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pubblicato il 29 settembre 2011

Arabia Saudita, graziata la donna che vuole guidare

Il Re Abdullah ne ha annullato la condanna a dieci frustate

Arabia Saudita, graziata la donna che vuole guidare

Ha firmato un documento in cui promette di non guidare mai più ed è uscita dal carcere dove è stata detenuta da luglio ad oggi per essersi messa al volante a Gedda. Siamo in Arabia Saudita e qui, sebbene non ci sia alcuna legge scritta, le donne non possono guidare. Per questo Shema (così si chiama la ragazza) è stata prima arrestata e poi condannata a dieci frustate. Il Re Abdullah ha però deciso di graziarla e Shema adesso è libera. A darne l'annuncio è stata ieri sera la principessa reale Amira Tawil, che ha scritto su Twitter: "Grazie al cielo la flagellazione di Sheima è stata annullata. Grazie al nostro re beneamato. Sono sicura che tutte le donne saudite saranno felici. Di sicuro è così che mi sento". E infatti di donne che vogliono più libertà, compresa quella di guidare, ce ne sono parecchie.

In questo Stato, in cui non possono lavorare e neppure viaggiare o recarsi dal medico senza un uomo, le donne si stanno ribellando tramite Internet e la loro battaglia per l'emancipazione passa innanzitutto dalla licenza di guida. Su Facebook si chiama "Women2Drive" e la sua fondatrice, Manal al-Sherif, è stata anche lei arrestata e rilasciata dopo aver manifestato delle scuse pubbliche per essersi filmata alla guida di un'auto. Nonostante però la pressione della componente maschile, che chiede pene corporali per le donne che come Manal al-Sherif o Sheima chiedono di guidare, il Re Abdullah sembra ben disposto a cambiamenti storici. Al vaglio c'è l'ipotesi di permettere loro di far parte del Consiglio della Shura, il principale consigliere del Re, ed anche di candidarsi nelle prossime elezioni municipali. Staremo a vedere.

Autore: Redazione

Tag: Attualità


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