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pubblicato il 15 settembre 2011

Concessionari "delusi e amareggiati" dai politici

Federauto prende una posizione decisa contro l'aumento dell'IVA

Concessionari "delusi e amareggiati" dai politici

Aumenta la preoccupazione nella filiera dell'auto italiana. Proprio mentre i riflettori del Salone di Francoforte si sono appena accesi e gli occhi di tutto il mondo puntati su novità importanti per la ripresa delle vendite, come la nuove Fiat Panda, Toyota Yaris e Volkswagen up!, Palazzo Chigi ha approvato nella manovra finanziaria l'aumento dell'IVA. Una decisione contro la quale si pronuncia in un comunicato stampa Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali. Non si tratta di posizioni politiche particolari, Federauto è un'associazione indipendente, apartitica e apolitica, ma di prendere una "posizione netta e decisa contro i provvedimenti della manovra economica approvata ieri, che incidono negativamente sugli autoveicoli e sugli automobilisti", come spiega il Presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, che si associa al Presidente Emma Marcegaglia che ha dichiarato ieri che "questa manovra non è come l'avremmo voluta, che non risolve i problemi dell'Italia, che non ha nulla di strutturale ed essendo tutta tasse deprimerà l'economia".

INVITI CADUTI NEL VUOTO
"Siamo delusi ed amareggiati che le nostre interpellanze e gli inviti al mondo politico siano caduti nel vuoto - dice Pavan Bernacchi -. E' da un anno e mezzo che denunciamo la drammatica crisi in cui versa il nostro settore che, devo ricordarlo ancora una volta, pesa il 12% del PIL e impiega 400.000 persone, che diventano 800.000 con l'indotto diretto. In questo momento storico non ci aspettavamo degli incentivi - anche se siamo in grado di dimostrare che si autofinanzierebbero e impatterebbero positivamente su occupazione, salute pubblica, viabilità e sicurezza - ma neanche che venissero inseriti dei disincentivi!". In questo momento infatti non arriva solo l'aumento dell'IVA, ma anche quello dell'IPT e dei carburanti, oltre che al superbollo per le auto preformanti, "di cui l'Italia è uno dei maggiori produttori al mondo".

UN'OCCASIONE PERSA
Secondo Pavan Bernacchi, "la manovra era l'occasione per rimettere mano alle pensioni e contemporaneamente varare una patrimoniale. Interventi che sappiamo tutti devono essere fatti contestualmente. Era l'occasione di tagliare i costi, in primis della politica. Ma senza se e senza ma. Non rimaneggiando e annacquando, giorno dopo giorno, le proposte serie. Invece si sono aumentate le tasse, mettendo le mani, entrambe, nelle mani dei cittadini, soprattutto se automobilisti, e comprimendo ancora una volta lo Sviluppo Economico".

NON E' UNA QUESTIONE DI "COLORE" POLITICO
E' da tanto tempo che Federauto preme affinché temi come la sicurezza stradale e l'inquinamento vengano affrontati in maniera organica. "Non sono argomenti da vivere alla giornata, a spizzichi e bocconi, come hanno fatto i Governi succedutisi dal dopoguerra ad oggi - dice il Presidente di Federauto - . Non è un attacco al Governo perché vogliamo che cada il Premier o altro. A noi i colori politici non interessano, ma i provvedimenti sì. Il nostro è un invito a correre ai ripari, a parlare insieme, a rivedere le cose per rimodulare, cancellare e sostituire con altro questi interventi. A disporre di sopprimere, ad esempio, il doppio costo di Motorizzazione e PRA. A nostro avviso il Paese può farcela ma c'è bisogno di rigore, riforme, equità, ma anche di rilanciare lo Sviluppo del commercio e delle industrie. E queste cose, se volesse, potrebbe farle anche l'attuale Governo. Poiché si parla di rapporto deficit/PIL, oltre a contenere il deficit, bisogna sostenere e incentivare la crescita del PIL. E gli autoveicoli, in Italia, da soli, pesano il 12% di questo fondamentale indicatore. Chi non vuole ancora rendersene conto e perché?".

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Tag: Attualità , roma


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