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pubblicato il 6 settembre 2011

Federauto al Governo: "Chiudetevi in Conclave"

I concessionari chiedono all'esecutivo un intervento rapido sulla crisi

Federauto al Governo: "Chiudetevi in Conclave"

Il politici italiani che siedono oggi in Parlamento dovrebbero fare come fecero i cardinali nel 1270 a Viterbo: chiudersi a chiave in aula finché non trovano un piano condiviso. L'urgenza per il mondo dell'auto è diventata così alta che Federauto ha ufficialmente invitato il Governo a seguire l'esempio di quell'evento storico che diede vita alla parola "Conclave", cioè "cum clave" (chiuso a chiave) perché i viterbesi, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale affinché proclamassero in fretta il nuovo Papa. "Con la volontà di lanciare un'idea costruttiva chiediamo al Governo di isolarsi, di togliere telefonini e altri strumenti elettronici ai convenuti e ritirarsi in un luogo inaccessibile senza contatti con l'esterno e senza che vari personaggi rilascino continue dichiarazioni ufficiali o ufficiose che siano", dice Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali.

BASTA A CONDONI FISCALI O EDILIZI, SERVE ALTRO
La provocazione esprime bene l'urgenza del momento. Sono mesi, se non anni, che la crisi ha messo in ginocchio le immatricolazioni in Italia e quindi le entrate dei concessionari, che rappresentano insieme al resto della filiera auto una buona parte del PIL nazionale (il comparto della mobilità fattura il 12% del PIL e interessa, nella sua globalità allargata, 1.600.000 lavoratori). Quello che serve, ricorda Pavan Bernacchi è "una manovra seria e conclusiva che rassicuri i mercati internazionali e porti il Paese fuori dalla pericolosa strada nel quale si trova. Il continuo balletto di notizie cui stiamo assistendo, con proposte lanciate e continuamente modificate, ritirate, messe in discussione, non aiuta nessuno e fa perdere ulteriormente fiducia nel mondo politico. E' il momento di scelte difficili, impopolari, ma se saranno eque, proporzionali, ferme e presentate in un pacchetto organico, gli italiani sapranno apprezzarlo. E' il momento di dire basta a condoni fiscali o edilizi, ma di costruire un Paese diverso. La crisi potrebbe aiutarci, paradossalmente, a raggiungere questo obiettivo".

ALCUNI SUGGERIMENTI
In questo momento "tragico" per l'Italia e l'economia globale, come dice Pavan Bernacchi, serve una manovra il più possibile condivisa ma, soprattutto definita e definitiva, per questo l'augurio è che il Governo "sappia ripartire lo sforzo richiesto alle varie categorie in egual misura, applicando il principio di proporzionalità 'chi più ha, deve dare di più'". Tra le scelte possibili si auspica la soppressione delle Province, il rimaneggiamento delle pensioni, l'eliminazione del doppio costo della Motorizzazione e del PRA, l'abbattimento dei costi della politica e l'avvio di una guerra agli evasori totali. "Lì sì che ci sono somme importanti da recuperare, togliendo nel contempo la possibilità ai soliti furbi di attuare una concorrenza sleale", dice il Presidente di Federauto, augurandosi che non si aumenti l'IVA, perché si comprometterebbero ancor di più i consumi. C'è poi l'argomento Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), che ci si augura il buon senso non faccia aumentare. In alternativa si invita il Governo ad adottare quanto condiviso con gli attori dell'auto nell'apposito tavolo, perché aumentare questa imposta fino all'80% sarebbe profondamente ingiusto, soprattutto per i ceti più deboli che acquistano utilitarie.

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Tag: Attualità , immatricolazioni


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