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pubblicato il 17 ottobre 2011

Ai pirati della strada da 8 a 18 anni di carcere

Fondazione ANIA propone l'omicidio stradale anche per chi scappa dopo un incidente

Ai pirati della strada da 8 a 18 anni di carcere

Negli ultimi anni la pirateria stradale in Italia non ha fatto che aumentare. Proprio in questi giorni i numeri del 2011 hanno già superato quelli dell'intero 2010: 644 episodi contro 585. Troppi. Per questo, secondo Fondazione ANIA, bisognerebbe scoraggiare il fenomeno facendo rientrare la pirateria stradale nel nuovo reato di "omicidio stradale" che è in discussione in Parlamento. "Scappare equivale a guidare in stato d'ebbrezza o ad una velocità non adeguata", ha detto ad OmniAuto.it il segretario generale di Fondazione ANIA, Umberto Guidoni. La nuova norma in esame prevede infatti per chi provoca un incidente con lesioni gravi o morte dopo essersi messo alla guida in condizioni di ebrezza (tasso alcol superiore a 0,8 g/l) e/o sotto l'effetto della droga una pena da 8 a 18 anni di carcere, l'arresto in flagranza di reato e la revoca definitiva della patente ("ergastolo della patente").

Si tratta di non trasmettere più quella sorta di "messaggio di sconto sociale" che viene suggerito adesso tramite pene che, come afferma Guidoni, sono "inadeguate". "Quando ti metti alla guida dopo aver superato il limite di tasso alcolemico consentito dalla legge o dopo aver assunto droghe devi mettere in conto la probabilità di uccidere qualcuno", ci spiega Guidoni, convinto che le conseguenze del mancato soccorso siano paragonabili a quelle dell'omicidio stradale. La proposta merita una valutazione, tuttavia i tempi di approvazione del nuovo reato di omicidio stradale in Parlamento sono lunghi e la sua introduzione potrebbe ancora necessitare di parecchi mesi.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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