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pubblicato il 19 ottobre 2011

Michelin Primacy 3

Il 2012 ridisegnerà il mondo degli pneumatici: la prova dei nuovi francesi a Siviglia anticipa in che modo

Michelin Primacy 3
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In Europa 7 incidenti (con almeno un ferito) su 10 si verificano su asfalto asciutto e fra questi il 60% avviene a bassa velocità, nei contesti urbani. Il 75% ha luogo in rettilineo, ma solo il 20% su asfalto bagnato (di cui il 99% in presenza di un velo d'acqua spesso appena 1 millimetro). Queste statistiche, fornite dall'Università di Dresda, ci ricordano come la scelta (e la successiva manutenzione) di nuovi pneumatici per la propria auto sia soprattutto una questione di sicurezza, oltre che di riduzione dei consumi e dell'impatto ambientale. Con l'introduzione nel 2012 della norma UE per cui tutte le gomme nuove saranno comparabili fra loro grazie a un'etichetta - che riporta frenata sul bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità - migliorerà la consapevolezza del consumatore rispetto al prodotto che acquista, ma nel conseguente innalzamento di qualità dell'offerta individuare le "calze" adatte alla propria auto diventerà ancora più importante. Queste sono le premesse con cui entriamo nel Circuito Ricardo Tormo di Valencia, dove Michelin presenta il Primacy 3 che andrà ad equipaggiare da gennaio 2012 gran parte dei modelli di segmento C (fra cui due best seller sono l'Alfa Giulietta e la Volkswagen Golf), D o superiori (come la Ford Mondeo o l'Audi A6, per citare alcune rappresentanti) in Europa. Il listino e le tutte le misure disponibili verranno diffusi a breve dal Costruttore di Clermont-Ferrand, che ha avviato la produzione nello stabilimento piemontese di Cuneo (il più grande in Europa per il Bibendum) e fa sapere che i prezzi non si discosteranno molto dal predecessore (Michelin Primacy HP).

DALL'UNIVESITÀ ALLA STRADA
Ora che l'operazione di acquisto di un nuovo treno di pneumatici sta per diventare più "limpida", grazie all'intervento del legislatore europeo, con quale criterio il tipico padre di famiglia affronterà la sostituzione delle gomme? Su cosa dovrà basarsi per scegliere un prodotto anziché un altro? Gli uomini Michelin rispondono a queste domande attingendo dai risultati dei propri studi di marketing, in cui emerge come gli automobilisti del Vecchio Continente mettano al primo posto la sicurezza che un pneumatico infonde alla guida, poi la durata - misurata in "chilometraggio" e in tempo (di solito anni) che una copertura è in grado mediamente di garantire - e infine le performance, per lo più declinate in termini di riduzione di consumi di carburante e quindi risparmio economico. Tenendo a mente queste considerazioni concrete, abbiamo effettuato un breve test comparativo dei Primacy 3 nei confronti di quattro principali concorrenti: Bridgestone, Continental, Goodyear e Pirelli. Premesso che in questo tipo di valutazioni molti fattori entrano in gioco, come le pressioni di gonfiaggio (dichiarate pari ai valori nominali previsti dai costruttori) o l'usura del battistrada (parametro che dev'essere uguale per tutti i concorrenti), vi riportiamo le impressioni di guida della giornata di test sulla pista di Valencia, dove sono state allestite apposite isole di lavoro per verificare il progresso del nuovo Michelin rispetto al passato, in termini di grip in curva sul bagnato e di spazi d'arresto nella frenata d'emergenza, su asciutto e bagnato. Sperando nella buona fede degli uomini del Bibendum (nel mantenere i suddetti parametri uguali, per un confronto realistico), segnaliamo inoltre che - come da prassi per il lancio di un nuovo pneumatico (vi rimandiamo agli articoli relativi ai Michelin, Goodyear e Pirelli provati in passato da OmniAuto.it) - il nuovo Primacy 3 è stato confrontato con la concorrenza presso istituti indipendenti come il TÜV SÜD tedesco e il DIADA spagnolo (che rendono disponibili tutti i dettagli delle prove comparative), e ha usufruito del database statistico sull'incidentalità della suddetta Università di Dresda nella fase di sviluppo.

VUOL FARE IL PIGNOLO
Il primo workshop della giornata impegna una berlina di segmento superiore, la Mercedes Classe E 220 CDI, in uno steering pad su asfalto bagnato, di 60 metri di diametro. Siamo chiamati a guidare tre esemplari della segmento E tedesca, equipaggiati con Michelin Primacy 3, Goodyear EfficientGrip e Pirelli Cinturato P7. Impostiamo una traiettoria ad angolo volante costante (circa 110°) e alla velocità di 60 km/h, in cui il veicolo si trova nell'intorno del limite di aderenza, con il controllo di stabilità (attivato) in procinto di intervenire. Mantenendo invariati questi due parametri - come suggerito dagli istruttori Michelin e come la scuola per collaudatori di Loris Bicocchi ha trasmesso nelle metodologie di prova adottate da OmniAuto.it - questo test soggettivo permette di fornire un'impressione sul comportamento dei tre pneumatici. Il feeling è che il Primacy 3 innalzi il limite di sottosterzo rispetto ai rivali, comunicando però con meno anticipo la saturazione dell'aderenza quando si provoca il retrotreno in rilascio e l'ESP interviene. La sensibilità al lift-off è comunque comparabile nei tre casi, mentre la copertura francese si distingue per precisione, permettendo a chi guida di mantenere la traiettoria con meno correzioni di sterzo. Il risvolto tecnico di questo comportamento è riassunto in una nuova ricetta per la mescola del Primacy 3. A detta degli specialisti di Clermont-Ferrand, per la prima volta su un prodotto industriale Michelin è stata adottata una resina che rende più malleabile il compound, abbinandosi a un contenuto di silice che ottimizza il grip sul bagnato con la resistenza al rotolamento. Il tutto bilanciato poi dalle esigenze di industrializzazione, che hanno imposto delle modifiche in itinere per adeguare le mescole alle problematiche di produrre milioni di unità all'anno, ovviamente.

NIENTE PANICO, SI FRENA
Ad attenderci alla prova di frenata d'emergenza su asfalto bagnato c'erano delle Volkswagen Passat 2.0 TDI, gommate con Bridgestone Turanza, Continental PremiumContact 2 e Michelin Primacy 3 di misura 205/55 R 16 (taglio più diffuso in Europa assieme al 225/45 R 17). In un tipico panic stop su strada rettilinea come quello della prova, il test diventa di tipo oggettivo, con il conducente chiamato a premere il pedale del freno al massimo della forza (meglio con il tallone sollevato dal pavimento, dunque). Il GPS misura lo spazio d'arresto nell'80-10 km/h, come da standard europeo, per annullare l'errore del sensore satellitare nel rilevare velocità prossime allo zero. Dalle medie ottenute sull'asfalto di Valencia, il guadagno in spazio d'arresto è di 1,7 metri, in sintonia con i risultati ottenuti dal TÜV SÜD e su cui Michelin reclama il primato di categoria con i Primacy 3. A questa performance fa da contraltare il retroscena dei chimici che hanno sviluppato la mescola e gli ingegneri che hanno definito la deformabilità della struttura.

SULL'ASCIUTTO SI FA LA DIFFERENZA
L'ultimo test - ma non per importanza, visto che l'Università di Dresda attesta come il 70% degli incidenti in Europa avvengano sull'asciutto, con la metà dei conducenti che hanno tempo di frenare prima dell'urto - è quello della frenata d'emergenza su asfalto asciutto. Le "cavie" prescelte sono state delle BMW 320d (fresche di "pensione", data la presentazione della nuova Serie 3), gommate con tutti gli pneumatici utilizzati nelle isole appena descritte, questa volta di misura 225/45 R17 (la seconda, per diffusione, in Europa). Anche in questa circostanza la riduzione dello spazio d'arresto di 1 metro nell'80-10 km/h conferma i risultati degli organismi indipendenti, su cui Michelin dichiara la superiorità dei Primacy 3 sui rivali del segmento. L'aspetto progettuale legato a questa performance risiede nella presenza di lamelle interposte fra i tasselli del battistrada, di 0,2 mm di diametro e 1,8 di profondità. Grazie a loro, l'intera struttura è più rigida nel deformarsi durante la frenata, perché tasselli e lamelle vanno "a pacco", preservando nelle altre condizioni di marcia il rapporto fra vuoti e pieni pensato per evacuare l'acqua sul bagnato e ridurre la rumorosità di rotolamento. La scelta tecnica fatta da Michelin per i Primacy 3 s'innesta nello stesso filone cui appartengono altri pneumatici di ultima generazione, come i Goodyear Eagle F1 Asymmetric: quello in cui si realizza una deformabilità programmata dei tasselli per migliorare le prestazioni del battistrada su asciutto e bagnato, a parità di geometria.

PNEUMATICI, I FUTURI TRENDSETTER
Il Michelin Primacy 3 arriverà nel 2012 come copertura di primo equipaggiamento, per essere poi introdotto sul mercato di sostituzione. Fra i nuovi modelli che le monteranno si annoverano la Volvo V60 Plug-In Hybrid e la quarta generazione della Renault Clio, oltre che marchi come Audi, BMW e Mercedes. Dal confronto con i tecnici Michelin emerge anche un altro trend per il domani, quando costruttori di pneumatici e case automobilistiche collaboreranno anche con fornitori (come Bosch), per integrare il know how dell'industria con quello della ricerca universitaria. Proprio com'è accaduto con il coinvolgimento dell'Università di Dresda da parte di Michelin, o come confermato da un progetto "molto" italiano: quello di Pirelli, che assieme al Politecnico di Torino, di Milano e alla Berkeley University sta sviluppando il pneumatico "intelligente" Cyber Tyre.

Michelin Primacy 3

I nuovi pneumatici francesi presentano delle lamelle fra i tasselli del battistrada che migliorano le prestazioni in frenata sull'asciutto, mantenendo il rapporto vuoto/pieno adatto alle condizioni di asfalto bagnato

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Tag: Accessori , sicurezza stradale , pneumatici


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