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pubblicato il 12 ottobre 2011

Volkswagen up!: la prova sulle strade di Roma

Spaziosa dietro e infotelematica di serie. Con "semplici" rinunce [VIDEO]

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Il mondo cambia, va da sé, ma la tecnologia che lo fa evolvere non è detto che spinga sempre nel senso della complicazione. E' questo il pensiero che ha accompagnato il nostro primo incontro con la Volkswagen up!, che la casa di Wolfsburg ha portato a Roma per la presentazione internazionale alla stampa sottolineando, in sintonia con quanto visto al Salone di Francoforte, come la nuova nata si presenti con il biglietto da visita della semplicità. Sulle strade della capitale abbiamo potuto saggiare le caratteristiche della citycar tedesca prima del suo debutto, previsto per dicembre 2011, guidando la up! per molte ore e con piena libertà di scelta del percorso. Ecco le nostre impressioni alla guida di un'importante novità di mercato, per l'immagine di marca del costruttore, per le quote di vendita della classe di appartenenza (un'auto nuova su cinque venduta in Italia è una segmento A) e per i prezzi: la forbice italiana in cui la up! viene venduta è compresa tra i 10.600 e i 12.600 euro.

LA UP! E' ANCHE WIDE!
Ti avvicini alla Volkswagen up! sotto la luce del (caldo, nonostante l'autunno) sole romano e scopri che le linee semplici e i volumi definiti di questa citycar danno enfasi allo sviluppo orizzontale delle sue forme. A differenza delle fotografie e rispetto alle vetture esposte a Francoforte, i riflessi dell'ambiente esterno conferiscono alla up! le proporzioni di una vettura larga e alta, meno compatta di quel che ti aspetti. Le sensazioni si ripetono nell'abitacolo, dove ci si sofferma ad osservare l'ampio parabrezza e la sagomatura della pannelleria interna. Gli stampi definiti per le plastiche infatti - di finitura rigida al tatto e realizzati con varie goffrature, che oltre alla fascia laccata sulla plancia non si alternano con tessuti o altri rivestimenti - lasciano molto spazio per i gomiti dei passeggeri, soprattutto per chi siede sul divanetto posteriore, a cui si accede senza doversi esibire in particolari contorsioni. Il meccanismo di sblocco, però, non ha la "memoria meccanica" delle regolazioni in lunghezza ed inclinazione, per cui bisogna riposizionare il sedile (sia lato guida che lato passeggero) dopo ogni ribaltamento. Una volta accomodati, in ogni caso, si apprezza uno dei punti di forza della piccola Volkswagen, ovvero l'abitabilità. Anche il bagagliaio, con il doppio fondo ricavato tramite un pannello mobile, offre una volumetria ai vertici della categoria (251/951 litri), mentre rinuncia a meccanismi di avanzamento o inclinazione del divanetto, affidandosi al tradizionale ribaltamento degli schienali sulle sedute (che si realizza senza interferire con le cinture di sicurezza).

C'E' SPAZIO PER ALLUNGARSI
Prima di partire regoliamo il posto di guida con la familiare - per le auto di Wolfsburg - leva "a cric" per variare l'altezza del sedile, mentre l'inclinazione dello schienale (con un movimento a scatti) è gestita dallo stesso meccanismo con cui si sblocca il sedile per raggiungere il divanetto posteriore. Il volante, d'altro canto, si muove solo in senso verticale e gli specchietti si regolano elettricamente dal blocchetto sul pannello porta. In questa zona è alloggiato anche l'interruttore dell'alzavetri elettrico, ma non è previsto il doppio comando lato conducente per azionare il vetro del passeggero: occorre sporgersi e raggiungere la porta destra. L'ampio vano svuotatasche davanti al cambio si affianca al cassetto portaoggetti, che è ammortizzato per non urtare le gambe del passeggero dopo l'apertura, a differenza della maniglia di appiglio ricavata sull'imperiale del tetto, priva di smorzamento.

TRE CILINDRI, COME I GIRI DEL VOLANTE
Il tre cilindri da 999 cc di cilindrata e 75 CV della up! (gli uomini Volkswagen sottolineano come sia il "mille" più potente presente sul mercato) si avvia con il tipico borbottio di quest'architettura di propulsori. In marcia la sua voce rimane invece sommessa, per presentarsi solo nelle zone alte del contagiri, dove il motore non disdegna di avventurarsi. Il range ottimale rimane quello dei medi regimi, dove il funzionamento è regolare, ma la rapportatura lunga del cambio a 5 marce - che ha una manovrabilità fluida e innesti morbidi e leggeri - porta spesso a tirare le marce. Alla voce sterzo, per la up! la Casa di Wolfsburg dichiara 9,86 metri per il diametro di sterzata. All'atto pratico abbiamo constatato come il comando non abbia un rapporto di demoltiplicazione diretto, in modo da poter utilizzare un motore elettrico più piccolo (e quindi con un ridotto assorbimento di potenza) per la servoassistenza. La ricaduta negativa sulla maneggevolezza, però, è che per fare un'inversione completa occorrono 3 giri lock to lock del volante, mentre la leggerezza di azionamento si presenta sia a bassa velocità che aumentando l'andatura. Il carico volante è sempre omogeneo, senza effetti di secondo tempo negli scarti più bruschi e si riceve un buon feedback di ciò che accade fra le ruote e la strada. L'assetto (da 15 pollici sulla nostra vettura), in due parole, assorbe senza scompensi anche i sampietrini romani, ma rollio e beccheggio non sono eccessivi considerando che la up! è una citycar.

DI SERIE MAPPE, BLUETOOTH... "AND MORE"
Le Volkswagen up! previste per ltalia avranno di serie il sistema infotelematico "maps+more". Al primo impatto si apprezza lo snodo con cui lo schermo è fissato sulla plancia, perché anche in piena luce si lo si può orientare per eliminare i riflessi. La sua disposizione al centro della plancia, unita al posizionamento di climatizzatore e autoradio molto in alto, ha determinato la rinuncia alle bocchette di ventilazione centrali, sostituite da una feritoia sotto il parabrezza che riesce comunque a convogliare un buon flusso verso i passeggeri, ma non è regolabile. La superficie dello schermo è abbastanza sensibile agli impulsi più rapidi della mano e durante la navigazione è anche possibile "trascinare" il contenuto tenendo appoggiando il dito e facendolo scorrere. La grafica scelta è molto semplificata, così come l'azionamento si può definire intuitivo. Utile il menu da cui è possibile visualizzare strumentazioni non presenti nel quadro strumenti (come l'indicatore del liquido di raffreddamento) e facile è la connessione via Bluetooth dello smartphone, previo inserimento di un codice di accesso. Le altre funzioni disponibili riguardano un computer di bordo, che visualizza consumi, distanze percorse e tempi di percorrenza, e un "allenatore" alla guida eco friendly, che suggerisce la condotta migliore per ridurre le emissioni. Sulle strade a scorrimento veloce della Capitale percorse a gas costante abbiamo letto valori di consumo vicini ai 5 l/100 km, ma nel traffico più intenso ci si attesta su medie prossime ai 7 l/100 km (con climatizzatore azionato, si sottintende).

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Tag: Test , Volkswagen , auto europee , roma , nuovi motori


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