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pubblicato il 12 agosto 2011

Caro carburanti: la Procura di Palermo indaga

I magistrati siciliani si muovono poco dopo l’esposto del Codacons

Caro carburanti: la Procura di Palermo indaga

E' la prima risposta delle 104 Procure della Repubblica cui il Codacons ha fatto esposto per richiedere il sequestro dei carburanti con sospetto reato di aggiotaggio. I beni in questione sono la benzina, il gasolio, il GPL e la Magistratura che indaga è quella di Palermo, per l'ipotesi di reato in manovre speculative, riferito ai rincari sul mercato interno. In merito ai mancati ribassi dei carburanti rispetto alla perdita di quotazione del greggio, di cui abbiamo parlato in questo articolo, le associazioni avevano invece preso di mira i carburanti depositati presso i grossisti, responsabili in questo modo del mantenimento dei prezzi "alla pompa" su livelli fuori mercato.

Il procuratore aggiunto Nino Gatto ha aperto un'inchiesta sulla base dell'articolo 501/bis del Codice Penale, che recita come chi "compie manovre speculative, ovvero occulte, accaparra o incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo attuo a determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno, sia punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, e con la multa da 516 a 25.826 euro". Nel caso specifico il fenomeno riguarderebbe tutta la filiera, con a monte le società petrolifere a tenere artificiosamente alti i prezzi a fini speculativi, a maggior ragione in corrispondenza del periodo di esodo vacanziero degli italiani.

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Tag: Attualità , carburanti


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