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pubblicato il 28 settembre 2011

Ferrari 458 Spider, le nostre emozioni

La scopri, la guidi e tocchi il cielo con un dito

Ferrari 458 Spider, le nostre emozioni
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Avete presente cosa si prova quando si perde la testa per una donna? Ecco, con la Ferrari 458 funziona allo stesso modo. Non ci si sa spiegare bene il perché, non ci si capacita di come sia possibile "non capire più niente", ma succede. E sono guai sia per l'uomo che cerca di mettere a fuoco la realtà delle cose (per non mandare a carte quarantotto la propria vita), sia per il giornalista che dell'auto deve scrivere in modo oggettivo e magari critico. Noi ci abbiamo provato, ma vi diciamo subito che abbiamo fallito...

RUBACUORI
Ci consola una consapevolezza: siamo in ottima compagnia. Di cuori questa sportiva emiliana ne ha conquistati tanti, tantissimi in tutto il mondo. Parliamo di addetti ai lavori, giornalisti stranieri (gli italiani non li citiamo perché "siamo di parte") rigorosi, severi o prevenuti che dopo avere guidato la 458 sono andati in brodo di giuggiole. Perché il problema è che quando la vedi questa Ferrari la puoi anche criticare se non rispecchia i tuoi gusti estetici, ma quando la guidi te ne innamori follemente.

PINNE, WIND STOP E HARD TOP
La variazione della specie 458 è ancora più affascinante, come accade per tutte le sportive che perdono il tetto. Con un vantaggio: quello della Spider non si "perde", ma si può aprire in 14 secondi. Gli atout dell'inedito hard top ripiegabile, che sancisce la morte della capote in tela, abbiamo già avuto modo di raccontarveli e vi rimandiamo all'articolo specifico. In queste righe ci dedichiamo invece ad alcune considerazioni estetiche e pratiche. La prima, soggettiva di chi vi scrive, è che la 458 Spider rimane tremendamente bella ed equilibrata, tanto a tetto aperto quanto a tetto chiuso. Le pinne conferiscono una personalità distinta alla vettura rispetto alla coupé perché ne cambiano sensibilmente la conformazione del posteriore. Lo scotto da pagare è la perdita del motore a vista, ora coperto da un cofano animato da prese d'aria che funge anche da copertura per l'hard top. Quest'ultimo si aziona solo a vettura ferma. Dunque bisogna spingere un pulsante al centro del tunnel centrale con il motore accesso oppure, se si è all'esterno delle vettura, tenere inserita la chiave nella portiera premendo il pulsante di apertura (questo è un trucco che ci ha svelato un ingegnere di Maranello). Il Wind Stop, ovvero il mini frangivento di vetro "incastrato" fra le due pinne con il compito di smussare le turbolenze quando si viaggia a tetto aperto, si può regolare elettricamente in 2 posizioni: quella intermedia è raccomandata per minimizzare il vento fra i capelli. Parola di chi l'auto l'ha sviluppata in galleria del vento. Quando si viaggia a tetto chiuso, il Wind Stop si può aprire completamente alla stregua di un finestrino. Perché conviene farlo? Per sentire meglio la voce del motore, naturalmente.

PILOTACENTRICA
Il salto quantico oggettivo comincia quando ti cali nell'abitacolo. La Ferrari 458 Spider, come la sorella Italia, ha un modo tutto suo di intendere il cockpit. Ogni cosa è progettata, disposta, comunicata in funzione del pilota come mai nessun costruttore di auto di serie aveva fatto fino ad oggi. Dunque è necessario prendersi 5 minuti per ambientarsi e capire che le frecce, i fari abbaglianti o i tergicristalli, se ti servono li devi attivare spingendo dei bottoni sopra il volante perché le uniche due "leve" che si trovano a bordo di questa Ferrari sono i paddle in carbonio del cambio F1 TCT a doppia frizione. E poi ci sono due satelliti di comandi annegati nel carbonio: quello di destra permette di governare autoradio e sistema di infotelematica (navigatore, telefono ecc.) e proietta le immagini della telecamera posteriore (optional raccomandato insieme ai sensori di parcheggio, perché le pinne danno fastidio in manovra). Quello di sinistra lavora su computer di bordo, sulla telemetria e soprattutto sui settaggi del manettino. C'è anche la voce "range", ovvero autonomia, sui cui è bene far cadere l'occhio ogni tanto, senza soffermarsi troppo d'altro canto su quella del consumo istantaneo o medio.

SIAMO TUTTI ALONSO
E sempre dal volante bisogna partire per accendere le emozioni prima ancora di controllarle. Giriamo la chiave (tradizionale), schiacciamo il freno e il pulsante "start engine", per sentire un brivido dentro prim'ancora che nell'aria. Perché senza il tetto (si, lo avevamo già aperto) la melodia del V8 Ferrari è ancora più vicina, ma suona diversa da quella della coupé per via dei del sistema di aspirazione completamente ridisegnato. La percorrenza di qualche chilometro su un tratto di strada cittadina ci permette di apprezzare l'anima che non ti aspetti da una Ferrari della famiglia "sport": il comfort. Significa che a 55 km/h sei già in settima a 1.500 giri, con un filo di gas e cambiate impercettibili. Anche il motore gioca a non farsi sentire e l'assetto, con le sospensione a controllo magnetereologico, filtra relativamente bene rallentatori artificiali e buche. Ci è venuto naturale rispondere pure al telefono approfittando del vivavoce connesso via Bluetooth, piuttosto che mixare il rombo sommesso del motore con una hit musicale magari di Jamiroquai. Che fine ha fatto la differenza fra una sportiva e una granturismo? Non facciamo in tempo a chiedercelo che siamo sulla strada giusta per capirlo: statale numero 62, direzione Passo della Cisa e poi già in Liguria verso Carrara. La Ferrari 458 Spider ti trasforma. Sì, perché chi la guida diventa tutt'uno con lei, una simbiosi perfetta uomo-macchina-elettronica. A cominciare dallo sterzo, osannato già sulla 458 Italia, che si conferma di un'immediatezza disarmante grazie alla capacità di trasformare il pensiero in traiettoria alla velocità di un neutrino. E allora ci diamo dentro con le marce, perché è l'auto che ti chiede di tirarle il più possibile premiandoti con l'accensione dei led sul volante (optional) man mano che ci si avvicina ai fatidici 9.000 giri e con il rombo, magnifico, del V8 che trapassa il sottile wind-stop. I 570 CV a 9.000 giri devono muovere appena 1.450 kg di massa a vuoto (50 kg in più della coupé). Ma noi su strada non ce ne siamo accorti e probabilmente è impossibile: la 458 danza da una curva all'altra a ritmi impressionanti. E ti infonde un senso di sicurezza anche su tratti sconnessi, dov'è possibile disaccoppiare gli ammortizzatori (il pulsante ovviamente è sul volante) per ricalcare meglio la strada. Percepire che si sta guidando una Spider è possibile solo se si aguzzano tutti i sensi, per registrare quelle vibrazioni (minime) che il telaio trasmette quando si corre su tratti davvero dissestati. La perdita di rigidità è del 30% rispetto alle 458 Italia, ma le prestazioni stradali non ne risentono. E per viverle al meglio bisogna viaggiare con il manettino in SPORT oppure in RACE se si vuole avere qualche margine di correzione in più, che è comunque minimo perché l'elettronica lavora sempre come una mano invisibile, per non dare fastidio, incentivando anzi una guida precisa e pulita. Gli altri settaggi che riducono o escludono gli interventi dei vari controlli (trazione e differenziale in primis) esigono manico ed è meglio sperimentarli in pista. Il problema sono infatti le velocità stellari che si raggiungono troppo facilmente e che richiedono una testa ben piantata sulle spalle. Ricordiamo qualche numero: meno di 3,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h; 10,8 secondi per aggiungere i 200 e oltre 330 km/h di velocità massima.

LA FERRARI PER SPIDERISTI
Che con la 458 Spider Ferrari riuscisse a creare nuovi parametri di riferimento anche per le sportive scoperte non c'erano molti dubbi: il progetto è lo stesso della 458 Italia. Piuttosto questo concetto evoluto di Spider potrebbe mettere in crisi quei clienti che possono permettersi il lusso di scegliere quale 458 acquistare. Tanto non è una questione di prezzo, visto che quando si viaggia sopra i 200.000 euro non sono i 20-30 mila euro (optional comunque esclusi) che fanno la differenza. Secondo la Casa di Maranello il rischio è limitato perché le due auto si rivolgono a due tipologie di ferraristi ben distinte. Chi acquista una Spider è innanzitutto fedele al concetto di auto scoperta e poi predilige una guida sportiva, ma non aggressiva. Anche perché usa l'auto più spesso, anche quotidianamente ed è solito essere in (bella) compagnia. E non v'è dubbio che la doppia anima della 458 Spider risponde a tutte queste esigenze. Anche per chi una Ferrari la può solo sognare...

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Scheda Versione

Ferrari 458 Spider
Nome
458 Spider
Anno
2011
Tipo
Extralusso
Segmento
sportive
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Ferrari , auto italiane


Listino Ferrari 458 Italia

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
4.5 V8 Spider DCT posteriore benzina 570 4.5 2 € 228.724

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