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Retrospettive

pubblicato il 13 novembre 2011

Audi 80, l'antenata della A4

Le quattro generazioni del modello più popolare di Ingolstadt

Audi 80, l'antenata della A4
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Il paradosso è che in Audi la chiamano "serie B", eppure prima la Audi 80 e poi la A4 dal 1972 ad oggi sono le vetture più popolari dei Quattro Anelli, tanto che la produzione ha da poco raggiunto i 10.000.000 di unità. Sono quattro le generazioni della Audi 80 che si sono avvicendate fino al 1995, da quando la media tedesca nacque per rimpiazzare l'ormai vetusta F103, lanciata nel 1965, che risaliva ai tempi della DKW e in una versione si chiamò anch'essa 80, ma in riferimento alla potenza del motore.

AUDI 80 B1: 1972-1978
Il mondo dell'auto accolse subito con favore la 80, tanto che le venne assegnato il premio Auto dell'Anno 1973. Si trattava di una tre volumi disegnata da Hartmut Warkuss (storico designer Volkswagen che più tardi firmerà fra le altre anche la Veyron) lunga 4,18 metri e disponibile anche con carrozzeria due porte e familiare. Il modello subì un restyling nel 1976 che includeva un frontale con fari più grandi e di forma quadrata. I motori erano un 1.3 da 55 CV e due 1.5 da 75 e 85 CV. Nel 1973 era arrivata anche la GT 1.6 da 100 CV e nel 1975 la sostituì la GTE da 110 CV a iniezione, quest'ultima dotata dello stesso propulsore della Golf GTI I. Dalla Audi 80 B1 derivò nel 1973 la Volkswagen Passat, altro modello del Gruppo che sarà destinato ad una lunga carriera. Dal 1973 al 1979 l'Audi 80 fu esportata anche negli USA, dove venne ribattezzata Fox.

AUDI 80 B2: 1978-1986
Il disegno della Audi 80 B2, lanciata nell'estate del 1978, fu perfezionato da Giorgetto Giugiaro, allora consulente esterno, che modificò la parte posteriore rispetto al progetto originario. Il passo crebbe fino a 2.54 m e la lunghezza di conseguenza a 4,28 metri. Disponibile al lancio come quattro porte, venne affiancata l'anno successivo dalla due porte. La base meccanica rimase pressoché immutata, ma nel 1980 apparve il primo Diesel della storia Audi: un 1.6 aspirato da 54 CV, dotato nel 1982 di turbo che innalzò la potenza a 70 CV. Nel 1981 nacquero le versioni "Formel E", dotate di sistema start/stop e di una quinta marcia più lunga, che secondo quanto reclamizzava all'epoca la Casa abbattevano i consumi del 22%. Nel 1981 fu la volta della 80 CD con motore 5 cilindri da 1.9 litri e 115 CV, nel 1982 la Audi 80 quattro a trazione integrale, disponibile anche con il potente motore aspirato 5 cilindri 2.2 litri da 136 CV, mentre nel 1984 la 80 B2 venne ridisegnata con un nuovo frontale, paraurti e interni. Le versioni a cinque cilindri divennero più lussuose e chiamate Audi 90. Anche la B2 venne esportata negli Stati Uniti, dal 1980 al 1997, ma cambiò denominazione in Audi 4000. La seconda generazione non ebbe versioni Avant.

AUDI 80 B3: 1986-1991
La terza generazione dell'Audi 80 segnò un cambiamento netto nello stile Audi, le cui eco si ritrovano ancora oggi nella produzione di Ingolstadt. Abbandonato ogni retaggio degli anni '70, lo staff guidato da Warkuss virò su linee arrotondate: il risultato fu un Cx che precipitò dal precedente valore di 0,41 della B2 allo 0,29 della B3. Ai motori benzina aspirati 1.6 si affiancavano ora i 1.8 aspirati (69 CV), turbo (80 CV) e a iniezione (112 CV), mentre i cinque cilindri delle 90 lanciate nel 1987 salivano a 2.3 litri di cilindrata. Nel 1991 venne lanciata la prima 80 Cabriolet della serie B Audi basata sulla B3. Misurava 4,37 metri ed era equipaggiata con il 2.3 E da 133 CV, ma negli anni a venire la Casa tedesca ampliò la scelta delle motorizzazioni fino a proporre i motori 1.9 Diesel. Nel 1997 la Cabriolet venne ristilizzata e la sua produzione affidata alla Karmann, che la interruppe nel 2000.

AUDI 80 B4: 1991-1995
Fu un profondo restyling della B3 a dare vita nell'autunno del 1991 alla Audi 80 di quarta generazione, che conservava parte della carrozzeria della precedente, ma vantava nuovi frontale, posteriore e sospensioni. La lunghezza era cresciuta a 4,48 metri con un passo di 2,61 metri. Anche i motori erano tutti nuovi e tutti dotati di catalizzatore. Eliminata la denominazione 90 per le versioni più potenti, debuttarono il 1.9 TDI da 90 CV a iniezione diretta, mentre la gamma a benzina era formata dai 2 litri 115 CV e 140 CV. Debuttò... in serie B anche un V6 da 2.8 litri, sostituito dal 2.6 nel 1992. Nello stesso anno avvenne la rivoluzione, con il lancio della familiare Avant, denominazione ancora in vigore, che divenne tanto popolare da essere prodotta fino 1995 in contemporanea alla A4 berlina, mentre la produzione della A4 tre volumi si era fermata l'anno prima. In totale della B4 furono vendute 180.000 Avant su 800.000 unità prodotte in totale.

RS2, L'AUDI "GRIFFATA" PORSCHE
Le versioni "S" ed "RS" furono altre due innovazioni introdotte con la 80 B4. Alla fine del 1992, Audi dopo la S2 Coupé aveva lanciato la S2 Avant, che fu seguita dalla S2 Berlina l'anno successivo. Con il turbo, la potenza del propulsore 5 cilindri turbo di 2.226 cc, abbinato esclusivamente a cambio manuale a 6 rapporti, saliva a 230 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale quattro. Sulla scorta di questa esperienza, due anni dopo arrivò la RS2, lo stato del'arte della produzione di Ingolstadt dell'epoca: basata sull'Audi 80 Avant ma progettata in collaborazione con Porsche, che con una centralina Bosch specifica, alberi a camme più spinti e uno scarico sportivo portò il propulsore alla potenza di 315 CV e sviluppò il telaio, abbassandone la luce a terra di 4 cm e dotandola di cerchi da 17", uguali a quelli della 964. La RS2 accelerava da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e raggiungeva la velocità massima di 262 km/h. Venne prodotta per soli due anni, in meno di 2.900 esemplari, assemblati parzialmente presso Porsche, il cui nome era riportato sugli stemmi "RS" e sulle pinze freno Brembo.

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Tag: Retrospettive , Audi , auto storiche


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