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pubblicato il 10 settembre 2011

Citroen DS4 1.6 THP 200 CV Sport Chic

L'assetto da SUV non si sente alla guida e la souplesse del motore è da francese "d.o.c."

Citroen DS4 1.6 THP 200 CV Sport Chic
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Senti dire "crossover" e subito pensi a una multispazio dall'aspetto fuoristradistico, con la versatilità di una station wagon e gli ingombri di una berlina. Con la Citroen DS4 1.6 THP da 200 CV a benzina in allestimento Sport Chic, il concetto di crossover si veste però di un abito inedito. Della berlina rimane il segmento di appartenenza, quello delle medie compatte, ma l'assetto rialzato è tipico dei SUV, mentre l'andamento spiovente del padiglione e la linea alta di cintura si trovano sulle coupé. Se non foste ancora convinti, vi basti un dettaglio: i vetri posteriori sono fissi, proprio come le auto sportive a due porte. Con il secondo modello del suo marchio premium DS, Citroen punta dunque sull'originalità dello stile e sulla ricercatezza dei contenuti, posizionando la versione top di gamma della nostra prova a un prezzo di listino che parte da 28.200 euro.

COUPE' A 5 PORTE "SUVVIZZATA"
L'aspetto della Citroen DS4 su strada mette in evidenza i riflessi dell'ambiente esterno sulla carrozzeria, su cui si nota subito l'alternanza di superfici concave e convesse. Da questa "pelle" emergono dettagli come il parafango posteriore "muscoloso", il cui rigonfiamento dà enfasi alla coda rialzata della vettura. Lo sguardo è poi attratto dal punto di convergenza tra il padiglione e la linea di cintura, che si incontrano sul giro porta appuntito annegato nella fiancata quando la porta posteriore è chiusa. Un'altra forma dominante è quella della cupola, che s'individua guardando l'auto dal tre quarti posteriore, dove l'impressione generale è che la vettura sia sospesa sulle ruote, a conferma di come la caratterizzazione estetica da SUV sia riuscita: nonostante la presenza di pneumatici da 18 pollici, ad esempio, l'elevata luce nei parafanghi dovuta all'assetto rialzato contribuisce proprio ad ottenere quest'effetto visivo. In un contesto in cui si ricerca con attenzione l'originalità estetica s'innesta infine un frontale più convenzionale e di aspetto simile alla Citroen C4 (della quale potete leggere il test), da cui la DS4 deriva. Concludiamo la panoramica sugli esterni con un dettaglio costruttivo: l'accoppiamento tra tetto e fiancate, nella cosiddetta fase di lastratura sulle linee di assemblaggio, è stato realizzato mediante saldatura laser, come si vede dal collegamento fra le parti realizzato senza soluzione di continuità.

NULLA DA INVIDIARE A UN DIVANO
I sedili anteriori della Citroen DS4 sono morbidi e accoglienti e la particolare trapuntatura della pelle Pieno Fiore favorisce la traspirazione al contatto con la pelle. I dettagli di stile che caratterizzano la carrozzeria non mancano nemmeno negli interni, considerata l'originale forma dei poggiatesta, che ricordano dei guantoni da pugile e sono sellati con "bottoni" simili a quelli usati per i divani. I posti posteriori, nonostante il tetto spiovente da coupé, offrono spazio sufficiente in altezza per persone di statura media. Il padiglione semmai limita l'accessibilità al divanetto, complicata anche dalla ridotta luce offerta dal vano porta. Il bagagliaio, d'altra parte, si presenta con una buona capacità (385 litri) e la sfruttabilità dello spazio è garantita dalla forma regolare del vano, profondo e dotato di una torcia elettrica rimovibile sulla parete laterale. Sul fronte della visibilità si paga pegno alla linea affusolata, soprattutto nella vista posteriore attraverso il lunotto. I montanti sono massicci e limitano la visuale di tre quarti. Se non altro, in retromarcia vengono in aiuto i sensori di parcheggio, anche se una telecamera posteriore farebbe ancora più comodo. Un elemento distintivo della Citroen DS4, l'estensione del parabrezza verso il tetto, torna utile nelle soste al semaforo, quando si possono controllare le luci semplicemente alzando lo sguardo. Per ripararsi dal sole, d'altro canto, l'imperiale del tetto - il cui colore nero conferisce sportività, dando però l'impressione che manchi spazio sopra la testa e realizzando un accostamento insolito con le tonalità "calde" degli interni - può scorrere in maniera solidale alle alette parasole. Si ha poi a che fare con una caratteristica espressamente voluta dai progettisti e ricercata per sottolineare la voglia di coupé della DS4: i cristalli posteriori sono fissi e sacrificare la funzione in favore del design in questo caso può diventare alla lunga fastidioso. L'ultimo appunto lo riserviamo al sistema di info-navigazione tipico del Gruppo PSA, perché anche sulla DS4 si conferma un po' approssimativo nell'utilizzo, soprattutto per la mancanza del touchscreen e per la scarsa intuitività della logica che immette gli indirizzi nel navigatore.

BELLO STARE IN ALTO, MA NON LONTANI
Seduti al posto guida della DS4, si finisce per rimanere sempre troppo distanti dal volante, perché regolato il sedile in funzione delle gambe le braccia continuano ad essere molto distese, a causa della limitata escursione del piantone in profondità. A questo punto consigliamo di piegare un po' di più le gambe e avere un migliore controllo dello sterzo con le mani, condizione fondamentale nelle rapide manovre richieste nelle situazioni di emergenza. Niente da dichiarare, invece, per la regolazione in altezza del sedile, che rimane sempre troppo in alto, è vero, ma la linea di cintura e l'assetto rialzato della vettura fanno presto apprezzare un posto guida non infossato. Positivo il giudizio sulla pedaliera, realizzata in alluminio e rivestita con gommini antiscivolo. I pedali, d'altro canto, sono studiati anche per l'utilizzo tipico della guida sportiva, dove si apprezza l'ampia pedana di appoggio del piede sinistro sul passaruota e un carico omogeneo di frizione e freno, dal pedale non molto consistente ma modulabile. L'effetto frenante, in sé, è sopra la media, grazie soprattutto ai dischi anteriori da 340 mm di diametro. Lo sterzo, da parte sua, non è troppo sensibile a causa di un rapporto di demoltiplicazione piuttosto indiretto, ma la sua risposta convince comunque per la sincerità. Di questa taratura del comando risente soprattutto la fase di inserimento, che richiede un certo angolo volante per entrare in curva. Il feeling migliora in percorrenza e in uscita, perché il carico omogeneo permette di condurre le traiettorie ricevendo un buon feedback e sfruttando la linearità di comportamento in termini di progressione. La precisione, infine, s'intona alla taratura turistica del comando, che non si distingue quindi per l'accuratezza ai piccoli angoli o per il center feeling - parametro da collaudatori per deliberare il cosiddetto "vuoto al centro" - rigoroso. Al cambio va riconosciuto un azionamento morbido, che diventa gommoso solo nell'azionamento davvero veloce della guida più impegnata, che a onor del vero stona con la "missione" della DS4: la linea ricorda le coupé, d'accordo, ma l'impostazione generale è quella tipica di una vettura veloce ma non sportiva. In città si apprezza la leggerezza della frizione e si fa presto a fare l'abitudine al punto di stacco posto alla fine della sua corsa. Il pomello del cambio, infine, ha una forma perfettamente sferica molto piacevole da impugnare, eccezion fatta per gli inserti metallici che d'estate si arroventano.

200 CV E NON SENTIRLI
Guidando la Citroen DS4 ci si accorge ben presto di come il turbo non sia assolutamente di quelli tarati per dare calci nella schiena. Il suo intervento inizia a 1.500 giri/min, per conferire progressione e sostanza all'erogazione, mentre dai 2.500 giri/min la spinta si fa robusta, lasciando "intuire" i 200 CV di potenza massima di quest'unità a benzina (parente del 4 cilindri della MINI Cooper S). L'intuizione che la cavalleria sotto il cofano sia inferiore ai dati di targa è confermata anche dal sound del motore - dal timbro caratteristico, in realtà - che filtra nell'abitacolo quasi lo scarico fosse avvolto da cuscini. La cilindrata relativamente ridotta (1.598 cc) non si manifesta nemmeno in termini di elasticità, visto che anche in sesta da 40 km/h il propulsore riprende senza irregolarità di funzionamento o sussulti trasferiti alla trasmissione. Piuttosto, sono presenti reazioni allo sterzo sotto coppia nelle fasi di accelerazione, quando il turbocompressore fa sentire il suo apporto e il picco di 275 Nm si esprime già a 1.700 giri/min. Il comportamento su strada della DS4 è molto sicuro, grazie anche all'intervento puntuale e non invasivo del controllo elettronico di stabilità, che si riattiva automaticamente oltre i 50 km/h qualora lo si disinserisca. In ogni caso, la progettazione "passiva" dell'autotelaio - termine che gli ingegneri usano quando definiscono geometrie e tarature di sospensioni e sterzo prima di integrarli con gli ausili dell'elettronica - è sana e la vettura presenta reazioni sempre limitate. L'indole di questa francese eclettica aiuta dunque a sfruttare con facilità le prestazioni dichiarate (0-100 km/h in 7,9 secondi e velocità massima di 235 km/h). Pur essendo rialzato, in omaggio alla caratterizzazione SUV di questa hatchback, l'assetto della DS4 1.6 THP da 200 CV è ben frenato e riesce così a coniugare le capacità di assorbimento con il contenimento di rollio e beccheggio. Se la utilizzate "di coppia", passando subito ai rapporti lunghi del cambio, dalla DS4 otterrete una guida veloce che richiede un limitato impegno psico-fisico, sfruttando soprattutto la souplesse del suo propulsore. Complici gli pneumatici Michelin Pilot Sport 3 da 225/45 R18, per la già citata disponibilità del motore ai bassi giri il sottosterzo di potenza emerge solo esagerando con il gas in fase di percorrenza, mentre in inserimento l'avantreno imposta la traiettoria - come accennato in precedenza - senza essere messo in crisi dallo sterzo, non molto pronto ma proprio per questo ben accoppiato all'impostazione generale dell'autotelaio. Un ultimo cenno meritano i consumi: la percorrenza media durante il nostro test si è attestata sui 12 km/l, ottenuti guidando molto in autostrada e sulle strade secondarie, poco in città.

"CHIC" E PREMIUM, SFIDA LE TEDESCHE
La Citroen DS4 1.6 THP da 200 CV è insomma un'auto molto adatta a viaggiare veloci e con poco stress, con un surplus di stile, comfort e, in generale, esclusività dato dal look originale e dall'attenzione ai dettagli interni. Insomma, se avete intenzione di passare a una compatta premium ma non vi piacciono le tedesche, l'aspetto chic di questa francese potrebbe conquistarvi. A patto di non pretendere una precisione chirurgica alla guida o la comodità di certe Citroen del passato. E ricevendo in cambio, a prezzi allineati verso la fascia alta del segmento, una vettura anticonformista con cui recarsi all'aperitivo la sera, senza dover convivere con troppe rinunce funzionali.

[Fotografo: Federico Oddone]

Scheda Versione

Citroen DS4
Nome
DS4
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Citroen , auto europee


Listino Citroen DS4

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.6 VTi 120 Chic anteriore benzina 120 1.6 5 € 21.100

LISTINO

1.6 e-HDi 115 Fap Chic anteriore diesel 114 1.6 5 € 23.400

LISTINO

1.6 VTi 120 So Chic anteriore benzina 120 1.6 5 € 23.600

LISTINO

1.6 e-HDi 115 Fap Airdream ETG-6 Chic anteriore diesel 114 1.6 5 € 24.200

LISTINO

1.6 e-HDi 115 Airdream Fap So Chic anteriore diesel 114 1.6 5 € 25.900

LISTINO

1.6 THP 160 c.a.6 So Chic anteriore benzina 163 1.6 5 € 26.500

LISTINO

1.6 e-HDi 115 Fap Airdream Business anteriore diesel 114 1.6 5 € 26.650

LISTINO

1.6 e-HDi 115 Fap Airdream ETG-6 So Chic anteriore diesel 114 1.6 5 € 26.700

LISTINO

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