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pubblicato il 19 settembre 2011

Feste patronali invece di nuovi cartelli stradali?

Assosegnaletica propone sanzioni per gli enti proprietari inadempienti

Feste patronali invece di nuovi cartelli stradali?

I cartelli stradali in Italia versano in pessime condizioni. Uno su due non è a norma e da un'indagine europea è emerso che proprio nel nostro Paese si trova uno dei segnali più incomprensibili del continente. Un ostacolo che gli automobilisti continuano a trovarsi davanti nonostante il nuovo Codice della strada, entrato in vigore da più di un anno, abbia stabilito, con l'articolo 208, che una quota del 12,5% dei proventi delle multe debbano essere destinati alla manutenzione delle strade. "Molto spesso - come si legge in una nota di Assosegnaletica - parte di queste risorse viene investita in attività meno prioritarie rispetto alla messa in sicurezza delle strade, come feste patronali o arredo urbano, ma che generano più facilmente consenso". Colpa dei decreti attuativi che mancano, si potrebbe dire, e la stessa Assosegnaletica ha più volte sollecitato il governo sull'argomento. Tuttavia, sebbene questi decreti attuativi previsti dagli articoli 47 e 25 della legge di riforma del Codice della strada sulla manutenzione stradale e la destinazione dei proventi contravvenzionali non siano arrivati, nonostante la legge prevedesse un termine di sessanta giorni per la sua adozione (scaduto il 12 ottobre 2010), "l'articolo 208 è applicabile". Vediamo come e perché.

SERVONO SANZIONI
Con il nuovo Codice della Strada si prevede che il 50% dei proventi delle multe sia destinato agli enti proprietari delle strade e l'altro 50% agli enti accertatori per la realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza della segnaletica; in particolare si raccomanda di indirizzare il 12,5% delle multe alla segnaletica e alla sua manutenzione. E anche senza decreti attuativi, dice Assosegnaletica, si può già procedere. Gli esempi di comuni virtuosi non mancano, ed è quindi "indispensabile - si legge in una nota - che gli Enti proprietari delle strade prevedano nei loro bilanci la quota parte stabilita per la segnaletica stradale". In caso contrario servirebbero sanzioni. Per questo Assosegnaletica propone di introdurre una modifica in sede legislativa: sanzioni per gli enti proprietari inadempienti nella manutenzione.

L'ESEMPIO DEL COMUNE DI CASTELBOLOGNESE
Un modello di comune che vuole utilizzare i proventi delle multe per migliorare la sicurezza stradale arriva dalla provincia di Ravenna. Alla tavola rotonda organizzata a Riccione da Assosegnaletica nell'ambito del convegno nazionale della polizia locale, il sindaco di Castelbolognese e il comandante dei vigili castellani, Stefano Manzelli, sono intervenuti per descrivere la loro esperienza. "Da circa un anno - ha detto il Comandante - , l'art. 208 del Codice stradale obbliga i comuni a spendere almeno il 50% dei proventi delle multe per il miglioramento della sicurezza stradale. Prioritariamente però, almeno il 12,50% dei soldi devono essere spesi in segnaletica verticale o orizzontale. Castelbolognese ha deliberato già a dicembre il rispetto di questi nuovi vincoli stringenti e ha assecondato in pieno le finalità del codice, nel rispetto dei vincoli di bilancio. Infatti anche le spese per la sicurezza stradale e la segnaletica sono soggette al patto di stabilità e per questo motivo probabilmente non riusciremo a spendere tutto quello che formalmente abbiamo impegnato". Molto apprezzato dai presenti in sala è stata anche l'esperienza dei nuovi box autovelox posizionati in centro abitato con prevalente effetto dissuasivo.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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