxi tassa occulta a danno della generalità dei cittadini". Da qui il ricorso al Tar e l'elencazione da parte del Codacons delle manovre adottate dal governo durante il 2011 a discapito degli automobilisti:

1. aumento accise del 28 giugno (immigrati)
2. aumento accise primo luglio (Fus)
3. aumento accise 1 novembre (maltempo)
4. aumento IVA su carburanti ed acquisto auto
5. introduzione del contributo unificato per impugnare multe
6. aumenti ulteriori del contributo unificato
7. aumenti esponenziali delle multe
8. aumento delle tasse sulle polizze Rc Auto
9. aumento dell'Imposta provinciale di trascrizione (IPT)
10. aumento dei bolli auto sopra una certa potenza (superbollo)

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Tag: Attualità , tasse , carburanti


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