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Mercato

pubblicato il 3 novembre 2011

Gruppo Fiat, tre ipotesi per essere globale

500 diventa un brand, forse si trasloca da Piazza Affari e Alfa e Jeep si globalizzano

Gruppo Fiat, tre ipotesi per essere globale

Per competere sul mercato globale il Gruppo Fiat sta valutando tre ipotesi: far diventare la Fiat 500 un marchio a se stante da lanciare nei mercati emergenti, come in quello russo; puntare solo su Alfa Romeo e Jeep come brand globali e lasciare Piazza Affari, una volta completata la fusione tra Fiat e Chrysler, per essere quotati negli Stati Uniti. Al momento sono solo teorie, ma bastano a riaccendere i riflettori su Torino.

FIAT VIA DA MILANO?
Dopo l'uscita da Confindustria e dall'ANFIA, l'abbandono di Milano significherebbe per il Gruppo italiano un ulteriore allontanamento dal nostro paese. Nei giorni scorsi Marchionne ha sempre confermato la volontà di restare e realizzare il piano Fabbrica Italia, ma ieri in un'intervista ad Automotive News ha detto: "Il nuovo gruppo Fiat-Chrysler potrebbe essere quotato al New York Stock Exchange e avere sede negli Stati Uniti oppure alla Borsa di Milano, dove è quotata oggi Fiat, con il quartiere generale a Torino". L'ad ha osservato in più di un'occasione "che la scelta dipenderà da quale piazza finanziaria garantirà maggior facilità nel reperimento delle risorse finanziarie", si legge su Borsa Italiana.

JEEP GUIDERA' LO SBARCO IN RUSSIA
I marchi che invece sembrano più promettenti a livello globale sono Alfa Romeo e Jeep. Il primo tornerà in Nord America nel 2013 ed entrambi potrebbero essere venduti in Russia dove "il piano originale - ha detto Marchionne ad Automotive News - era di andare con il marchio Fiat. Non sono più sicuro che faremo così. Più probabilmente Jeep guiderà lo sbarco seguita da Alfa Romeo". Secondo il manager entrambi hanno il DNA e la storia per "essere riconosciuti a livello internazionale. Dobbiamo continuare a globalizzarli - ha detto - quindi lo sviluppo di architetture e motori designati a sostenerli è cruciale; tutto il resto diventa quasi secondario".

FIAT 500 COME MINI E DS?
Come abbiamo detto il manager sta valutando l'ipotesi di far evolvere la Fiat 500 in un marchio, proprio come è accaduto a MINI o Citroen DS. Marchionne sarebbe convinto che la leadership di Fiat nelle piccole auto può essere "giocata", come riporta il Sole24Ore, "solo in mercati consolidati come il Brasile e l'Europa; altrove non c'è speranza di fronte a coreani e cinesi. Con una sola eccezione: la 500, ovvero il modello di maggior successo dell'era Marchionne".

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