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pubblicato il 15 ottobre 2011

Toyota Yaris 1.3 Dual VVT-i Style

Diverte per l’assetto e consuma poco, ma ha poca verve. Infotainment appagante

Toyota Yaris 1.3 Dual VVT-i Style
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"Molti automobilisti in futuro abbandoneranno i segmenti superiori per scegliere un'auto più piccola, ma di pari contenuti. Dobbiamo essere pronti". Sono le parole di Didier Leroy, ad e presidente di Toyota Europe, pronunciate durante la presentazione alla stampa della nuova Yaris dello scorso luglio. E per essere pronta a sottoporsi al giudizio del pubblico - il porte aperte dei concessionari si tiene proprio in questo weekend (15-16 ottobre) - la Yaris 1.3 a benzina da 99 CV, cambio manuale a 6 marce e allestimento Style ci ha accompagnato nella nostra prova su strada, per rivelare come si è rinnovata una delle protagoniste nel mercato delle utilitarie. La terza generazione è maturata modificando il proprio carattere, pur rimanendo sotto i 4 metri di lunghezza come le sue concorrenti giapponesi (Honda Jazz, Mazda2, Nissan Micra e Suzuki Swift) o europee (Lancia Ypsilon, in particolare), e a cui si aggiungono anche due best seller: la Volkswagen Polo per l'Europa e la Fiat Punto per l'Italia. Come suggerisce il rinnovato look esterno, la nuova Yaris ora strizza l'occhio anche pubblico maschile, con la maturità di un assetto sovradimensionato rispetto alle prestazioni motoristiche - in sintonia con la filosofia progettuale più recente, per le piccole hatchback, della "sportività ragionevole" - e la taratura dei sistemi elettronici di sicurezza che lasciano spazio al divertimento. Il tutto con un prezzo di listino che per la 1.3 Style parte da 15.800 euro.

PIU TRADIZIONALE RISPETTO ALLE (SUE) TRADIZIONI
Aprendo la porta della nuova Yaris si nota un piccolo dettaglio, che non smentisce la vocazione cittadina che storicamente accompagna questo modello: i fermi che tengono in posizione lo sportello prevedono posizioni ravvicinate fra loro e mantengono l'apertura anche per piccoli angoli, a favore della praticità nei parcheggi più angusti. Saliti a bordo, la corona del volante dell'allestimento Style accoglie con un'impugnatura in pelle traforata e cuciture color amaranto ed è tagliata nella parte bassa. Voglia di sport anche nell'illuminazione soffusa di strumentazione e plancia, entrambe "accese" da una tonalità arancio. Nonostante la terza generazione della Yaris sia un'evoluzione evidente della piccola giapponese, rimane qualche vezzo dell'industria automobilistica nipponica, che si nota proprio durante la guida notturna: i tasti sono curanti nella realizzazione e nella grafica (come nel caso dell'area che circonda il pulsante dell'hazard), ma non tutti sono illuminati. Tale assenza si nota soprattutto quando si cercano al buio i comandi di telefono e impianto audio sulle razze del volante, le levette sul piantone o le bocchette di ventilazione, perché risultano invisibili. La posizione di guida è definita dal movimento a scatti per l'inclinazione dello schienale (avremmo preferito una soluzione senza soluzione di continuità) e dall'escursione in altezza del sedile molto ampia, mentre per la regolazione del volante non guasterebbe una maggiore corsa in profondità. Il risultato è un assetto che privilegia la posizione corretta delle braccia, lasciando le gambe più flesse rispetto alla condizione ideale. L'ergonomia è stata tuttavia tenuta in considerazione, dato che la conformazione sportiva riservata ai sedili di questo allestimento non pregiudica il comfort nemmeno nei lunghi viaggi (dove si apprezza molto l'appoggio offerto dal bracciolo ribaltabile del sedile di guida). La visibilità verso l'esterno non presenta criticità, in particolare nelle manovre di retromarcia, dove la compattezza del corpo vettura è esaltata dalla telecamera posteriore di ottima qualità (compresa nel pacchetto di optional previsto per il Touch&Go, a 550 euro). Lo spazio sopra la testa, pur in presenza dell'ampio tetto panoramico (incluso nel Comfort+ Pack, per 800 euro), è discreto anche per i passeggeri posteriori. Rispetto alle Yaris del passato, proprio il divanetto posteriore registra uno dei passi indietro più evidenti: non è più presente il versatile meccanismo di ribaltamento degli schienali e scorrimento delle sedute, che favoriva alla bisogna l'abitabilità piuttosto che il bagagliaio (ora con 286/768 litri di capacità). Novità anche per quel che riguarda la plancia, dominante per il suo posizionamento verso l'alto, che insieme al notevole sviluppo superficiale della parte superiore dà la sensazione ai passeggeri di trovarsi in un'auto più grande rispetto alle dimensioni esterne. All'aspetto originale dell'insieme concorrono le finiture, che giocano sull'inedita goffratura longitudinale proprio della parte superiore della plancia, che ricorda un fluido anche grazie alla sua geometria ondulata. Il rivestimento è rigido al tatto, ma l'effetto finale è piacevole. Merita particolare menzione la fascia orizzontale, che spazia dai pannelli porta fino ad incorniciare lo schermo del navigatore e ha una superficie soft touch che riveste il substrato sottostante come una sottile pelle: la percezione visiva e tattile è appagante e concilia le aspettative di un tipico utente del segmento B con l'attenzione al rapporto qualità/costi del costruttore. Si sente invece la mancanza di un ripiano sulla consolle centrale dove riporre il telefono, ad esempio. Lo spazio davanti al cambio, conformato come porta bicchieri, può tuttavia essere ampliato rimuovendo il setto divisorio, diventando così un pratico "svuota tasche".

SI NAVIGA, NEL MONDO REALE E VIRTUALE
Un capitolo a parte merita uno dei punti di forza della nuova Yaris, ovvero il sistema di infotainment Touch&Go (optional a 550 euro). La grafica è giovanile e informale, perché richiama nell'aspetto il mondo dell'informatica. Le cartografie del navigatore si basano infatti sui database di Google e attraverso le applicazioni scaricabili dal sito web della Toyota è possibile arricchire la navigazione con contenuti aggiuntivi (centri di sport e benessere, ad esempio) visualizzabili sulle mappe e raggiungibili selezionandole tramite touchscreen. Molto precise, inoltre, segnalazioni come i limiti di velocità, la posizione degli autovelox fissi o quella dei lavori in corso. E' un peccato che lo schermo non si possa orientare, perché i riflessi della luce solare ne inficiano la lettura, anche con le regolazioni di luminosità e contrasto a fondo scala. Parlando di connettività, il sitema Touch&Go interagisce connettendosi con rapidità a uno smartphone, permettendo così di gestire dai comandi presenti sul volante e sulla plancia chiamate, sms, email e contenuti multimediali come immagini o musica. Attraverso la conessione tethering del proprio telefono, inoltre, si può accedere ad internet e navigare sulla rete dallo stesso schermo posto al centro della plancia. Meno riuscito, invece, è l'alloggiamento delle prese USB e AUX, nascoste dentro il cassetto portaoggetti davanti al passeggero e davvero poco agevoli da raggiungere dal posto guida.

STERZO E MOTORE PARI NON SONO
Il terreno perso in termini di versatilità e modularità degli interni della Yaris viene recuperato nell'impostazione telaistica più votata al piacere di guida rispetto al passato, soprattutto per uno sterzo "gustoso" e un assetto che invoglia a cercare le curve. Meno in sintonia con il nuovo set up è invece il motore, che maschera i suoi 99 CV con un'erogazione fluida e regolarissima, mancando però di un po' di brio se non si vanno a cercare le zone alte del contagiri. La doppia fasatura (lato aspirazione e scarico) conferisce regolarità e fluidità in ogni condizione di funzionamento. Agli alti regimi, il quattro cilindri rivela anche un bel timbro di aspirazione, sacrificato in parte da un impianto si scarico molto civilizzato, apprezzabile invece dal punto di vista del comfort acustico. Il 1.329 cc giapponese sopporta di riprendere anche da bassa velocità con le marce alte innestate senza protestare con vibrazioni o sussulti. Piuttosto, manca di corposità nelle riprese e in accelerazione la sua spinta si fa sentire oltre i 4.000 giri, in un range che nella guida di tutti i giorni non capita spesso di frequentare. Sul fronte del comfort si rileva come il rumore percepito si riferisca praticamente solo ai fruscii aerodinamici, perché la meccanica è ben insonorizzata. Alla guida della Yaris Style, con l'assetto ribassato e una gommatura 195/50 R 16, lo sterzo risponde ai piccoli angoli con un elevata sensibilità, fino ad andature di 100-110 km/h. L'avantreno cambia infatti direzione con immediatezza, impegnando poco angolo volante. A130 km/h il feeling di sterzo - con servoassistenza elettrica a rapporto variabile - cambia, perché della riduzione di sensibilità del comando beneficia il center feeling, riducendo le necessità di correggere la traiettoria per mantenere la marcia rettilinea. La progressività nelle curve ad ampio raggio è lineare, così come non ci si può lamentare della precisione e della prontezza. Infine, grazie all'adozione di un motore elettrico più potente per la servoassistenza, in città si apprezza il rapporto di demoltiplicazione molto diretto, che dona alla nuova Yaris una notevole maneggevolezza.

UNA SPORTIVETTA DAL GIUSTO SELF CONTROL
La taratura scelta per molle e ammortizzatori definisce una vettura "ferma", con poco rollio in curva e beccheggio controllato nei trasferimenti di carico longitudinali. Il passo avanti nella dinamica del veicolo rispetto ai modelli precedenti (eccezion fatta per le versioni TS) è evidente e conferisce alla nuova Yaris un comportamento stradale sportiveggiante e sicuro, considerando il pressoché assente sottosterzo in inserimento e la compostezza del retrotreno nelle perdite di aderenza provocate nella guida al limite. La soglia d'intervento del controllo di stabilità VSC è in sintonia con l'impostazione dell'autotelaio di meccanica, perché agisce con tempismo pur lasciando al conducente la possibilità di divertirsi nella guida impegnata. Per escludere il suo intervento, occorre premere a lungo l'interruttore posto sul tunnel centrale a vettura ferma, mentre una breve pressione - anche in movimento - disattiva il controllo di trazione, che rientra in funzione automaticamente sopra i 50 km/h (al contrario del VSC, che continua a rimanere escluso). Anche con i controlli elettronici disattivati, il comportamento dinamico della nuova Yaris conferma l'impostazione più performance oriented rispetto alle passate generazioni. Le perdite di aderenza sono progressive e facilmente controllabili anche grazie alle qualità descritte per lo sterzo e l'handling della vettura permette di guidare "sopra le righe" anche quando il VSC torna ad intervenire per "mettere una pezza" agli input di sterzo più decisi, che sollecitano al massimo l'autotelaio (per disattivarsi nuovamente nella successiva fase di guida). In definitiva, vuoi per l'assetto da 16" dell'allestimento Style vuoi per l'erogazione mai apprensiva del 1.3 da 99 CV e 125 Nm a 4.000 giri/min, la nuova Yaris è divertente senza essere impegnativa, con sospensioni "ferme" e silenziose durante gli scuotimenti, che soffrono solo i bump più impulsivi, come nei passaggi sui dossi rallentatori, assorbendo con scorrevolezza pavé, tombini e avvallamenti ad alta frequenza.

"TRASMETTE" SCIOLTEZZA E PARSIMONIA
La frizione si distingue per la corsa molto corta del pedale e per il limitato carico di azionamento. Nonostante la leva del cambio sia lunga (per essere facilmente raggiungibile) i movimenti di innesto sono brevi e caratterizzati da qualche contrasto solo nell'utilizzo più sportivo, che non inficia comunque la qualità generale delle cambiate. Il comando si segnala inoltre per la notevole silenziosità dell'azionamento. La presenza della sesta marcia non è sinonimo di una rapportatura che favorisca le prestazioni. I rapporti, infatti, non sono corti mentre 4a e 5a sono ravvicinate (il salto è di appena 400 giri/min), con una sesta non così lunga da poter essere considerata come un overdrive (a 130 km/h il contagiri segna 3.300 giri/min). La spaziatura ravvicinata della trasmissione, d'altro canto, permette alla Yaris di dichiarare un'accelerazione 0-100 km/h coperta in 11,7 secondi, oltre che a contribuire al contenimento dei consumi. Proprio per tenere d'occhio questo aspetto, una funzionalità del sistema Touch&Go analizza i consumi tramite il computer di bordo, che permette di monitorare il proprio stile di guida con un interfaccia grafica (fatta di istogrammi) molto chiara. Il consumo medio rilevato guidando in autostrada e superstrada, con qualche tratto percorso in città come nel nostro test, è stato di 6,6 l/100 km (a una velocità media di 91km/h), con valori attorno ai 5,5 l/100 km per velocità costanti di 100-110 km/h, che salgono a 6,8 l/100 km ad andatura Codice (130 km/h). Con un serbatoio di 42 litri e uno stile di guida attento ai consumi, si può quindi contare su un'autonomia di circa 700 km, come abbiamo potuto verificare nei quasi 1.500 km percorsi durante la nostra prova. Nulla di particolare da segnalare per quanto riguarrda l'impianto frenante, nella media per potenza e modulabilità delle decelerazioni.

[Fotografo: Gianni Mazzotta]

Scheda Versione

Toyota Yaris 5 porte
Nome
Yaris 5 porte
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Toyota , auto giapponesi


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