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pubblicato il 23 agosto 2011

Chi ha paura della Volkswagen Up!?

I punti di forza di un progetto e di un’auto che lancia la sua sfida tra le piccole

Chi ha paura della Volkswagen Up!?
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La risposta è tutti. Perché è una Volkswagen, perché è una piccola destinata a fare grandi volumi anche con i marchi Seat e Skoda e perché la nuova nata di Wolfsburg ha tante frecce nel suo arco che ne fanno un progetto vincente dal punto di vista del prodotto e industriale. E ora vi spieghiamo perché.

FATTA PER GUADAGNARE
Cominciamo dal primo capitolo: i costi e i margini. Volkswagen punta a costruire 600mila auto nello stabilimento di Bratislava ripartito per i tre marchi e questi volumi fanno già paura perché, giusto per citare un'altra celebre tripletta come quella di C1/107/Aygo, i concorrenti vendono la metà esatta e hanno marchi che valgono di meno in termini di posizionamento e premium price. Sarà questa infatti l'arma in più della Volkswagen Up! Altre piccole condivise infatti non potranno vantare i vantaggi della Up e delle sue sorelline. La Volkswagen prima di tutto potrà godere della stessa aura che riveste come una patina invisibile Polo e Golf le quali riescono ad essere leader o quasi nei rispettivi segmenti, ma soprattutto ad avere prezzi medi di acquisto più alti rispetto alle concorrenti.

MANOVRA AVVOLGENTE CON TRE MARCHI
La Up potrà inoltre contare sull'esperienza della Lupo, nata come cittadina e diventata una piccola auto di lusso. A questo si aggiunge il fatto che, nelle fasce più basse ci penseranno Seat e Skoda a fare il lavoro. La spagnola ha alle spalle l'esperienza positiva della Arosa e un bisogno disperato di aumentare i propri volumi. La ceca invece ha un'ulteriore opportunità di aumentare il proprio successo e allargare verso il basso la propria gamma. Tutti i marchi coinvolti hanno dunque buone ragioni per spingere e sfruttare tutte le potenzialità commerciali della loro nuova piccola secondo le rispettive specificità con il privilegio da parte della casa madre di poter fare maggiori profitti grazie a un posizionamento più elevato di prezzo, ma sempre con un occhio ai margini, fattore molto critico su questa fascia di veicoli. È per questo che Martin Winterkorn e Ferdinand Piech, dopo aver pensato la Up! con il motore e la trazione posteriori, hanno ripiegato su una soluzione più tradizionale. Per gente che non ha paura di alcuna sfida tecnica è una decisione che la dice lunga.

DAL CENTRO DELL'EUROPA
Altro fattore di competitività deriverà dalla sede della produzione. La Slovacchia è una soluzione logistica che offre un ottimo compromesso tra basso costo del lavoro e logistica verso i mercati europei. Una scelta analoga a quella del già citato trio Citroen-Peugeot-Toyota (Kolin, Repubblica Ceca) pronto a ripartire nel 2013 con un nuovo prodotto, simile a quella della Renault per la Twingo - Novo Mesto, in Slovenia, ma con volumi nettamente inferiori - e della Fiat che però si appresta a produrre la nuova Panda a Pomigliano d'Arco invece che a Tichy. Questo fa supporre che i costi di produzione del nuovo modello Fiat saranno meno competitivi che in precedenza con l'unico vantaggio che sulla stessa piattaforma in Polonia continueranno ad essere prodotte la 500 e la Ford Ka, almeno fino a quando la casa americana non deciderà di farsi la propria piccola tutta in casa. La nuova Panda inoltre avrà solo 5 porte per non pestare i piedi alla 500 mentre la UP! potrà contare su due varianti di carrozzeria differenziate per numero di porte, ma anche per dimensioni e forme, in definitiva dunque anche per destinazione.

AMERICANI E COREANI PREPARANO LE CONTROMOSSE
Anche l'altra americana, la General Motors, deve sistemare alcuni assetti in Europa. Chevrolet ha la nuova Spark, Opel ha la Agila prodotta in Ungheria con Suzuki, alleata di Volkswagen in un rapporto che si sta dimostrando molto più complicato di quanto si prevedesse. Quello che dunque sembrava un divorzio su tutta la linea tra il costruttore USA e quello giapponese potrebbe avere un ritorno di fiamma su progetti specifici. Circostanza tuttavia alquanto improbabile visto che GM si è equipaggiata di una piattaforma da usare su base globale e si parla di produrre persino una Chevrolet in Europa, logico che si tratti della Spark insieme al nuovo modello Opel. A questo proposito, non è chiaro se ne sarà solo uno con un posizionamento premium - la famosa Junior - o invece ce ne sarà un altro a raccogliere l'eredità da manovale della Agila. Più logico che la differenziazione tra posizionamenti avvenga tra Opel e Chevrolet proprio per contrattaccare alla manovra avvolgente di Volkswagen con la Up!. E i coreani? C'è la nuova Kia Picanto, si attende la prossima i10 ed entrambe si annunciano decisamente pericolose per lo stile e i contenuti di prodotto, ma il posizionamento dei due marchi, nonostante gli sforzi di differenziazione, appaiono ancora troppo vicini perché facciano gioco di squadra.

PRODOTTO POLIMORFO, PRONTO PER IL FUTURO
E arriviamo infine al prodotto, vera religione di Wolfsburg. La Up! nasce su un pianale specifico dotato di elevata modularità per farne non solo una 3 porte compatta, ma anche una 5 porte con carrozzeria quasi monovolume come dimostra la successione dei concept dal 2007 in poi della quale fa parte la Space Up!. Il progetto inoltre nasce per ospitare più forme di propulsione, compreso l'elettrico che vedremo già nel 2013. Se i costi lo permetteranno, Volkswagen ha pronto anche un ibrido con un Diesel bicilindrico di 800 cc ottenuto tagliando l'1,6 litri in due mentre più fattibile appare un bicilindrico turbo di 900 cc, anche questo ottenuto dividendo in due un'unità ben nota: il 4 cilindri 1,8 litri TSI. Logico supporre che anche questo inedito motore potrebbe essere parte di un sistema ibrido che prevede di base l'accoppiamento con un motore elettrico e il cambio DSG a 7 rapporti. E che il bicilindrico piaccia molto a Winterkorn e ai suoi tecnici lo dicono anche le dichiarazioni di apprezzamento fatte per il TwinAir Fiat, anch'esso destinato a diventare ibrido con un cambio a doppia frizione. Da tempo si favoleggia anche di un bicilindrico di 800 cc studiato da Yamaha per Toyota, ma le notizie dal Giappone non sono mai arrivate copiose, figuriamoci per progetti come questi. Fatto sta che la Up! ha già al debutto una gamma motori al vertice per consumi ed emissioni promettendo di rilanciare a breve con forme di propulsione ancora più avanzate e pulite. Se anche per queste la Up! farà contare le proprie economie di scala e il suo posizionamento, la Up! farà preoccupare ancora di più i concorrenti.

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Scheda Versione

Volkswagen up!
Nome
up!
Anno
2011 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
citycar
Carrozzeria
2 volumi
Porte
3 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Volkswagen , auto europee , francoforte


Listino Volkswagen up!

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.0 60cv take up! anteriore benzina 60 1.0 4 € 11.150

LISTINO

1.0 60cv move up! anteriore benzina 60 1.0 4 € 12.400

LISTINO

1.0 44kW club up! anteriore benzina 60 1.0 4 € 12.900

LISTINO

1.0 75cv move up! anteriore benzina 75 1.0 4 € 12.950

LISTINO

1.0 60cv move up! ASG anteriore benzina 60 1.0 4 € 13.200

LISTINO

1.0 55kW club up! anteriore benzina 75 1.0 4 € 13.450

LISTINO

1.0 44kW club up! ASG anteriore benzina 60 1.0 4 € 13.700

LISTINO

1.0 68cv eco up! take up! BMT anteriore metano 68 1.0 4 € 13.750

LISTINO

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