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Mercato

pubblicato il 25 ottobre 2011

L'ANFIA sollecita il governo a rilanciare l'auto

La crisi peggiorerà. Serve un intervento rapido e strutturale

L'ANFIA sollecita il governo a rilanciare l'auto
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Nei primi nove mesi del 2011, il mercato dell'auto in Italia ha perso l'11,3% su base annua e la prevista chiusura a 1.740.000 unità indica che la domanda è tornata ai livelli del 1993-1996. E neanche le prospettive per il 2012 sono buone. Allo stato attuale, secondo l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), il prossimo anno si attesterà su volumi di immatricolazioni ancora più bassi del 2011. Per questo bisogna rilanciare il comparto auto in Italia, un settore che da lavoro a milioni di persone e che rappresenta il 12% del PIL. "Il primo passo da compiere è aprirsi al cambiamento, individuare obiettivi chiari da raggiungere superando i punti deboli del tessuto imprenditoriale e puntando, insieme all'intero Sistema Paese, sulle leve competitive che consentono di costruire nuove soluzioni per il futuro", ha detto oggi a Roma Eugenio Razelli, Presidente dell'ANFIA, in occasione dell'assemblea pubblica annuale. L'ultima a cui ha partecipato Fiat.

RIVEDERE LA FISCALITA'
Per rilanciare il settore auto in Italia, l'Associazione propone innanzitutto di rivedere la fiscalità, facendo leva sulla riforma del federalismo fiscale per ridisegnare un sistema di prelievo il più possibile semplice e sostenibile per gli automobilisti - in linea con la necessità di ridurre i costi di gestione del veicolo - allineando la pressione fiscale sull'automotive alla media europea e per introdurre un meccanismo che garantisca il reinvestimento di buona parte del gettito proveniente dal settore a favore del settore stesso. Non bisogna infatti dimenticare che con le nuove accise sui carburanti, l'inasprimento dell'IPT e il superbollo, quest'anno l'automobile è stata particolarmente bersagliata. "Questi rincari, sommati agli altri interventi di inasprimento del prelievo fiscale a danno degli automobilisti a cui abbiamo assistito fin da inizio 2011 e all'aumento dell'IVA (dal 20 al 21%), deprimeranno ulteriormente il mercato - facendo perdere alle casse dello Stato l'extra-gettito IVA derivante dalla vendita di nuove vetture - e innescheranno una pericolosa spirale negativa - ha detto Razelli -. Infine, l'andamento del mercato è condizionato anche dalla flessione del potere d'acquisto delle famiglie italiane negli ultimi anni: -1% nel 2008 sul 2007; -3,1% nel 2009 sul 2008; +0,6% nel 2010 sul 2009".

BISOGNA "FARE SISTEMA"
L'industria da sola non può farcela. Come ha sottolineato Razelli nel suo intervento, è vero che un mercato sempre più globale impone alle imprese di investire in tecnologia, ma "la competitività non è quella delle singole imprese, bensì dell'intero Sistema Paese. Filiera automotive e Sistema Paese devono, allora, cooperare sul fronte comune del vantaggio competitivo, la prima lavorando sulla la crescita dimensionale e il potenziamento degli investimenti tecnologici, degli investimenti in R&S (Ricerca e Sviluppo) e dell'internazionalizzazione, il secondo individuando soluzioni concrete per il rilancio dell'economia, la semplificazione del sistema decisionale, la flessibilità e la riduzione del costo complessivo del lavoro. Finanziamenti pubblici in R&S e infrastrutture, stimoli alla patrimonializzazione delle imprese e alla formazione di distretti tecnologici, completano il quadro". Una ricetta che vale sia per il Nord che per il Sud del Paese, viene specificato. Infine sono stati proposti interventi di finanza agevolata, come la promozione del green public procurement - sia per garantire bassi livelli di particolato e di CO2, sia per esercitare un 'effetto traino' sul mercato dei prodotti ecologici - e la defiscalizzazione degli utili reinvestiti per l'acquisto di veicoli innovativi a beneficio, in particolare, dei veicoli industriali e rimorchiati.

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Tag: Mercato , immatricolazioni , auto italiane , roma , torino


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