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pubblicato il 3 agosto 2011

Marchionne: "Entro 5 anni potrei andarmene"

L'ad spara a zero sul governo e anticipa l'identikit del suo successore

Marchionne: "Entro 5 anni potrei andarmene"

Sergio Marchionne potrebbe lasciare le redini del Gruppo Fiat e di quello Chrysler tra cinque anni. Lui non vuole che ci si focalizzi su una data ben precisa, ma ai giornalisti che a margine di un discorso a Treverse City in Michigan gli hanno chiesto chi sarà il suo successore ha detto: "Ho sempre detto che credo il mio successore debba venire dall'interno". Un'affermazione che più tardi un portavoce ha liquidato come "battuta". Ad ogni modo, in occasione del Car, il Center for Automotive Research dedicato al futuro del rapporto tra Fiat e Chrysler, l'ad ha ribadito che la fusione tra i due gruppi è necessaria e inevitabile ad ha anche commentato aspramente la situazione economico/politica italiana.

NON POSSIAMO ESSERE IMPREPARATI ALLA CINA
Secondo Sergio Marchionne "il tempo sta per scadere per tutte le case automobilistiche europee", ma anche quelle americane devono stare attente. Dalla Cina arrivano rivali sempre più competitivi e il 59enne ad prevede che l'offensiva sarà molto forte. Per questo non si può essere impreparati. "Abbiamo bisogno di continuare a lavorare per rendere la nostra base industriale più competitiva perché il giorno della resa dei conti arriverà inevitabilmente", ha detto all'ANSA, ricordando che insieme Fiat e Chrysler potranno competere a livello globale con sei milioni di veicoli venduti entro il 2014.

IL NOSTRO PAESE HA UN "GRANDE PROBLEMA DI CREDIBILITA'"
L'intervista all'ANSA è stata anche l'occasione per Sergio Marchionne di commentare la situazione politico/economico dell'Italia. Di fronte alla recente dichiarazione del Presidente Napolitano circa la coesione delle forze politiche ha detto: "Sto con Giorgio Napolitano: è arrivato il momento della coesione. Non ci possiamo più permettere questa confusione. E' necessario avere una leadership più forte che ridia credibilità al Paese". Secondo il manager italo-canadese "abbiamo un grande problema di credibilità del Paese. Serve una leadership in grado di recuperale la coesione - ha aggiunto -. Sono d'accordo con il Capo dello Stato. Ovviamente non tocca a me fare nomi, non è il mio mestiere. Ma il mondo non capisce la nostra confusione, non capisce cosa accade in Italia e tutto ciò ci danneggia moltissimo".

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Tag: Attualità , auto europee , detroit , torino


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