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pubblicato il 12 ottobre 2011

De Benedetti, ex ad Fiat: "Un errore uscire da Confindustria"

Secondo l'imprenditore, il Lingotto guarda troppo verso gli USA

De Benedetti, ex ad Fiat: "Un errore uscire da Confindustria"

Il Gruppo Fiat "ha commesso un errore" ad uscire da Confindustria. Ne è convinto Carlo De Benedetti, che sul finire degli anni '70 ricoprì per qualche mese la carica di amministratore delegato del Lingotto. Intervenuto oggi all'Università di Milano Bocconi, l'imprenditore ha detto di ritenere che l'uscita dell'azienda torinese dalla Confederazione Generale dell'Industria Italiana "ha poco a che vedere con dissensi sulla cosiddetta linea politica di Confindustria", ma piuttosto - come riporta Il Sole 24 Ore Radiocor - "con lo spostamento del baricentro di interesse della Fiat che, per scelte sue, si sta spostando fuori dal baricentro dell'Italia". L'influenza degli Stati Uniti dopo l'acquisizione di Chrysler starebbe quindi calamitando, forse troppo, l'attenzione dei vertici Fiat, che al di là dell'Atlantico sono alle prese con il "ri-lancio" del marchio italiano (pensiamo alla campagna per la 500 con Jennifer Lopez) e con le trattative sindacali. "Ognuno fa le sue scelte in libertà", ha aggiunto De Benedetti, ma è un dato di fatto che certe decisioni possono generare un effetto domino.

REAZIONE A CATENA
Che la decisione di Fiat abbia davvero pesato nelle scelte di altre aziende o no, sta di fatto che il giorno dopo l'annuncio dell'amministratore delegato Sergio Marchionne è uscita da Confindustria anche la Cartiera Pigna, seguita nelle 48 ore successive dall'importante operatore nel trasporto marittimo Gruppo Gallozzi. "Confindustria assomiglia più ad un comitato politico che ad un soggetto di rappresentanza degli imprenditori", hanno motivato le aziende e nella stessa settimana anche Enrico Bracalente (Nero Giardini) ha scelto di essere fuori da Confindustria.

I NEGOZIATI ANCORA IN CORSO
Intanto sia oggi che domani proseguiranno i negoziati tra il Gruppo Chrysler e il sindacato dei lavoratori del settore auto United Auto Workers. Sul tavolo c'è ancora il nuovo contratto di lavoro quadriennale e se da un lato il presidente di Uaw Bob King e il suo vice General Holiefield vorrebbero che il Gruppo controllato da Fiat si impegnasse ad investire negli Stati Uniti, come stabilito anche con Ford e GM, dall'altro Marchionne continua a premere per un costo del lavoro stabile. L'accordo dovrebbe arrivare entro pochi giorni.

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Tag: Mercato , auto americane , auto italiane , lavoro , torino


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