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pubblicato il 1 ottobre 2011

Seat Alhambra 2.0 TDI 170 CV CR DSG Style

I crossover sono alla ribalta, ma per 36.100 euro spazio e comfort qui regnano sovrani

Seat Alhambra 2.0 TDI 170 CV CR DSG Style
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Sono loro che, dalla seconda metà degli anni '80, hanno reinventato lo spazio in automobile. Ci riferiamo alle multispazio di concezione moderna, s'intende, che una volta si facevano chiamare "monovolume". Negli ultimi tempi, invece, la luce dei riflettori pare si sia spostata sui crossover, categoria di veicoli che per definizione non ha una funzione specifica, al contrario della Seat Alhambra della nostra prova su strada. Non basta infatti promettere sette posti per guadagnarsi la stima di chi mette l'abitabilità e la versatilità degli interni al primo posto. La forma razionale della carrozzeria di vetture come questa Seat è quella che sfrutta al meglio la volumetria degli interni, oltre che richiamare nell'inclinazione del parabrezza la silhouette di un treno ad alta velocità. E proprio per i viaggi è pensata l'Alhambra 2.0 TDI da 170 CV con cambio dual clutch DSG, non a torto accostabile a una "nave da autostrada", che con un listino di partenza pari a 36.100 euro invoglia ad affrontare lunghi trasferimenti con la famiglia o gli amici, usufruendo del relax offerto dal cambio automatico e apprezzando la solidità trasmessa dagli interni, condivisi (come telaio e meccanica) con la Volkswagen Sharan.

FOCALIZZATA SULL'OBIETTIVO "SPAZIO"
Fedele alla sua indole di auto razionale e votata alla funzionalità, la Seat Alhambra non segue le mode stilistiche che guidano invece vetture comparabili per dimensioni e numero di posti, nonché dotate di un'architettura di veicolo differente. Su una multispazio tradizionale come la spagnola, infatti, non c'è posto per i richiami estetici ai SUV, né per le tendenze dei designer ad ispirarsi alle proporzioni delle coupé, alla ricerca della sportività a tutti i costi. La scelta di adottare le porte laterali scorrevoli, inoltre, ha conferito regolarità al trattamento delle superfici dell'Alhambra, privilegiando la pulizia delle linee e la definizione delle forme. Nessuna concessione all'estro nemmeno nei gruppi ottici.

IL PREZZO DA PAGARE E'... OPINABILE
L'allestimento Style del nostro esemplare di Seat Alhambra è impreziosito dall'optional Leather Pack, che per 2.070 euro offre i rivestimenti in pelle per selleria e pannelleria e i sedili anteriori sportivi, con regolazioni elettriche (anche lombari) e 3 memorie. La posizione di guida permette sia di dominare la strada dall'alto che di condurre l'auto con un assetto più infossato: l'escursione di sedile e volante da un lato e l'altezza dei braccioli centrale e sulle portiere dall'altro rendono infatti possibili differenti combinazioni, a seconda delle preferenze. A questo punto lo sguardo cade sulla plancia - la stessa della cugina Volkswagen Sharan e realizzata con una plastica molto consistente al tatto e solida alla vista (la componentistica è letteralmente travasata dai modelli del Gruppo di Wolfsburg). Il feeling di azionamento di interruttori e manopole ha dunque un sapore teutonico e i comandi sono disposti secondo geometrie che nulla lasciano alla fantasia. In altre parole, per capire di non essere al volante della Sharan occorre guardare il logo del marchio sul volante: si può valutare quest'aspetto pensando al risparmio di 3.780 euro rispetto all'analoga versione Volkswagen, oppure al fatto che il prezzo di partenza della versione da noi provata si attesti su livelli alti in assoluto (a partire da 36.100 euro). E' una questione di punti di vista.

CLIMA SOTTO CONTROLLO, PORTE SERVIZIEVOLI
Considerando l'ampiezza dell'abitacolo, un discorso a parte merita il climatizzatore, che si dimostra efficace e offre anche la possibilità di escludere il flusso verso i posti posteriori, per governare al meglio il comfort termico in un ambiente dalla volumetria così "importante". Sono inoltre presenti due livelli di automatismo, per intensificare a richiesta l'apporto dell'impianto, e bocchette dedicate alle file di sedili posteriori, previste sull'imperiale del tetto e sul pavimento, regolabili e occultabili singolarmente. Per evitare che la luce solare surriscaldi l'ambiente, infine, sulle porte posteriori scorrevoli sono presenti delle tende avvolgibili, che trovano posto nonostante il meccanismo di apertura e chiusura delle stesse. L'azionamento permette di scegliere fra tre modalità di blocco e sblocco: da telecomando, dai pulsanti sulla plancia e dagli interruttori posti sui montanti centrali. Essendo un'automobile pensata per le esigenze di una famiglia (numerosa), non poteva mancare la possibilità di escluderne l'apertura e la chiusura dal blocchetto sul pannello porta. Sempre per la sicurezza dei più piccoli, il meccanismo rileva la presenza di un ostacolo e si blocca. La luce che si ricava per accedere all'abitacolo è ampia e si apprezza soprattutto quando occorre utilizzare la terza fila di sedili. Il cinematismo che movimenta il divanetto, inoltre, ribalta lo schienale e fa basculare la seduta in un unico movimento, azionando una leva.

NON SI ADAGIA NELLE CURVE. IN FRENATA SI'
Nonostante sia stato definito per una multispazio di peso e dimensioni rilevanti (1.776 kg - lunghezza 485 cm, larghezza 190 cm, altezza 172 cm), il comportamento dinamico della Seat Alhambra è apprezzabile. Il coricamento laterale nelle curve, in particolare, non è mai eccessivo e l'assetto può essere definito come "sostenuto": ammortizzatori e barre antirollio frenano i cosiddetti moti di cassa, senza inficiare la capacità di assorbimento delle sospensioni. Durante gli scuotimenti le sospensioni si dimostrano inoltre silenziose, a vantaggio del comfort. Non bisogna infatti dimenticare che la missione dell'Alhambra è quella di viaggiare, specie se equipaggiata con il turbodiesel 2.0 TDI da 170 CV e il cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti, come l'esemplare top di gamma della nostra prova su strada. D'altro canto, lo sterzo non è così turistico come l'impostazione della monovolume spagnola lascerebbe intendere. Complici le ruote da 17 pollici, occorre abituarsi al feedback restituito dal volante, perché la buona sensibilità imprime direzionalità della vettura anche per piccole rotazioni del comando, che vanno tenute in conto quando si giudica la progressività nelle curve a raggio variabile, nella media per una vettura di questa tipologia. Il carico volante non affatica nemmeno alle basse andature mentre l'omogeneità caratterizza il comportamento di sterzo nelle altre condizioni di guida, in cui non bisogna però pretendere di disporre una precisione da riferimento. La limitata prontezza è invece un parametro di progetto calibrato ad hoc, per non sollecitare la stabilità del retrotreno di un veicolo a baricentro alto. Il posizionamento del centro di massa gioca poi il suo ruolo anche in frenata, quando si ha a che fare con una modulabilità del pedale sincera, per decelerazioni sempre regolari. Tuttavia, quello che manca all'impianto è un po' di potenza, che nelle frenate più intense costringe la gamba destra a premere con forza, facendo percepire i quasi 1.800 kg di massa (a secco) che l'Alhambra dichiara.

2 FRIZIONI E 7 MARCE, IL CAMBIO E' GIUSTO
D'altro canto, il motore 2.0 common rail da 170 CV, accoppiato al DSG, gestisce senza patemi la mole della vettura. L'erogazione è sempre corposa e anche con i rapporti lunghi innestati la ripresa avviene senza indecisioni. Gli si può imputare solo una sonorità abbastanza presente in accelerazione, dal timbro più marcato rispetto ad alcuni 2 litri della concorrenza. Il beccheggio sensibile del veicolo in accelerazione dà poi libero sfogo alla coppia di 350 Nm (a 1.750 giri/min) del turbodiesel: non è così raro sentire il controllo di trazione intervenire per impedire alle ruote di slittare. Come su altre applicazioni veicolistiche che abbiamo sperimentato in passato (vi rimandiamo alla prova della Seat Ibiza Bocanegra), il cambio dual clutch DSG conferma tutte le sue doti. Specie per una vettura così votata ai lunghi viaggi e al comfort di marcia, non si può che apprezzare la guida senza stress garantita da questo doppia frizione. E non solo per l'assenza del terzo pedale: i passaggi tra una marcia e l'altra sono fluidi e senza soluzione di continuità, con contraccolpi appena percettibili in particolari condizioni, come la marcia a singhiozzo (nei passaggi "prima-seconda-prima") affrontata con un uso dell'acceleratore poco regolare. Si tratta comunque di indecisioni "provocate" per mettere in crisi la logica di controllo che gestisce sensori e attuatori (e comanda frizioni, sincronizzatori e forcelle), in grado di emergere attraverso manovre studiate dagli ingegneri e dai collaudatori che sviluppano questi cambi e che difficilmente si presentano in condizioni di guida realistiche. Delle palette al volante, in ultim'analisi, non si sente quasi mai l'esigenza di utilizzo, anche se la modalità di selezione manuale migliora (di poco) i passaggi di marcia "a salire". I 7 rapporti disponibili hanno un altro benefico effetto, ovvero quello di far funzionare il turbodiesel sempre nel suo arco ottimale di utilizzo: i consumi medi registrati su lunghi tratti autostradali, alternati a qualche breve tragitto extraurbano e cittadino, si sono attestati attorno al valore di 8.0 l/100 km, reso noto dal computer di bordo.

Scheda Versione

Seat Alhambra
Nome
Alhambra
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
Multispazio
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Seat , auto europee


Listino Seat Alhambra

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.4 TSI Reference anteriore benzina 150 1.4 5 € 30.500

LISTINO

2.0 TDI CR Reference anteriore diesel 140 2.0 5 € 32.500

LISTINO

1.4 TSI Style DSG anteriore benzina 150 1.4 7 € 35.000

LISTINO

2.0 TDI CR Style anteriore diesel 140 2.0 7 € 35.000

LISTINO

2.0 TDI CR Style 4Drive 4x4 diesel 140 2.0 7 € 36.000

LISTINO

2.0 TDI CR Style DSG anteriore diesel 140 2.0 7 € 37.000

LISTINO

2.0 TDI CR I-Tech anteriore diesel 140 2.0 7 € 37.000

LISTINO

2.0 TDI CR I-Tech 4Drive 4x4 diesel 140 2.0 7 € 38.000

LISTINO

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