dalla Home

Test

pubblicato il 27 agosto 2011

Mazda2 1.3 75 CV Trendy

Agile grazie alle ridotte dimensioni, convince alla guida per assetto e cambio. Meno per il motore

Mazda2 1.3 75 CV Trendy
Galleria fotografica - Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il TestGalleria fotografica - Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 1
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 2
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 3
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 4
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 5
  • Mazda2 1.3 75 CV Trendy - Il Test - anteprima 6

Si sente parlare dappertutto di crisi economica e certo le automobili non sono, in casi come questi, il bene di consumo di cui poter discutere più a cuor leggero. O almeno non tutte. La prova su strada della Mazda2 1.3 75 CV Trendy a 5 porte - motorizzazione d'accesso e allestimento intermedio del listino, con un prezzo di 14.150 euro di partenza - presenta infatti l'occasione per rivalutare le utilitarie che definiremmo "equilibrate", perché di dimensioni inferiori ai 4 metri di lunghezza (392 cm, per l'esattezza) per ridurre peso e dunque consumi, seguendo una filosofia sposata nel 2008 proprio dalla piccola giapponese. La validità di questo "credo" tecnico è confermata poi dalla presenza, sotto i 4 metri, di molte altre concorrenti di segmento B, anche recentemente rinnovante: si va dalle europee C3 (394 cm), Fiesta (395 cm) - con cui la Mazda2 condivide la piattaforma - alle connazionali nipponiche Jazz (390 cm), Micra (378 cm), Swift (385 cm), Yaris (378 cm), passando per l'italiana (seppur fuori target in quanto prodotto premium) Ypsilon (384 cm).

MOSTRA UN PROFILO DINAMICO
La nascita della seconda serie della Mazda2 portò all'assegnazione del premio World Car Of The Year 2008, proprio per la progettazione controcorrente rispetto ai costruttori impegnati a rispettare l'equazione "nuova generazione = maggiori dimensioni". Del modello soggetto a restyling nel 2010, la vettura del nostro test ripresenta il look della calandra (più affilata rispetto al debutto) e dei cerchi in lega  - con pneumatici da 185/55 R15 - di disegno aggiornato al family feeling della Casa di Hiroshima, una grafica ridefinita per il quadro strumenti, modanature in nero lucido per la consolle centrale e un cassetto portaoggetti riprogettato. Soffermando lo sguardo sull'aspetto esterno, l'elemento di stile più evidente sulla carrozzeria emerge nella vista laterale, dove il trattamento delle superfici nel parafango anteriore e nelle portiere movimenta le linee, sfruttando a proprio favore i giochi di luce e ombra e i riflessi dell'ambiente circostante. La bassa linea di cintura e i montanti non invadenti, inoltre, definiscono un rapporto tra "vetro e metallo" non sbilanciato verso quest'ultimo, con conseguenti benefici in termini di visibilità (sia in marcia che da fermi).

L'APPREZZI QUANDO E' IL MOMENTO DI CAMBIARE
L'accesso all'abitacolo della Mazda2, in configurazione a 5 porte, è agevole, grazie alla buona luce ottenuta all'apertura delle portiere e al posizionamento in altezza dei sedili anteriori e del divanetto posteriore. I tessuti di rivestimento (altro retaggio degli interventi apportati nel restyling) rispettano l'impostazione del costruttore nipponico per i suoi prodotti più recenti (come la multispazio Mazda5, di cui potete leggere il test): i sostegni laterali di sedute e schienali non sono troppo pronunciati e racchiudono l'imbottitura centrale realizzata con trapuntatura verticale, delimitata da cadenini intonati alla tinta esterna di carrozzeria. Il sostegno offerto anche dopo ore al volante è valido, pur essendo più "morbido" dello standard di realizzazione delle auto europee. Una volta seduti al posto guida, ci si scontra subito con l'impossibilità di regolare in profondità il piantone del volante (ma solo in altezza, come il sedile), che si fa però apprezzare per il diametro ridotto e la buona impugnatura. L'aspetto ergonomico più funzionale è dato dal posizionamento rialzato della leva del cambio a 5 marce, sempre ben raggiungibile e davvero piacevole da manovrare, sia per le corse d'innesto e selezione ridotte che per i carichi di azionamento ben definiti. In altre parole, la trasmissione è un punto di forza di questa segmento B, nel pieno rispetto della tradizione Mazda. Anche la plancetta sul pannello porta, alzavetri e retrovisori elettrici, non abbandona le - questa volta cattive - abitudini dei costruttori del Sol Levante, perché presenta l'illuminazione solo per l'interruttore del cristallo lato conducente, rendendo invisibile di notte il resto dei comandi. D'altro canto, la disposizione delle leve devioluci, del pulsante per disattivare il controllo elettronico di stabilità (di serie) e delle manopole della climatizzazione rende intuitivo l'utilizzo quotidiano della Mazda2 dotata, nell'allestimento Trendy da noi provato, anche di impianto audio CD/mp3 con 4 altoparlanti, comandi remoti al volante e connessione Aux per dispositivi esterni (posta sul tunnel centrale). Allineata alla media delle concorrenti la capacità di carico, variabile tra 250 e 787 litri di capienza, a seconda della configurazione scelta per gli schienali posteriori, abbattibili sul divanetto con un gesto semplice, come però è l'architettura ricavabile per gli interni: non sono infatti previsti i meccanismi di scorrimento o ribaltamento delle utilitarie più recenti che amplifichino la versatilità.

FORTE DEL SUO EQUILIBRIO, NON DISDEGNA LE CURVE
Lo sterzo della Mazda2 1.3 a benzina si dimostra essere sempre leggero, ma ciò non inficia la precisione grazie al carico omogeneo. In ottica più prestazionale, dal comando ci si può sicuramente aspettare di più in termini di prontezza, ma contestualizzando la risposta agli input del volante alla categoria di appartenenza della vettura si converge soprattutto su come la dinamica del veicolo sia ben bilanciata. Anche l'intervento dell'ESC, in questo senso, è puntuale e non troppo conservativo nel tenere a bada la stabilità del retrotreno, ma disattivandolo si scopre come l'assetto della Mazda2 sia divertente, lasciando ai piloti più smaliziati la sensazione di avere a che fare con un'automobile soprattutto agile. La taratura di molle e ammortizzatori è orientata al comfort, ma i moti di rollio e beccheggio sono accettabili, come apprezzabile è la capacità di assorbimento delle sconnessioni stradali. Al piacere di guida "genuino" di questa piccola giapponese, riassunto soprattutto dalla manovrabilità del cambio e dall'assetto turistico ma "composto", non concorre però il motore a benzina 4 cilindri di 1.349 cc e 75 CV, disponibile peraltro anche con 84 CV e 122 Nm a 3.500 giri/min. Nonostante il peso dichiarato a secco della vettura sia di 960 kg, la coppia di 119 Nm a 3.500 giri/min fatica a far sentire il suo contributo (anche a causa dell'omologazione antinquinamento Euro5, che sacrifica rispetto ai piccoli aspirati del passato le prestazioni in favore delle emissioni), vanificando le aspettative degli automobilisti più sportivi, generate - non a torto - dalla ridotta massa dell'autotelaio. Le percorrenze medie ottenute nel corso del test oscillano invece intorno ai 13-15 km/l, a seguito di un utilizzo misto (urbano, extraurbano e autostradale) che ha evidenziato il funzionamento regolare e silenzioso dell'unità propulsiva.

MA IL SUO COMPAGNO IDEALE E' IL 1.6 TD
Alla luce delle impressioni raccolte al termine della prova della Mazda2 1.3 75 CV Trendy, pensiamo che le sue doti di compattezza e leggerezza la facciano ben figurare anche rispetto alle piccole di maggiori dimensioni o dai gadget tecnologici più sofisticati (manca un sistema di infotainment al passo coi tempi e integrato nella plancia). Si dimostra meno adatta solo a chi voglia più spazio nel bagagliaio e maggiore versatilità nell'abitacolo, senza essere costretti ad acquistare un'auto più ingombrante. Ma se decidete di spendere i 3.650 euro che dividono la motorizzazione oggetto del nostro test da quella dotata del 1.6 turbodiesel da 95 CV (17.800 euro), avrete trovato una piccola dal giusto compromesso fra prestazioni, efficienza e praticità. 

[Fotografo: Federico Oddone]

Autore:

Tag: Test , auto giapponesi


Top