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Mercato

pubblicato il 29 agosto 2011

Il 2011 sarà rosso per 1 concessionario su 2

La crisi delle vendite fa temere un anno molto negativo per il 40-50% dei dealer

Il 2011 sarà rosso per 1 concessionario su 2

Il mercato dell'auto soffre e la crisi che ha colpito il settore in Italia si aggrava. A confermare lo scenario preoccupante sono i dati appena resi noti da ItaliaBilanci che ha classificato i rendiconti contabili ufficiali di 2.170 concessionarie del 2009, ultimo anno disponibile per intero. Come si legge su IlSole24Ore nonostante proprio il 2009 sia stato l'anno sostenuto dagli incentivi statali la perdita netta media è stata di circa 60mila euro e per il 2010 ci si aspetta un buco compreso tra gli 80 e i 90mila euro. Al di là comunque dei numeri, come ci ha detto Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari dei marchi commercializzati in Italia, la percentuale di dealer che nel 2010 ha dichiarato una perdita è stata di circa il 40%. E questa porzione è destinata ad aumentare: quest'anno un concessionario su due potrebbe chiudere in rosso.

UN 2011 DA DIMENTICARE
Anche quest'anno la crisi delle immatricolazioni è stata sotto gli occhi di tutti. Basta ricordare l'ultimo mese di luglio, quando il crollo storico delle vendite (-10,7% su base annua) ha riportato il Paese indietro di quasi vent'anni (nel 1983 furono immatricolate 127.193 vetture). Solo il primo semestre dell'anno si è chiuso a 1.012.849 immatricolazioni (-13,1%) e questo trend negativo avrà delle ripercussioni fino a fine anno, quando circa tre quarti della rete avrà i conti in rosso. Sull'identikit dei dealer più colpiti Pavan Bernacchi non ha dubbi: è difficile fare una stima perché molto dipende dalle capacità dei singoli imprenditori. Certo le aziende più grandi si trovano ad affrontare le perdite più consistenti, ma in molti casi si sono già ridimensionate riducendo i costi anche attraverso i tagli del personale. E' inoltre non stimabile una differenziazione a livello geografico. Non si può dire se saranno più colpite le aziende del Sud o quelle del Nord o del Centro, perché le realtà imprenditoriali nel settore auto italiano sono equamente presenti nel territorio nazionale.

COSA SERVE ADESSO
Per risollevare le vendite e dare ossigeno alla rete di vendita, secondo Pavan Bernacchi, sarebbe utile un doppio aiuto da parte delle singole case: da un lato, come ci aveva già detto in occasione del Dealer Day, sarebbe importante che i costruttori non richiedessero ai dealer di investire adesso nelle infrastrutture (cioè di fare lavori in concessionaria); dall'altro, occorrerebbe che riducessero la produzione per non riempire i piazzali dei concessionari di auto, difficili da vendere in questo momento. C'è poi il capitolo tasse. "Ora che i problemi finanziari del Paese si sono aggravati, non è più tempo di chiedere aiuti al Governo perché è il sistema che con queste regole non regge più - ha detto Filippo Pavan Bernacchi a IlSole24Ore - Il modello di business va cambiato. Ma non aiutano le scelte del Governo, come l'inasprimento dell'IPT (imposta provinciale di trascrizione, ndr), che definirei un porcellum come la famosa legge elettorale Calderoli, definita una 'porcata' dal suo stesso autore. Quante 'porcate' potrà sopportare ancora l'automotive, asset portante della nostra economia? Confido in un ripensamento sull'IPT".

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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