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Mercato

pubblicato il 5 ottobre 2011

Il mercato USA accelera, senza esagerare

Dopo un paio di mesi di stallo, lo Zio Sam riparte con tiepido ottimismo

Il mercato USA accelera, senza esagerare

Il mercato americano rialza la testa e a settembre, dopo due mesi di stallo, mette a segno una crescita del 9,9%, in linea con il dato tendenziale del 10,4% e trascinato soprattutto dai light truck e dai marchi nazionali, ancora una volta sugli scudi alle spese dei marchi giapponesi più forti, ovvero Toyota e Honda. Di questa situazione hanno naturalmente approfittato anche gli altri costruttori con gli occhi a mandorla, segnatamente i coreani, e gli europei. L'indice tendenziale torna così a 12,9 milioni di unità, in recupero dopo i 12,1 di agosto e gli 11,7 dello scorso anno.

PODIO ANCORA A STELLE E STRISCE
Settembre consegna ancora una volta un podio tutto americano con Chrysler sul terzo gradino che segna +27,2%. A distanziarla su base annua da Toyota ci sono però ancora 185mila auto e sarà dunque quasi impossibile che Auburn Hills possa ergersi a terza forza del mercato alla fine di dicembre. Chi invece rafforza la propria posizione è General Motors che, con un +19,7%, ristabilisce le distanze con Ford cresciuta del 9% in settembre. Chi invece vede allontanarsi ancora di più i risultati non certo esaltanti dello scorso anno è proprio Toyota che con il -17,5% del mese scorso porta a -8,9% il proprio bilancio annuo. Tuttavia la ripresa della produzione a pieno ritmo e l'arrivo della nuova Camry, della Prius v e della Yaris un po' più avanti lasciano sperare i giapponesi che confidano anche nel rilancio di Lexus attraverso la nuova GS. I margini ci sono anche perché lo stock è di meno di 30 giorni contro i 61 di Ford. I concessionari Toyota dunque vendono di meno, ma hanno meno costi e continuano a fare soldi.

RALLENTANO (NON TROPPO I COREANI), ACCELERA VOLKSWAGEN
Soffre invece la Accord e non si sente invece ancora l'azione della nuova Civic per Honda che perde l'8% e porta il passivo 2011 a -5,8%. Chi invece conferma il proprio ottimo stato di salute è Nissan (+25,3%) che sorpassa di nuovo gli avversari dell'H rossa. e anche i marchi minori come Suzuki (+23,5%), Mitsubishi (+17%) e Mazda (+37,4%) guadagnano vendite e quote, con l'eccezione di Subaru (-2,3%). Crescite comunque robuste che superano per entità anche quelle delle coreane, per una volta con l'ago del contagiri più giù delle giapponesi: Hyundai cresce solo dell'11,8% e Kia del 18,4%. Per dare una misura della loro forza, basti dire che la somma delle loro vendite (77.660 unità) vale oltre il doppio di tutto il gruppo Volkswagen. Eppure Wolfsburg fa segnare un lusinghiero +30,8%, frutto in particolare dell'accelerazione della casa madre (+35,6%) grazie al successo della Jetta e della nuova Passat prodotta a Chattanooga. Anche BMW (+11,3%) e Daimler (+13,3%) possono essere moderatamente soddisfatte, con due sorprese: dopo mesi di ascesa Mini scende del 18,1% e smart interrompe il crollo verticale sollevandosi dell'11,1%. Ottimo anche il recupero di Volvo che con il +21,4% mantiene un +26,8% per l'anno in corso. Disastroso invece il -61,9% di Saab.

AL LUSSO VA DI LUSSO, E MASERATI...
Quanto al mercato del lusso, c'è da essere soddisfatti in modo pressoché unanime. A parte i marchi Mercedes (+13,4%) e BMW (+19,3%) scorporati dai loro gruppi, crescono Jaguar Land Rover (+11,4%) e Porsche (+10,1%) che placa un po' il grande recupero (+28,1%) messo a segno finora nel 2011. Piange Rolls-Royce (-49,1%), ridono Ferrari (+10,9%), Lamborghini (+7,7%) e Bentley (+17,1%) e soprattutto Maserati che con il +46,3% consolida il +26,9% finora accumulato nel corso del 2011.

L'AMERICA SEMPRE PIÙ AMERICANA
Andando a vedere più in profondità i numeri, viene confermato il ribaltamento tra americane e asiatiche le cui quote sono passate 45,1%/46,2% a 48,2%/42,5% mentre le europee passano dall'8,7% al 9,3% del totale. Sensibile anche il ritorno verso i light truck passati dal 51,5% al 54,7% confermando la preferenza degli americani per SUV e pick-up, pronta a manifestarsi chiaramente non appena si registrano abbassamenti del prezzo del carburante. All'interno di questa macrocategoria, i SUV registrano una crescita del 32,5%, i grandi pick-up del 25%. Secondo gli esperti, è merito dell'offerta di veicoli che offrono consumi inferiori, come ad esempio il Ford F-150 dotato del V6 EcoBoost che punta a sostituire il V8 nel cuore dei clienti.

LE CLASSIFICHE SI MUOVONO
Anche nella classifica dei modelli più venduti le cose appaiono diverse da quelle di qualche anno fa. Tra le vetture la Camry tiene la testa, ma è incalzata sempre di più dalla Nissan Altima. La lotta vera è per il terzo posto dove la Ford Fusion mantiene un vantaggio di circa 900 unità sulla sempre più aggressiva Chevrolet Cruze che a sua volta ha superato la Corolla per poco più di 600 unità. La Accord, che per anni aveva dato battaglia alla Camry, è relegata al sesto posto. Sette delle top ten sono vetture di classe media mentre ben quattro dei light truck più venduti sono pick-up. Tra questi ci sono la Serie F di Ford, dominatrice assoluta, quattro SUV compatti e altri due di dimensioni superiori.

LENTAMENTE, MA IN COSTANTE PROGRESSO
L'America piena di dubbi sulla propria economia e quella mondiale è dunque ottimista? Non proprio. Secondo gli analisti, sorpresi anch'essi di un settembre così positivo, il traguardo dei 13 milioni di unità è possibile, ma vedono una flessione all'inizio del 2012 o almeno un rallentamento del recupero verso i livelli pre 2009 quando il mercato navigava costantemente sopra i 16 milioni di pezzi. C'è anche chi, come Edmunds.com e J.D. Powers, prevede un affievolimento del ritmo già entro la fine dell'ultimo quarto ed entrambi ridimensionano il volume complessivo di fine anno da 12,9 a 12,6 milioni. Al ribasso, anche se più ottimistiche, le stime di General Motors che vede oltre 13 milioni e di Ford che invece non conta di superare questa soglia e, al contrario di altri costruttori, non prevede di far marciare più forte le proprie fabbriche. Si respira comunque serenità, ma non entusiasmo. Secondo AutomotiveCompass, in generale il sistema auto statunitense si è ristrutturato in modo efficace ed è capace di generare profitto anche con 10,5 milioni di auto all'anno. Nessuno tuttavia prevede un arretramento del mercato, semmai un recupero a ritmi più lenti a causa della situazione economica. Insomma, anche per questo l'Europa è molto lontana, purtroppo per noi.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


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