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pubblicato il 25 ottobre 2011

Fiat lascia l'ANFIA, Associazione Industria Auto

Senza vincoli, dice Torino, si metteranno in pratica le promesse

Fiat lascia l'ANFIA, Associazione Industria Auto
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Quella che vedete nelle immagini è l'ultima Assemblea Pubblica annuale dell'ANFIA, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, a cui partecipa Fiat. L'azienda italiana, che controlla l'americana Chrysler, si è ufficialmente congedata oggi dall'Associazione tramite le parole dell'amministratore delegato del Gruppo, Sergio Marchionne. Agli imprenditori, industriali, addetti ai lavori e giornalisti riuniti nei Saloni di Palazzo Brancaccio a Roma il numero uno del Lingotto ha detto: "Qui in Italia la Fiat sta facendo, in modo autonomo e proattivo, tutto ciò che è necessario per diventare più efficiente, per liberarsi da vincoli che in un'economia di mercato non sono che freni allo sviluppo e per mettere in pratica tutto quello che ha promesso. In questa chiave - ha motivato - va letta, ad esempio, la nostra decisione di uscire da Confindustria e di riflesso anche dall'ANFIA".

UNA SCELTA "SERIA"
Marchionne ha quindi specificato che la scelta è stata valutata con "grande serietà" ed ha precisato che non ha nulla a che vedere con ragioni politiche. "La Fiat - ha detto - è impegnata nella costituzione di un grande gruppo internazionale e non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze e con condizioni troppo diverse da quelle che esistono in tutto il resto del mondo. Questa libertà d'azione, che gestiremo nel rispetto delle leggi, ma soprattutto con profondo senso di responsabilità, è il requisito essenziale se vogliamo essere protagonisti dello sviluppo industriale del nostro Paese". E sul modo di Fiat di rapportarsi con l'Italia il manager è categorico: a parlare devono essere i fatti, ovvero Fabbrica Italia.

L'IMPEGNO CON L'ITALIA
Sergio Marchionne definisce "profeti di sventura" quanti parlano del "disimpegno" della Fiat nei confronti del nostro Paese. Gli stabilimenti di Pomigliano d'Arco, Mirafiori e Grugliasco sono stati rilanciati e sugli altri non ci sarebbe alcuna urgenza immediata di intervento. "A Pomigliano abbiamo investito ingenti risorse per avviare la costruzione della nuova Panda, che come sapete prima si faceva in Polonia", ha detto, riassumendo i lavori di rimodernamento degli impianti in Italia. Il prossimo anno a Mirafiori verrà avviata la produzione del SUV a marchio Jeep che "permetterà di portare a Torino una delle piattaforme più avanzate e di beneficiare a pieno della completa offerta di motori e trasmissioni Fiat e Chrysler". A Grugliasco verrà prodotta una nuova Maserati di segmento E destinata alla commercializzazione internazionale che garantirà l'impiego a migliaia di persone. "Che piaccia o no, per essere viva e competitiva, un'azienda ha bisogno di essere efficiente. Questo è l'unico modo per garantire prospettive solide e durature e per creare benessere nel territorio in cui opera".

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Tag: Mercato , auto italiane , produzione , torino


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