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pubblicato il 21 ottobre 2011

Cala ancora la spesa per l'automobile

-7% nel 2011. Lo Stato perde 2,5 miliardi dall'immatricolato, ma si 'consola' con le tasse

Cala ancora la spesa per l'automobile

Cala la spesa media nazionale per l'auto e scendono le immatricolazioni (quest'anno si ritiene che il calo sarà dell'11%, mentre già l'anno scorso si era scesi del 9%). Il quadro è preoccupante perché a fine 2011 gli italiani avranno speso poco più di 31 miliardi di euro per le quattro ruote, ovvero il 7% in meno dell'anno scorso, che già era in flessione del 3% sul 2009. "All'auto nuova si può rinunciare", penserà qualcuno. E' vero, ma diciamo "preoccupante" perché a comprare meno auto sono le famiglie, ovvero i privati, ad ulteriore conferma che la situazione economica è fortemente negativa e non si può rimanere indifferenti quando a perdere è una filiera come quella dell'auto: da sola rappresenta il 12% del PIL. Proprio per i numeri che abbiamo riportato, quest'anno lo Stato perderà 2,5 miliardi di euro. Tanti, ma è pur vero che sorge spontanea una domanda: quanti ne incasserà dai provvedimenti che ha introdotto rendendo l'auto sempre più costosa per l'automobilista? L'Erario, che non ha erogato incentivi all'acquisto di auto nuove nel 2011 ("non abbiamo i soldi", dicono a Montecitorio), ha prima tassato i carburanti per aiutare il cinema e per fronteggiare l'emergenza immigrati, e poi ha aumentato l'IVA dal 20% al 21% incassando per questo da gennaio ad aprile, tramite i consumi di benzina e gasolio per autotrazione, 330 milioni di euro di imposte in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Infine è stata aumentata l'IPT, la tassa provinciale di trascrizione che si paga nel momento di acquisto di una vettura (nuova o usata), e non parliamo del superbollo, perché riguarda "solo" una minoranza di vetture, quelle più potenti sul mercato. Sta di fatto che il fatturato del settore auto, secondo le stime dell'UNRAE, sarà quest'anno inferiore di 10 miliardi di euro sul 2010 e che le vetture immatricolate nel 2011 non supereranno quota 1 milione 750 mila unità.

UN MERCATO IN DISCESA
Il mercato dei prossimi anni, dopo un decennio da 23 milioni di auto nuove (con il picco di 2 milioni e mezzo di vetture nuove registrate nel 2007), sembra ormai che non supererà più la soglia delle due milioni di auto all'anno. I dati emergono dalla ricerca "Il Mercato Auto a Valore" presentata questa mattina a Roma presso l'Auditorium della Tecnica di Confindustria dove si è svolta "La Capitale Automobile", la giornata di confronto annuale per la filiera automotive a cui partecipano i manager delle case auto, i rappresentanti delle associazioni, quelle dei concessionari e gli esperti del settore. La ricerca, alla sua quinta edizione, è promossa dal Centro Studi Fleet&Mobility in sinergia con il Master sull'Automobile di Roma e costituisce un ottimo spunto di riflessione, sebbene mostri scenari preoccupanti anche per le centinaia di migliaia di persone impiegate nel comparto. Lo studio evidenzia che negli ultimi due anni la flessione in volume è stata superiore al calo del giro d'affari, soprattutto perché ad acquistare meno auto nuove sono i privati, che comprano vetture mediamente meno costose di quelle acquistate dalle imprese (che invece chiudono il 2011 in crescita del 7%, dopo il +13% dello scorso anno). In base ai calcoli i privati avranno speso quest'anno in media "16.713 euro per ogni auto, con un incremento del 5% rispetto al dato 2010, quando gli incentivi contribuivano a tenere basso il prezzo. Le aziende invece stanno acquistando auto del valore medio di 19.836 euro, sostanzialmente in linea con l'anno precedente - si legge nella nota -. Guardando ai valori assoluti emerge che i privati nel 2011 destineranno 19,6 miliardi di euro alle auto nuove contro i 22,5 miliardi di euro del 2010, mentre le società e i noleggiatori insieme acquisteranno auto per un valore di 11,7 miliardi in luogo dei 10,9 dello scorso anno".

LE DIFFICOLTA' ECONOMICHE CI SONO, MA LE AUTO "INVECCHIANO MEGLIO"
A mettere in luce un altro aspetto importante dell'argomento è Pierluigi del Viscovo Direttore del Centro Studi Fleet&Mobility che ricorda i passi in avanti compiuti dalla tecnologia negli ultimi anni. "Gli italiani comprano un'auto nuova per sostituire quella vecchia che già hanno - ha detto -. Nel decennio scorso lo hanno fatto a un ritmo di 2,3 milioni l'anno, mentre ora sembrano attestarsi su circa 1,9 milioni, come prevedibile media del decennio in corso. Certamente l'incertezza e le difficoltà economiche hanno il loro peso, ma dobbiamo anche chiederci se le auto oggi in circolazione non 'invecchiano meglio' di quelle che andavano in giro 10 anni fa, sia come estetica che come meccanica".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi , roma


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