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Retrospettive

pubblicato il 25 settembre 2011

Ford... una "Fiesta" lunga 35 anni

Storia di un modello popolare e longevo prodotto in 15 milioni di esemplari

Ford... una "Fiesta" lunga 35 anni
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Attorno al 1970, Henry Ford II, deciso ad attaccare commercialmente l'Europa, diede il via al progetto "Bobcat" relativo ad una compatta da produrre direttamente nel vecchio continente. L'idea venne gestita da un gruppo di lavoro trasversale: impostazione iniziale Made in USA e progressivo coinvolgimento dei Centri Stile inglese, italiano e tedesco mentre per la produzione, fu deciso di stabilire gli impianti in Spagna, potenza economica a quei tempi emergente. Da allora la Fiesta ne ha fatta di strada: se affiancassimo una prima ed un'ultima serie eliminando il marchio di fabbrica, non tutti sarebbero in grado di riconoscerne il comune DNA: 40 anni di evoluzione stilistica e progresso tecnico pesano, positivamente e letteralmente, sul prodotto, ma vediamo come, dalla prima 3 porte da 3,5 metri e 700 kg siamo arrivati all'auto attualmente in listino, meno leggera, ma ben più grande, confortevole e performante.

PRIME DUE, DI SEI SERIE
Il lancio della prima serie avvenne nel maggio 1976 (principali competitors: Fiat 127, Vauxhall Chevette, Volkswagen Polo, alcune versioni della Mini e, per cilindrata, la Renault R4, già da tempo sul mercato ma dotata - nel '75 - di un motore 1.100 cc.); la Fiesta venne inizialmente dotata di motori da 1 e 1,1 litri serie Kent ai quali si aggiunsero un 1.300 ed un 1.600 cc. L'impostazione generale si basava su trazione anteriore, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, cambio a 4 marce e impianto frenante a dischi anteriori e ceppi posteriori. Questa prima serie rimase a listino sino al 1983; grande attenzione anche alle prestazioni, dapprima attraverso l'offerta di un pacchetto riservato alle motorizzazioni 1,3 litri che, grazie all'adozione di due carburatori DC Weber abbinati a scarichi speciali elevarono la potenza da 66 a 75 CV cui seguì, nel 1980, la serie "Supersport" le cui modifiche, a dispetto del nome, si limitarono agli interni ed a più sportivi allestimenti esterni, musica diversa con la XR2 del 1981: 1.600 cc., 82 CV, cerchi da 13" e 0-100kmh in 10,1". Nel quarto trimestre 1983 debuttò la seconda serie: poche le modifiche estetiche (fra le altre gruppi ottici anteriori e posteriori), ma completamente rivisti gli interni mentre sul fronte tecnico, venne introdotto dapprima un cambio a 5 marce e poi il cambio automatico CTX, concepito proprio per vetture a trazione anteriore. Nel 1984 debuttò il 1,6 litri diesel da 54 CV, venne lanciata la nuova ed ancor più grintosa XR2 (ora da 96 CV e 0-100km/h in 8,7") mentre nel 1985 arrivò un nuovo 1,4 litri da 73 CV.

TERZA SERIE
Al Salone di Ginevra del marzo 1989 debuttò la terza serie che, abbandonate le spigolose linee delle serie precedenti, divenne più morbida, ospitò equipaggiamenti più ricchi e venne dotata di una meccanica rinnovata. Questa nuova versione - ora anche a 5 porte - si confrontò con una concorrenza ancora più agguerrita: Fiat Uno, Opel Corsa, Renault 5 e Clio, Peugeot 205 e Seat Ibiza. All'uscita di scena del motore a benzina da 957 cc, si contrappose l'ingresso del nuovo diesel da 1,8 litri. Sicurezza e comfort ricevettero maggiore attenzione: sedili ergonomici, climatizzazione, chiusura centralizzata, bloccasterzo e punti di attacco delle cinture di sicurezza regolabili in altezza furono solo alcune delle nuove dotazioni mentre sul fronte della meccanica comparve l'ABS ed i motori a benzina furono regolati in modo da poter lavorare indifferentemente con carburante con o senza piombo; nel 1994 vennero introdotti gli airbag frontali, i sedili antiaffondamento, lo sterzo collassante ed il comando del blocco dell'afflusso del carburante. Ben presente anche in questa serie lo sport: a fine '89 tornò la rinnovata XR2 (XR2i) dotata di l.600 cc ora ad iniezione elettronica (110 CV, 193 km/h, 0-100 km/h in 9,2"), seguita nel '90 dalla RS Turbo (1.600 cc., 133 CV, 212 km/h, 0-100 km/h in 7,8"), nel '93 venne abbandonato il turbo e debuttò la RS 1800 aspirata, caratterizzata da passaruota maggiorati, minigonne ed una batteria di 4 fari supplementari; i suoi 130 CV la spingevano oltre i 200 km/h con uno scatto 0-100 km/h in 7,98" (contro i 7,99" della turbo); ma la Fiesta più veloce fu la XR2i 2.1 con motore a 24 valvole da 165 CV; prodotta in soli 1.273 esemplari (257 km/h e 0 a 100 km/h in 5,7" valori assoluti anche oggi).

NON PIU' UTILITARIA
1995: "Finisce l'era delle utilitarie", questo slogan accompagna il lancio di una quarta serie profondamente rivisitata nel design, piu' aerodinamico pur conservando dimensioni simili e negli interni di livello decisamente superiore; un pacchetto complessivo necessario per mantenere le posizioni di mercato acquisite e sempre assediate da una concorrenza che mette ora su strada Citroen Saxo, Fiat Punto, Lancia Y, Nissan Micra, Opel Corsa, SEAT Ibiza e Volkswagen Polo. La risposta della Ford consiste nell'abbinare alle tre nuove versioni a listino (Studio, Techno e Ghia) un prezzo inferiore alla media di categoria. Tutte le versioni vengono dotate di doppio airbag di serie, ABS optional su tutta la gamma e nuovi motori: un 1.3 benzina 8 valvole da 60 CV, i nuovi Zetec 16 valvole in lega d'alluminio (1.2cc da 75 CV e 1.4cc da 90 CV) ed l'aggiornato diesel Endura 1.8 da 60 CV; nuove le sospensioni ed assetto più basso migliorano tenuta ed estetica. Questa serie, che durerà sino al 2002, venne sottoposta nel '99 ad un parziale restyling il cui segno distintivo era il nuovo frontale ispirato alla Focus prima serie. Due le novità del 2000: un nuovo turbodiesel da 1.800 cc e 75 CV, lento ma longevo, e la nuova Fiesta Zetec-S, una 1.600 cc. da 103 CV.

FINO AI GIORNI NOSTRI
La quinta serie, lanciata a Francoforte nel 2001, debuttò in Italia nel marzo 2002 . Nuovi lo stile, simile a quello della prima Focus, e gli interni ora più sobri e dotati anche di airbag laterali. Solo aggiornate le motorizzazioni a benzina mentre del tutto nuovi erano sia l'ABS a quattro canali e sia i turbodiesel common rail Duratorq (un 1.400 cc. da 68 CV ed un 1.600cc da 90 CV realizzati assieme al Gruppo PSA). Il
primo restyling di questa quinta serie fu del 2006 e coinvolse tutti i gruppi ottici, nonché mascherina e paraurti toccando anche gli interni. La concorrenza si amplia e al folto e già citato gruppo si aggiunsero Toyota Yaris, Seat Ibiza e Skoda Fabia. 2008 arriva la sesta serie, tuttora in produzione, in pratica una trasposizione commerciale del prototipo Verve Concept che, presentato a Francoforte nel 2007, esaltava il "kinetic design" lanciato con la S-MAX. Un mix di linee tese ed arrotondate, riprese anche negli interni; un dinamismo complessivo comune anche alle motorizzazioni che, fra benzina e gasolio, sono ora declinate in 8 differenti versioni (dal 1,2 litri da 68 CV per i neopatentati al 1,6 litri Ti-VCT da 120 CV della versione sportiva). Novità anche nel settore della sicurezza che vede l'ESP introdotto dapprima a pagamento e poi di serie su tutta la gamma. Altro fronte sul quale ha lavorato la Ford, adottando la nuova piattaforma B2 sviluppata in sinergia con Mazda, è quello del risparmio del peso ora compreso tra i 966 kg della versione 1.2 benzina e i 1.025 kg della versione 1.6 turbodiesel, che ha contribuito tanto a ridurre i consumi, quanto a migliorare le prestazioni. A dare ulteriore spinta alla dinamica immagine di questa berlinetta, è la diretta partecipazione della casa, già dal 2009, al WRC, Campionato Mondiale Rally del quale la Fiesta - in versione Super 2000 - ha vinto il Montecarlo 2010 e quest'anno, all'esordio con la nuova motorizzazione 1,6 litri turbo da 300 CV, il Rally di Svezia.

LO SAPEVATE CHE...
Ed ecco l'angolo delle curiosità. Dagli esordi del modello ad oggi, sono state approntate ben 22 versioni speciali: 12 con il marchio Ghia, (carrozzeria acquisita direttamente dalla Ford), e le altre 10 tutte di connotazione sportiva. Una specialissima Ford Fiesta preparata per la celebre gara americana in salita su fondo misto Pikes Peak, erogava ben 800 CV, la stessa potenza di alcune Fiesta da drifting. Il nome Fiesta venne scelto personalmente da Henry Ford II tra una rosa di cinque nomi - Bravo (non ci ricorda qualcosa?), Fiesta, Amigo, Strada e Pony - a seguito della decisione di aprire il primo stabilimento di in Spagna.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , Ford , auto europee


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