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pubblicato il 3 ottobre 2011

MINI Coupé, anima racing

Sia diesel che benzina, il divertimento è assicurato

MINI Coupé, anima racing
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Nella gamma MINI mancava all'appello una versione due porte, due posti, con un design più sportivo, eccola finalmente: la Coupé. La guardiamo da vicino ed è come schiacciata, sembra estratta da una pressa, poi la sensazione svanisce e un lento feeling ci conquista poco per volta. Chapeau. Oltre al tetto a contrasto (tre soluzioni: silver, nero o rosso) e allo spoiler posteriore che si può tenere sempre estratto, ci sono nuovi cerchi che riempiono la ruota con grazia, un portellone ampio che illumina un vano di carico da 280 litri con un carico passante alla zona del living di apertura 36x20 cm. L'anima "racing" è innegabile, ma non eccessiva, nel complesso non c'è la sensazione che ci sia troppo pepe sul vestito.

SEDUTI AL POSTO DI GUIDA
Entriamo e il posto guida è molto ergonomico a dispetto delle impressioni iniziali, merito di una sagomatura specifica del padiglione e del profilo avvolgente dei sedili, con escursione generosa; meno felice il sistema di leveraggi che adeguano l'inclinazione dello schienale e l'altezza della seduta, mal posti, finalizzati a far picchiare i gomiti a destra e a manca prima di trovare il corretto posizionamento sul cockpit. Il resto della console e dei comandi secondari sono tali e quali alla MINI conosciuta, con pregi e difetti di bottoni, bottoncini, e "pulsanteria" sparsa ovunque, eredità migliorabile della progenitrice (anche perché nel '59 il navigatore, il CD radio, le luci a led, e altro appartenevano decisamente al mondo delle idee). La Coupé rispetto alla hatchback ha il plus di una personalizzazione aggiuntiva dei fianchetti sulle portiere e nella variante di pelle Toffy (un tono tabacco scuro simile al sigaro) per il rivestimento della poltroneria.

COOPER SD ED S A CONFRONTO
Partiamo per saggiare le qualità dinamiche del telaio, rinforzato con barre longitudinali ad incrementare la rigidità torsionale (+25 Kg) e per verificare su strada il setting specifico, che include la scocca ribassata di 5 cm e il citato spoiler con 40 kg di deportanza aggiuntiva sul terzo volume: in accelerazione esce oltre gli 80 km/h, in rilascio rientra sotto a 60 km/h per minimizzare le dinamiche dei trasferimenti di carico in staccata, ed è sempre gestibile manualmente. Il test è su un percorso urbano ed extraurbano, ricco di curve a corto e medio raggio, soprattutto abbonda di irregolarità e asperità del manto che mettono in evidenza la sincerità delle sospensioni, la precisione dello sterzo a tutte le andature, la pregevole taratura delle runflat ContiSport da 17'', davvero sopra le righe. Due le versioni preferite nel breve, ma intenso test stradale: la Coupé Cooper SD con il 4 cilindri turbodiesel da 143 CV e la Coupé Cooper S, iniezione diretta di benzina e turbocompressore Twin-Scroll da 184 CV. Potenze non esagerate, ma comunque sufficienti ad assicurare divertimento anche con poca spesa (non di listino ovviamente) di impegno nella guida. Le coppie dei due motori sono distanti nei valori massimi e nella curva, con l'erogazione del turbodiesel più brusca rispetto al benzina (305 vs 240/260 Nm), tutta concentrata in mille giri, con un allungo solo all'apparenza limitato. Un duemila vigoroso e performante, e inevitabilmente incisivo nel bilanciamento delle masse, il maggior peso sull'avantreno esalta (anche troppo) la dinamica, certo a garanzia del divertimento per i più smaliziati, e le emozioni sono assicurate.
Come detto oltre i 4.000 giri finisce la festa, l'esuberanza del diesel si ferma, ma è il grosso ago del tachimetro centrale a chiedere tregua, lì dove si trova è oltre la metà del suo virtuale "360" (gradi non km/h) e per le strade che percorriamo siamo oltre la legge da un pezzo. Meglio fermarsi e passare la mano, il quattro cilindri diesel non fa sconti quanto a risonanza meccanica, e per l'intimità dell'abitacolo - più basso e più piccolo della hachback - il benzina conforta di più. C'è meno cattiveria nei 184 CV della Cooper S, i newtonmetri ci sono comunque, erogati meno vigorosamente ma più regolari: a mille giri (in sesta 44 km/h) si recupera con sorprendente agilità e allunga fin oltre i cinquemila. Tonico, silenzioso quanto basta, il millesei ad iniezione diretta fa sempre bella figura anche se si scaldano gli animi e riscuote gradimento perfino nell'uso cittadino, dove si mostra docile compagno di viaggio, assecondato da manovrabilità del cambio e del servosterzo tarati bene, giusti. Peccato per la pedaliera troppo spaziata, si poteva osare di più con comandi ravvicinati o con una sagoma più "racing".

IN ARRIVO ALTRE MINI
Anche la Coupé dunque non è priva di personalità e conferma il carattere distintivo di ogni MINI, marchio che cova un'espansione produttiva: gli investimenti per 500 milioni di sterline nei suoi impianti UK, per ampliare e adeguare gli impianti, sono davvero tanti per produrre solo la coupé o la Paceman, e sembrano volti per lo meno a raddoppiare l'attuale gamma del brand più trendy del decennio. Dal 2012 al 2015 una media di un modello all'anno: Roadster e Paceman nei prossimi dodici mesi, poi nel 2013 Rocketman, futura entry level della gamma, per lanciarsi l'anno successivo negli EV con MINI Hatchback E (su base industriale Mega City Vehicle di Bmw) e il MINI Scooter Elettrico, chiuderanno le hybrid di Countryman e Paceman. A proposito di Countryman, oltre 10mila pezzi in Italia in un anno e mezzo di commercializzazione sono un successo, è il primo mercato nel mondo per il modello all purpose, mentre il costruttore festeggia i dieci anni con 200mila MINI in Italia (quinto mercato) e 2 milioni nel mondo. Sulla Coupé il costruttore non fa previsioni, ma tenendo come riferimento numerico le oltre 18mila unità vendute nel 2010, avvicinarsi o superare il 10% del totale rappresenterà un market share eccellente per il brand, più che possibile anche alla luce della Mini Roadster (primavera del 2012) vocata ad un target femminile, da sempre zoccolo duro del marchio.

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Scheda Versione

Mini MINI Coupé
Nome
MINI Coupé
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Massimo Bruni

Tag: Test , Mini , nuovi motori


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