pubblicato il 24 settembre 2011
Chevrolet Volt, normalmente elettrica
Inquina zero o quasi. Prestazioni e comfort simili a una media premium 2 litri
Già alla fine degli anni ’90 General Motors aveva in gamma un’auto elettrica. Si chiamava EV1 ed era una piccola due posti che negli USA venne prodotta in circa 800 esemplari e affidata in leasing ad un ristretto gruppo di clienti “pionieri”. Nel 2002, però, tutte le EV1 furono ritirate dalla stessa Casa statunitense e inviate alle presse, una scelta a molti tanto incomprensibile da dare vita ad un documentario, intitolato “Chi ha ucciso l’auto elettrica”, nel quale un portavoce della Casa americana spiega: "non potevamo vendere un’auto che costava più delle tradizionali ma faceva meno strada". Non sembra dunque un caso che oggi, diversamente da altre Case che hanno optato per elettriche "pure", GM abbia messo a punto una vettura che ha risolto il problema dell’autonomia (ancora) limitata delle odierne batterie abbinando un motore tradizionale che funge da generatore ad un sistema di propulsione elettrico: sono così nate le "elettriche extended range", una nuova specie di cui Chevrolet Volt e Opel Ampera sono i primi e finora unici esempi marcianti. Della prima vi abbiamo parlato qualche mese fa, adesso è arrivato il momento di salire sulla elettrica Chevy, che abbiamo provato in Svizzera in occasione dei 100 anni del marchio del Cravattino.
AERODISEGNATA
Un family feeling alla Cruze, rende anche la Volt una berlina dal volto sportivo e moderno, ma un esame più ravvicinato della nuova elettrica del Cravattino fa scoprire un assemblaggio molto più curato nei minimi particolari rispetto al resto della gamma del Cravattino. Questo lavoro certosino serve a migliorare la resistenza all'avanzamento, nemico giurato dell'autonomia, infatti il Cx è pari a 0.28, praticamente come una Corvette, ottenuto grazie ad un maniacale lavoro di "chiusura" delle aperture superflue. Oltre all'autonomia, c'è un'altra ragione: su un'auto che fa poco e affatto rumore, il rumore delle turbolenze aerodinamiche sarebbero molto fastidiose, più che su un'auto tradizionale dove la rumorosità del propulsore termico copre in gran parte i fruscii aerodinamici. Dal vivo comunque la Volt è gradevole e filante, per via del parabrezza inclinato e della coda tronca con lunotto posteriore sdoppiato da coupé: fateci caso, quasi tutte le "ecologiche" ne hanno uno simile, dalla Prius alla Insight, perché così si prevengono le turbolenze.
SI VA IN QUATTRO
Fatta eccezione per i quattro posti, in luogo dei cinque che ci si aspetterebbero da una berlina lunga 4,5 metri con un passo di 2,68 metri, l'abitacolo della Chevrolet Volt offre un'ottima abitabilità sia nei posti anteriori che posteriori. Il design degli interni riprende come la carrozzeria il family feeling Chevrolet, ma è un tripudio di tecnologia di cui bisogna impratichirsi un po' prima di usarla al meglio. Le numerose informazioni sono suddivise fra due schermi LCD touch screen da 7" che sostituisce un tradizionale cruscotto (visualizza velocità, efficienza di guida, stato di carica della batteria e autonomia, livello del carburante e autonomia estesa, informazioni su olio e pressione pneumatici) ed un altro di pari dimensioni sulla plancia che funziona da interfaccia primaria per le funzioni di infotainment, navigazione, climatizzazione, uso dell’energia, dati sull’efficienza e funzioni di ricarica della batteria. A prima vista spaventa un po' l'affollamento di pulsanti sulla consolle, che hanno la particolarità di essere a sfioramento. Questo ponte di comando è poi abbinato agli inserti bianchi sulle portiere, realizzati nello stesso materiale plastico "perlato" che insieme ai sedili in pelle di serie e all'illuminazione a LED creano un ambiente "premium".
ELETTRICA SENZA PAURA
Ci aspetta un percorso di 98 km, che incrocia centri cittadini, tratti montani e autostradali. E in mezzo non sono previste soste. Lo confessiamo, qualche istante prima di partire abbiamo un po' di perplessità (se si scarica? se si guasta? se sbagliamo qualcosa?), ma l'espressione serena degli uomini Chevrolet che prima di noi l'hanno portata sino all'aeroporto di Berna, punto di partenza del nostro breve test drive, un po' ci rassicura. Partiamo dunque, azionando la leva del cambio che assomiglia a quella di un automatico, ma in realtà il rapporto è uno solo. Le posizioni P, D, R ed N si spiegano da sé, mentre la posizione L (che sta per "low") offre una decelerazione più accentuata quando si sollevail piede dal pedale dell'acceleratore e ricarica maggiormente la batteria: è utile in discesa, un po' troppo brusca in pianura. Nel frattempo abbiamo percorso già qualche chilometro, stupiti dal totale silenzio e assenza di vibrazioni che ci avvolge, se non un quasi impercettibile "swoosh" aerodinamico e dalla prontezza con cui questa Volt risponde alla pressione del piede sul gas: da 0 a 100 km/h accelera in 9 secondi, ma arriva a 50 km/h in 3,2. Un po' meno pronta è invece la frenata, perché fra la spinta sul pedale e la pinzata sui dischi c'è il sistema che restituisce energia alle batterie. Sinora abbiamo utilizzato la modalità di guida "Normal", ma c'è anche un'impostazione "Sport" che rende scatto e ripresa ancora migliori, anche se non sembra ce ne sia troppo bisogno. Intanto abbiamo potuto apprezzare il comfort offerto dalle sospensioni tarate sul morbido, ma che non fanno coricare l'elettrica del Cravattino sulle rotonde, dove però un po' di sottosterzo ci fa scoprire cosa significa avere a bordo un bello stack di batterie: da sole pesano 198 kg, per una massa totale di 2 tonnellate.
TUTTO SOMMATO E' NORMALE
Dopo un tratto extraurbano in cui scopriamo che questa Volt ha anche una bella stabilità in velocità, arriva finalmente il momento dell'autostrada. E' una situazione nuova perché prima di oggi abbiamo sì provato diverse vetture totalmente elettriche, ma solo in situazioni cittadine. Bene, trovarsi fianco a fianco con le altre vetture a 130 km/h su una vettura che non vibra e senza sentirne il motore è una sensazione entusiasmante e ci prendiamo pure il lusso di sorpassare in agilità qualche potente berlina tedesca. Percorriamo nel silenzio o quasi altri 20 km, quando scopriamo finalmente la "voce" del motore termico da 1,4 litri che finora aveva potuto riposare perché le batterie erano cariche al 100%. Fino a quel momento abbiamo percorso 64,4 km in modalità totalmente elettrica con navigatore, stereo, fari e aria condizionata in funzione, ma teoricamente avremmo potuto raggiungere gli 80 km di autonomia dichiarati dalla Casa se avessimo avuto l'accortezza di utilizzare la modalità "Hold" nei tratti extraurbani, che ha girare il motore termico-generatore al minimo per dare carica alle batterie. Quando l'autonomia elettrica si esaurisce, il piccolo quattro cilindri inizia a girare in maniera impercettibile e con pochissime vibrazioni se si mantiene la modalità "Normal", in maniera un po' più rumorosa se si mantiene l'impostazione "Sport". Dopo poco più di 30 km giungiamo alla nostra destinazione e il computer di bordo ci informa che per la restante distanza abbiamo consumato in media appena 2,1 l/100 km di benzina. Scesi dalla Volt le paure che avevamo sono ormai svanite: l'autonomia totale non è un problema perché può superare i 500 km, il comfort è di ottimo livello e le prestazioni, fatta eccezione per la velocità massima limitata a 160 km/h, sono paragonabili a quelle di una berlina media con motore turbodiesel da 2 litri. Insomma, la Volt è un'auto “normale”, a patto di avere un garage con presa di corrente ed essere così poco attaccati alla tradizione da voler spendere 41.950 euro per una tecnologia così recente.
Chevrolet Volt
Autore: Daniele Pizzo
Tag: Test , Chevrolet , auto elettrica
Articoli correlati
Nuovo commento 10 Commenti
2
In Italia
Giovanni
Pubblicato il 24/09/2011 alle 11:23
La tecnologia maxima che la politica ha la volontà di incentivare è il metano della fiat sul 1.4 77CV che già a benzina ha bisogno di essere trainato. Indietro su ogni fronte!
3
PIEDE PESANTE ?
UARS
Pubblicato il 24/09/2011 alle 13:56
Finita la batteria la macchina dice di aver consumato 2.1 litri di benzina per poco più di 30 Km. 15 Km/l non mi pare sia granchè. Peccato. Ho magari avevate il piede PESANTE!
4
UARS
Giovanni
Pubblicato il 24/09/2011 alle 14:17
2.1l/100Km consumo medio nei 30 Km successivi all'avvio del motore termico.... dunque 100/1.2 fa 47.61Km/l e on 15... ma anche fosse che faccia 20Km/l (47.61 è un numero molto inusuale da leggere e cmq 30km sono pochi per avere un dato medio il più reale possibile) in modalità motore termico acceso, mi andrebbe cmq bene, per i brevi tratti userò sempre il motore elettrico caricando la notte la vettura in garage. Si perchè chi compra vetture di quella fascia di prezzo mediamente non lascia l'auto in strada.... cmq se questa prova è veritiera la vettura non è male.
5
Giovanni hai ragione
UARS
Pubblicato il 24/09/2011 alle 15:51
Ho riletto meglio l'articolo.
6
Brava la redazione!
Giovanni
Pubblicato il 24/09/2011 alle 19:38
Ha modificato il mio ultimo post, il numero 4. Togliendo la frase iniziale che poteva essere interpretata come offensiva, ma volevo solo citare una battuta del grande mike bongiorno approfittando del fatto che UARS è "cascato" questa notte dal cielo, da qui il "sei cascato... sull'uccello", nel senso di aver letto male l'articolo e di essersi sbagliato. Va bene che la redazione debba vigilare sui contenuti osceni, passi pure che molte volte alcuni non siano stati rimossi perchè magari non visti... Sarebbe opportuno che la redazione indicasse che il post è stato modificato. Volevo fare anche una precisione al post di prima, ho scritto 100/1.2 (ricordavo 2.1, vabbè) in realtà è 100/2.1 che fa i 47.61 Km/l di consumo medio sui 30km che sono stati percorsi col motore termico in funzione. Dal punto di vista meccanico/fisico, la Volt presenta un sistema strano... "innovativo" direbbero gli addetti al marketing: si trasforma energia termica in energia meccanica, che a sua volta viene trasformata in elettrica continua, per poi essere convertita in alternata è immagazinata in parte nelle batterie (se in fase di carica) e in parte usata per produrre energia meccanica per far girare le ruote. Dal punto di vista meccanico/fisico (basta leggere un qualsiasi libro di fisica classica di base, non quella sulla relatività oggi messa in discussione) ogni conversione porta ad avere delle perdite di energia (anche l'inverter introduce perdite, cui è dotata la vettura per trasformare la corrente continua del generatore in alternata per caricare le batterie e alimentare il motore che pare sia un trifase)... e nonostante tutte le perdite di conversione meccanica/elettricaCA -> elettricaCA/elettricaDC -> elettricaDC/Meccanica risulta ancora conveniente far girare un motore termico a punto fisso per produrre energia elettrica piuttosto che farlo funzionare in modo "tradizionale" per far girare le ruote. Questo potrebbe tradursi in un miglioramento del sistema, semplificando il più possibile il motore termico (niente turbo, niente sistemi di aftertreatment, cilindrate piccole) in modo che costi poco e sia affidabile, se poi potesse funzionare a metano o GPL sarebbe ancora meglio per l'ambiente, o un diesel che seppur rumoroso a punto fisso produce meno inquinanti del benzina.... Io la vedo la soluzione più industrializzabile e vicina al posto delle pure elettriche. Il costo è alto, ma questa auto oltre che per il design azzeccato è davvero tecnologica. Saluti!
7
x Giovanni
Ciccio
Pubblicato il 07/10/2011 alle 11:10
Condivido con te che questa potrebbe essere la via giusta. La tecnologia è "nuova" se considerata applicata alle automobili, ma non lo è affatto. In ambito navale (non ovunque certo, specie sui somemrgibili) e cosi da 60 anni. Infatti in quell'ambito i motori endotermici (o nucleari nelle applicazioni militari) non producono il moto delle eliche, bensì corrente elettrica con cui poi si alimenta tutto. Inoltre non è male esteticamente per nulla. Il punto al momento attuale è il prezzo che è elevato, si spera che magari con una inziale diffusione e spalmando i costi su un numero di esemplari venduti sempre piu alto, porti ad una riduzione del costo finale. Cordialmente
8
I atucally found this more entertaining than James Joyce.
Blue
Pubblicato il 16/10/2011 alle 13:52
I atucally found this more entertaining than James Joyce.
9
L'INNOVAZIONE NON GRADITA IN ITALIA
ANTONELLO
Pubblicato il 17/02/2012 alle 13:33
Sembra che in Europa epiù in Particolare in Italia queste soluzioni innovative debbano essere osteggiate a oltranza, in quanto non mi spiego come in america la Volt costi c.ca 22000€ mentre da noi viene commercializzata a 42000€
10
Oltre 2000 Euro di differenza tra Volt e Ampera???
Voltec
Pubblicato il 31/03/2012 alle 11:23
Ho notato la differenza di prezzo tra questi due veicoli identici entrambi venduti in Italia. Ho chiesto a una grossa concessionaria di zona che è tra le poche autorizzate a ordinare la Volt. Non c'è nessun buon motivo per la differenza di prezzo.... Ampera: a partire da 45500 Volt : a partire da 43350


Clini: è un peccato che Fiat non creda nell'auto elettrica
Porsche 918 Spyder: ecco il prototipo in azione
Il Brasile vara gli incentivi insieme a banche e costruttori
Opel mette il turbo al gas
Milano: blocco del traffico domenica 27 maggio
1
zep
Pubblicato il 24/09/2011 alle 10:38
tanta tecnologia, non è per nulla brutta come estetica, zero rumore per 70km, e in più risparmi… peccatto che costicchia e non ci sono incentivi, il nostro paese se ne frega di queste cose, siamo già ultimi rispetto al resto d'Europa che offrono dai 6.000€ ai 13.000€ di incentivi su queste auto elettriche (significa che la paghi dai dai 6.000€ ai 13.000€ in meno!).