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pubblicato il 13 ottobre 2011

RC Auto: prezzi ancora alti, poca concorrenza

L’antitrust rileva l’aumento dei premi e il parziale flop dell'indennizzo diretto

RC Auto: prezzi ancora alti, poca concorrenza

La liberalizzazione del mercato delle assicurazioni non è ancora giunta a compimento e la scarsa concorrenza tra le compagnie comporta un aumento dei premi assicurativi. E' questo, in estrema sintesi, quanto emerge dalla relazione del Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, esposta alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. Il report del garante dell'antitrust si riferisce a un'indagine iniziata circa un anno fa, quando già si registrava un contesto di aumenti generalizzati. Ecco le principali conclusioni tratte dall'analisi che ha coinvolto l'arco temporale compreso tra il 2006 e il 2009, comprendendo anche il primo quadrimestre del 2010.

RISARCIMENTO DIRETTO: COSA NON FUNZIONA
Il primo fenomeno riscontrato dall'Autorità Garante riguarda gli effetti che l'introduzione della procedura di risarcimento diretto, che ha trovato applicazione a partire dal 1° febbraio 2007. Pensata per fornire ai consumatori un maggior controllo sul servizio di liquidazione del danno, esercitando così più pressione sulle compagnie, il nuovo meccanismo avrebbe dovuto indurre una riduzione dei premi. In realtà, la relazione riportata al Senato afferma che "le prime elaborazioni dei dati raccolti mostrano un quadro non corrispondente alle aspettative, se si eccettua l'aspetto della riduzione dei tempi di liquidazione dei sinistri (il numero complessivo dei sinistri definitivamente liquidati è passato dal 66% del 2007 a circa il 70% del 2010), effetto sicuramente positivo del nuovo regime".

AL TELEFONO CONVIENE, MA NON C'E' LIBERO MERCATO
In quest'indagine il campione è stato selezionato con l'obiettivo rappresentare nel modo più realistico possibile il mercato nazionale. Sono state perciò selezionate 20 compagnie che rappresentano quasi l'82% dei premi raccolti nel settore RC Auto nel 2010 e, tra queste, 15 sono di tipo tradizionale e le rimanenti 5 sono telefoniche. E' interessante constatare come i dati riportati evidenzino come, nel 2010, passando da una compagnia tradizionale a una compagnia telefonica un assicurato abbia ottenuto risparmi nell'ordine del 20-30%. D'altro canto, però, si osserva come le compagnie telefoniche non operino in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, concentrandosi prevalentemente nelle regioni centro-settentrionali del Paese e risultando quasi assenti nel Sud Italia. Dalle analisi, emerge inoltre la tendenza delle compagnie telefoniche ad operare prevalentemente con le categorie di minore rischio - ovvero i soggetti che sono coinvolti in un minor numero di sinistri e quelli che risiedono nelle regioni caratterizzate da una minore frequenza sinistri (Centro e Nord) - e ad offrire di conseguenza polizze a prezzi più contenuti di quelli delle compagnie tradizionali. Questo scenario rende la spinta competitiva del canale più evoluto del settore molto limitata proprio nelle aree del Paese dove i premi sono elevati, ma non per la scarsa propensione al ricorso di tale modalità di acquisto delle polizze da parte degli automobilisti, bensì per una scelta strategica delle imprese.

AUMENTI A DUE CIFRE, IN TUTTA ITALIA
Considerando come i premi per l'assicurazione RC Auto varino in funzione di molti parametri - come il comune di residenza, l'età, il sesso e la professione del contraente, piuttosto che le caratteristiche del veicolo (potenza, dotazioni di sicurezza) e il tipo di utilizzo (annuale, semestrale o altro) - sono stati presi in considerazione sette profili di assicurati e veicoli. La realtà italiana è stata così rappresentata spaziando dal giovane di 20 anni che assicura l'auto per la prima volta fino all'automobilista di 65 anni in classe "CU 1". Fra i risultati più importanti, si registra come i premi (medi) a livello provinciale per ciascun profilo di assicurato siano aumentati con picchi annui fino a oltre il 45% (donne) e il 50% (uomini). In sintesi, i premi sono cresciuti sia per gli utenti di sesso femminile che di sesso maschile con tassi a due cifre, per la quasi totalità dei profili e in tutte le macroaree (Nord, Centro, Sud, Isole). Ad esempio, confrontando Napoli con Milano risulta che, a parità di frequenza sinistri (elevata) e di numero di compagnie, il premio sia nettamente più alto (quasi il doppio nel periodo più recente di analisi) nella prima rispetto alla seconda. Ciò testimonia che la dinamica dei premi è influenzata anche dall'andamento dei costi dei risarcimenti, più elevati nella prima. Nella comparazione fra Palermo e Roma, invece, si evince come a parità di frequenza sinistri (elevata) il minor numero di compagnie nella prima provincia rispetto alla seconda comporti una tasso di crescita dei premi quasi triplo. Mettendo infine a confronto Reggio Calabria con Bari, entrambe province del Sud e con elevata frequenza di sinistri, ma diverse in termini di concentrazione di operatori (inferiore nella prima provincia rispetto alla seconda), la crescita dei premi nella prima è superiore di circa il 30% rispetto alla seconda: i sinistri e la loro gestione, insieme all'assetto più o meno concorrenziale dei vari contesti, sono fattori che condizionano l'andamento dei prezzi.

NIENTE RISPARMIO SENZA COMPETIZIONE
Il report del Garante mostra che la spesa per l'RC Auto sostenuta da ciascun consumatore può variare anche considerevolmente all'interno della provincia di residenza, assumendo anche valori nell'ordine del 20-30%. Il fatto che le compagnie accettino differenze di prezzo così elevate fra loro è sintomo della presenza di regime di scarsa concorrenza. Ciò dipende in parte dalla limitata informazione che raggiunge il consumatore e anche dalla presenza di ostacoli alla mobilità della clientela, a causa dell'interesse da parte delle compagnie congelare la domanda. Poiché la maggioranza degli individui non è in grado di effettuare scelte perfettamente razionali, a differenza di una nicchia marginale di consumatori dotati di maggiore capacità di scelta, le imprese non hanno convenienza ad aumentare il grado di informazione a vantaggio della clientela per agevolarne la mobilità. In questo modo, si estraggono margini di profitto più elevati dalla clientela meno informata e, in ogni caso, per le compagnie una strategia di comunicazione più penetrante non attrarrebbe i suddetti consumatori razionali, che per definizione hanno già effettuato la propria scelta ottimale.

L'ERBA DEL VICINO E'... PIU' VERDE
Il polso del mercato delle assicurazioni RC Auto in Italia si ha infine facendo un confronto internazionale con i principali Paesi europei. L'analisi si basa su dati Eurostat per il periodo 2000-2010: è evidente come i prezzi in Italia aumentino ad una velocità superiore a quella degli altri contesti europei e della zona Euro. In particolare, la relazione dell'antitrust riporta come "la crescita media dei prezzi per l'assicurazione dei mezzi di trasporto in Italia, pari al 4,6% annuo, è più che doppia rispetto a quella registrata nella zona Euro, supera di oltre sei volte quella della Germania, di oltre cinque volte quella della Francia e dell'Olanda e di poco meno di due volte quella della Spagna. Se si considera, invece, il periodo 2006-2010, la crescita annua dei prezzi per l'assicurazione dei mezzi di trasporto registrata in Italia è quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia".

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Tag: Attualità , assicurazioni


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