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pubblicato il 31 agosto 2011

La filiera dell'auto si schiera contro l'IPT

Una soluzione alternativa va trovata. I rischi di crisi sono troppo alti

La filiera dell'auto si schiera contro l'IPT

Costruttori e concessionari si uniscono per dire no all'IPT. Le Associazioni che rappresentano l'intera filiera, ovvero ANFIA, ANIASA, ASSILEA, FEDERAUTO e UNRAE, hanno appena trasmesso un comunicato congiunto in cui chiedono al governo di rimuovere dalla manovra in discussione la disposizione che modifica l'IPT, l'imposta provinciale di trascrizione che si paga sui passaggi di proprietà e che alimenta le casse delle Province, perché questo provvedimento - spiegano - "oltre che sul mercato, avrà un sensibile impatto anche sugli automobilisti, considerato che nel solo settore delle autovetture, tra vendite di veicoli nuovi e passaggi di proprietà di usati, vengono annualmente effettuate circa 5 milioni di operazioni, e l'aumento medio derivato dalla nuova formulazione della norma sarà di circa il 50%, pari a poco meno di 1,5 miliardi di euro".

FORTI PERPLESSITA'
Sono mesi che la filiera dell'auto lamenta forti perplessità circa la decisione del governo di modificare l'IPT. Il rischio, sottolineano tutte le sigle, è che ci sia un raddoppio dell'attuale tariffa. "Se la norma dovesse essere approvata definitivamente, si avrebbe un'imposizione fiscale che rischia di deprimere ulteriormente il mercato dell'auto, oltre che comprimere le entrate sul fronte dell'IVA, già diminuite di quasi 2 miliardi rispetto al 2008", si legge nel comunicato. C'è poi da considerare il contesto. Da mesi il settore è oggetto di altri interventi fiscali, pensiamo alle nuove tasse sulla benzina e all'introduzione del superbollo. "Si tratta, quindi, dell'ennesimo duro 'colpo' per il comparto dell'auto, che più di ogni altro contribuisce in termini occupazionali, economici e finanziari al Sistema-Paese".

UNA SOLUZIONE VA TROVATA
Di fronte al concreto rischio che la manovra abbia pericolosi effetti negativi sulle vendite di veicoli nuovi e usati, le Associazioni di categoria auspicano che possa essere trovata un'adeguata soluzione, in linea con l'ordine del giorno accolto nel luglio scorso dal Governo, con un impegno ufficiale a non dare seguito alla revisione parziale dell'IPT, in attesa di una riforma complessiva prevista con la Legge di Stabilità. "E' in corso la disamina degli emendamenti in Commissione Bilancio del Senato - spiegano -: come operatori del comparto ci auguriamo che Parlamento e Governo possano addivenire ad una soluzione equa e condivisa della problematica IPT, in un'ottica di equilibrio finanziario e stimolo alla ripresa economica".

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Tag: Attualità , ipt


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