Mercato

pubblicato il 12 agosto 2011

Opel e Chevrolet all’attacco

Posizionamenti sempre più distanti per una General Motors sempre più forte

Opel e Chevrolet all’attacco

Una Opel posizionata più in alto per fare più spazio a Chevrolet, che presto potrebbe avere anche un sito produttivo in Europa. Sono queste le linee strategiche della rediviva General Motors per il Vecchio Continente che sarà sempre di più un mercato marginale, ma che ricopre sempre un'importanza strategica per qualsiasi costruttore.

RILANCIARE OPEL, SISTEMARE CHEVROLET
Il CEO Dan Akerson ha illustrato le linee guida del gruppo, tornato ad essere il numero uno nel primo semestre del 2011, insieme al responsabile marketing, Joel Ewanick, nel corso di un incontro dedicato agli analisti a Detroit. I concetti sono i medesimi espressi da Wayne Brannon lo scorso anno, nel momento in cui il CEO di Chevrolet Europe ha presentato gli ambiziosi programmi del marchio portante di GM, ma allora non era ancora chiara quale fosse la sorte di Opel dopo la vendita saltata al consorzio canado-russo Magna-Sberbank, il mancato aiuto del governo tedesco, il rilancio sui mercati sui nuovi modelli e il rosso in bilancio mentre la casa madre macinava utili su utili.

CHEVROLET DA FARE ANCHE IN EUROPA
La grande novità è che Akerson non esclude di produrre Chevrolet in Europa - ma non dice a partire da quando - per supportare la crescita del marchio portate di GM verso la quota del 3% nel 2012 e del 5% nel 2016 pari a un milione di unità dall'attuale 2,5%. Una necessità che sembra del tutto ineludibile visto l'obiettivo strategico, il fatto che la maggior parte delle Chevrolet provengano dalla Corea (il resto da USA e Russia) e anche l'ottimizzazione degli impianti produttivi in Europa.

OPEL ANTIECONOMICA. DA SOLA...
Opel infatti, come marchio solo europeo, è decisamente antieconomico visto che ha perso dal 1999 ad oggi 14,5 miliardi di dollari e pesa per il 13% delle vendite di GM mentre la Croce Dorata è al 61% e punta al 65% grazie al suo carattere globale, che l'altra si deve conquistare guadagnando contemporaneamente almeno un paio di punti di quota di mercato nel Vecchio Continente. Se dunque il Fulmine e Chevrolet appaiono sempre più concorrenti sul mercato, i vertici di GM non solo vogliono che siano viceversa sempre più complementari, ma anche che dietro le quinte ci sia una condivisione di piattaforme, motori e componenti sempre più stretta. E questo renderà possibile anche condividere stabilimenti. Per le congiungere e rendere complementari le strategie c'è invece Nick Reilly già al lavoro.

SI COMINCIA DALLA PICCOLA
La nuova Malibu, ad esempio, avrà la piattaforma Epsilon II della Insignia, la Cruze sfrutta già la Delta II dell'Astra e la prossima Corsa abbandonerà quella sviluppata con Fiat e sfrutterà invece la Gamma II della nuova Aveo. La Opel poi ha da rimpiazzare la Agila facendo a meno della Suzuki e potrebbe essere dunque questo il punto di partenza per produrre Opel e Chevrolet in Europa, nello stesso stabilimento. Non è chiaro ancora se la piccola premium annunciata da Rüsselsheim sia lo sostituta dell'Agila, ma è probabile che sia così dando alla Spark maggiore spazio e maggiore forza sul mercato.

LOTTA DI POSIZIONE PER LA PRIMA POSIZIONE
GM raggiungerebbe così un altro obiettivo: posizionare più in alto Opel mandandola all'attacco frontale con Volkswagen. Cosa già iniziata visto che la Insignia ha battuto la Passat e l'Astra, pur non riuscendo a scalfire il dominio della Golf, l'ha costretta a reagire facendo sconti. L'arrivo della Up! (o Lupo...) sarebbe il prossimo punto di scontro. In soldoni: alla Opel toccherà occuparsi di Volkswagen e a Chevrolet di Skoda. Vedremo se il gruppo di Wolfsburg saprà resistere all'attacco che viene da Detroit, ma con basi sparse in tutto il mondo, Cina compresa. Senza dimenticare l'offensiva che Winterkorn & C. hanno già lanciato in Nordamerica, in casa del nemico, con la Passat prodotta a Chattanooga. In gioco è il gradino più alto delle vendite che GM ha da poco ripreso e non vuole certo lasciare.

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