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pubblicato il 28 settembre 2011

L'auto si potrà guidare col pensiero

Svoltare, sorpassare, frenare usando il cervello. Una possibilità non molto lontana

L'auto si potrà guidare col pensiero
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I veicoli del futuro saranno capaci di leggere il pensiero umano. E' un progetto innovativo a cui Nissan sta lavorando in collaborazione con l'École Polytechnique Fédérale de Lausanne in Svizzera (EPFL) che potrebbe un giorno approdare sulle vetture di serie al fine di rendere ancora più sicura la guida e, in prospettiva, consentire di guidare a tutti i diversamente abili. Attraverso la misurazione dell'attività cerebrale, l'analisi degli schemi di movimento dell'occhio umano ed esaminando l'ambiente che circonda il veicolo con l'ausilio di sensori, potebbe un giorno essere possibile capire e anticipare le intenzioni del guidatore, che potrà far svoltare l'auto, effettuare un sorpasso o cambiare corsia con la forza del pensiero.

TELEPATICA, MA NON TROPPO
Punto fermo di questa nuova tecnologia sarà però assicurare la massima libertà al guidatore: se, ad esempio, il guidatore penserà di voler girare a sinistra, la vettura si preparerà ad effettuare la manovra, selezionando velocità e posizione ideale della vettura nella carreggiata affinchè la svolta possa essere completata in sicurezza. Le intense ricerche condotte dagli scienziati dell'EPFL sui sistemi d'interazione tra macchina e mente umana - definiti tecnicamente Brain Machine Interface (BMI) - già oggi consentono a soggetti diversamente abili di manovrare le proprie sedie a rotelle semplicemente attraverso l'utilizzo del pensiero. Il prossimo passo sarà prevedere le intenzioni del guidatore e valutarne lo stato cognitivo e le reazioni a livello cerebrale rispetto all'ambiente circostante, perché ad oggi i livelli di concentrazione richiesti per l'applicazione sono eccezionalmente alti, dunque praticamente inapplicabili nelle situazioni reali in cui, anche solo ad un livello inconsapevole, le distrazioni sono tante.

OBIETTIVO: RIDURRE LO STRESS 
Per portare avanti questo progetto, questa estate un ricercatore Nissan si è unito agli scienziati del Politecnico di Losanna. Lucian Gheorghe, di origine rumena, ha trascorso gli ultimi 14 anni in Giappone e dopo aver conseguito la laurea in Scienze Informatiche e Intelligenza Artificiale presso l'Università di Kobe, è entrato a far parte del Nissan Mobility Research Center. In Nissan, il ricercatore si è occupato della ricerca su diversi sistemi di assistenza alla guida, ma anche su nuovi modi per adattare i programmi di neuroscienza allo sviluppo dell'automobile. "L'analisi delle onde cerebrali mi ha aiutato a comprendere il carico di stress cui è sottoposto un individuo in fase di guida e a cercare, quindi, di ridurlo. La nostra collaborazione con EPFL ci permetterà di offrire un valido contributo alla comunità scientifica, ma anche di trovare soluzioni ingegneristiche che ci avvicinino all'obiettivo di facilitare l'accesso alla mobilità personale rendendola disponibile per tutti", ha spiegato Gheorghe. 

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Tag: Curiosità , Nissan , auto giapponesi , università , sicurezza stradale , statistiche


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