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Interviste

pubblicato il 1 novembre 2011

Case auto e concessionari: punti di vista diversi, stessa crisi

"La rete di concessionari imploderà - No, si adatterà"

Case auto e concessionari: punti di vista diversi, stessa crisi

Case auto e concessionarie vedono la crisi delle immatricolazioni e la ristrutturazione della rete di distribuzione in Italia in modo diverso. I punti di disaccordo sono emersi a Roma durante "La Capitale Automobile", la giornata di confronto annuale per la filiera automotive promossa da Fleet & Mobility a cui hanno partecipato alcuni manager delle case auto, i rappresentanti delle associazioni, quelle dei concessionari ed esperti del settore. In un video messaggio il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, ha detto: "E' da molto tempo che lo dico: serve un intervento delle case altrimenti il sistema imploderà". Un concessionario su due infatti chiuderà il 2011 in rosso e, secondo le stime, uno su cinque è destinato a chiudere. Tuttavia, la situazione, brand per brand, è molto diversa e non bisogna generalizzare. "Non penso ci sarà una risposta unica da parte dei costruttori alla crisi", ha sottolineato in un altro video messaggio Jacques Bousquet, il Presidente dell'UNRAE. E se alcuni concessionari chiedono di cambiare il rapporto con le case, altri si ritengono soddisfatti e certi costruttori elencano gli sforzi ed i progressi compiuti negli ultimi anni per migliorare la rete di vendita.

COSA DICONO I CONCESSIONARI
"Prima che intervengano i costruttori ci saremo suicidati", ha sentenziato Enzo Zarattini, imprenditore che nel 1991 ha acquisito la prima Concessionaria BMW e che dal 2000 è presidente dell'Associazione Concessionari Italiani BMW. "Siamo tra l'incudine e il martello. La prima è la fiscalità, la seconda è rappresentata dalle case auto che riempiono i piazzali delle concessionarie di vetture immatricolate che non si riescono a vendere prima di 12-18 mesi", ha detto, spiegando che mediamente la redditività è troppo bassa. Per questo secondo lui "le case dovrebbero salvaguardare di più le reti ufficiali consentendo con i nuovi contratti 2013 di abbassare gli standard (ovvero i costi fissi) e di salvaguardarli da chi non è concessionario ufficiale e non ha certi vincoli". Zarattini ha quindi chiesto una partnership diversa, ovvero che le case aprano ai dealer il business delle flotte. "Il problema è che non abbiamo più un fatturato che deriva dai privati capace di tenere su l'azienda", ha motivato. Una posizione condivisa da Federauto, che ricorda come c'è una parte di mercato che non passa per le concessionarie.

L'OPINIONE DELLE CASE
All'incontro romano erano presenti l'Amministratore Delegato di Nissan Italia Andrea Alessi, il Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia Gaetano Thorel e l'AD di Toyota Massimo Gargano. Tutti e tre si sono detti concordi nello smentire che "il sistema imploderà" come sostiene Pavan Bernacchi. "Credo che la rete di distribuzione abbia dimostrato negli anni di saper resistere e di sapersi adattare alle esigenze di mercato", ha detto Alessi. Thorel, premettendo che il sistema delle flotte rappresenta per i marchi generalisti una percentuale minima di business (che ha stimato attorno all'1%), ha invece spostato l'attenzione sul "far funzionare una rete con un milione di auto da vendere ai privati. Bisogna avere un break even point ad un milione - ha detto -. E' poi chiaro che la ristrutturazione di una rete non è facile e richiede tempo, ma è una strada ineluttabile. Ci sono marchi come Ford che l'hanno già intrapresa ed altri che la devono iniziare a percorrere". D'accordo con lui anche Gargano. "Abbiamo vissuto 14 anni al di sopra delle due milioni di unità ed oggi l'occhio deve essere sull'attuale situazione - ha detto il numero uno di Toyota Italia -. Qui di fondo c'è che ogni venditore ha il suo modello di business e questo non è ripetibile in assoluto". In un video messaggio il Direttore di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha riassunto: "Il mercato non è malato, è proporzionato alla situazione attuale. Io non considero case e reti separati. La preoccupazione è di tutti".

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Tag: Interviste , immatricolazioni , interviste


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