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pubblicato il 8 settembre 2011

Hyundai Veloster, la coupé con la porta in più

Confortevole, divertente, completa. Col turbo sarebbe perfetta, infatti...

Hyundai Veloster, la coupé con la porta in più
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Se in tempi di crisi nera un costruttore può permettersi di realizzare una vettura di nicchia tutta nuova, vuol dire che gli affari stanno andando a gonfie vele. Prendete Hyundai, uno dei marchi per l'appunto più "in forma" del momento, che con la Veloster ha dato libero sfogo alla fantasia dei progettisti prendendosi qualche anno di tempo (il concept fu presentato nel 2007) prima di sfornare una vettura che vuole essere concorrente all'altezza di Volkswagen Scirocco, Renault Mégane Coupé, Opel Astra GTC e mettiamoci pure la più piccola Honda CR-Z. Com'è la Hyundai Veloster? Diciamo che ci ha fatto divertire fra i "mitici" tornanti della Futa e che non le manca davvero nulla, tranne forse un motore un po' più potente, al quale pare che la Casa asiatica stia già lavorando. Il resto è questione di gusti o affezione a questo o quel marchio.

VELOSTER, L'ASIMMETRICA
Sulla strada, soprattutto nelle tinte più vivaci, la coupé asiatica è una vera e propria mosca bianca e anche se tanta audacia può dividere il pubblico, l'effetto che Hyundai voleva ottenere è proprio questo: originalità. Acquattata sulle quattro grandi ruote (l'altezza è di appena 1,39 cm), la Veloster suscita sorpresa da ogni angolazione la si guardi, tante sono sulla sua lamiera le scalfature e le feritoie immaginate nel centro stile tedesco, alcune posticce purtroppo come quelle sul cofano. Davanti si riconosce il più recente family feeling Hyundai dalla calandra esagonale, mentre il posteriore è la parte più originale, con un lunotto che si estende fin sul tetto tagliato a metà da uno spoiler e un diffusore con al centro un bel terminale di scarico sdoppiato che sembra trapiantato pari pari da una concept car, piuttosto che realizzato per una vettura di serie. Il "quid" in più della Hyundai Veloster è comunque la configurazione delle portiere "3+1": ce n'è solo una sul lato guida, mentre sul lato destro ci sono sia la anteriore che la posteriore. A prima vista si potrebbe non notare questa particolarità, tanto la portiera posteriore è stata ben "mimetizzata" nella silhouette della coreana.

SALIAMO A BORDO
Ma serve davvero questa terza porta? Diciamo che se non ci fosse, l'accesso al divano posteriore sarebbe parecchio più difficoltoso anche per i meno dotati in statura di quanto non lo sia così. Il padiglione infatti è molto basso e la soglia ridotta al minimo, quindi bisogna abbassare la testa, appoggiare le terga sul divano e ritirare le gambe, che hanno comunque spazio sufficiente. I più alti sono però costretti a fare molta attenzione a non battere il capo mentre salgono a bordo e possono toccare con facilità la testa sul cielo una volta che ci sono riusciti (soprattutto col tetto panoramico che sottrae 4,5 cm), mentre chi deve sedersi dietro il guidatore, sul lato "senza uscita", deve scorrere sul divano con la poco piacevole complicazione di dover scavalcare il vassoio portabibite/portaoggetti che divide il divanetto posteriore. Meglio sfruttare il sedile posteriore per i bambini, con o senza seggiolino, e godersi la Hyundai Veloster da protagonista, cioè al volante. Pur non sfoggiando materiali pregiati, l'abitacolo della coupé di Seoul infatti piace grazie ad un intelligente lavorazione delle superfici plastiche ed un design hi-tech che però non trascura le soluzioni pratiche, come un capiente svuotatasche alla base della consolle con ben due prese 12V, USB e jack o il pozzetto sotto il bracciolo. La posizione di guida non è esasperata come si potrebbe erroneamente intuire guardando la Veloster dal di fuori, ma rappresenta un giusto compromesso fra due necessità: usare la vettura quotidianamente e "sentirla" quando si può spingere un po' di più il piede sul gas. I sedili sono infatti sportivi ma non troppo sagomati e parcheggiare non è difficile, perché pure con un lunotto così particolare si riesce a percepire gli ingombri e quanto accade alle spalle. Rinunce? Una sola, poco grave: i rivestimenti sono di colore nero su tutte le versioni.

CON QUALCHE NM IN PIU'...
Nel nostro primo assaggio della Hyundai Veloster ci ha impressionato soprattutto la polivalenza di questa vettura, che riesce a far dimenticare parole come "rollio" e "sottosterzo": mantiene sempre una stabilità encomiabile anche esagerando volutamente nell'affrontare i tratti più tortuosi, ma sa anche digerire l'asfalto sconnesso con la stessa disinvoltura, risparmiando gli occupanti da rumori e vibrazioni grazie ad un'insonorizzazione impeccabile. Alla sensazione di fiducia che trasmette la nuova coupé coreana contribuiscono anche lo sterzo preciso e diretto, leggero quanto basta per non affaticare troppo le braccia, freni potenti e un cambio contrastato abbastanza per sentire l'innesto del rapporto, anche se avremmo preferito una leva del cambio qualche cm più avanzata. Per divertirsi davvero bisogna però imparare a conoscere a fondo il motore benzina 1.6 litri GDI a iniezione diretta da 140 CV e 167 Nm, che va tenuto a regimi alti, sopra i 4.000 giri, perché offra il meglio: con questa motorizzazione, l'unica finora disponibile, la Veloster raggiunge i 100 km/h in 9,7 secondi e 201 km/h di velocità massima, consumando in media 5,9 l/100 km. Prestazioni non male, ma l'impressione è che questo telaio possa fare molto, molto di più. Interessante è anche la possibilità di avere il cambio sequenziale a doppia frizione come optional, una trasmissione consona alla natura sportiveggiante della Veloster, che comunque il prossimo anno avrà una variante ancora più cattiva, grazie all'adozione di una motorizzazione turbo con una potenza superiore a 200 CV. Da segnalare per i più economi ed "ecoresponsabili" la disponibilità del pacchetto "Blue Drive", che comprende start/stop, gestione avanzata dell'alternatore, carenature inferiori del vano motore e pneumatici a ridotta resistenza al rotolamento, soluzioni che permettono di contenere i consumi a 5,6 l/100 km. Una opzione interessante che può completare una dotazione di base veramente ricca, offerta ad prezzo di listino che parte da 21.900 euro.

Scheda Versione

Hyundai Veloster
Nome
Veloster
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
3 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Hyundai , auto coreane


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