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Retrospettive

pubblicato il 7 agosto 2011

Stirling Moss, secondo ma felice

Il baronetto inglese non vinse il mondiale di F1, consolandosi alla Mille Miglia e a Le Mans

Stirling Moss, secondo ma felice
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Per certi versi potrebbe guardare indietro e giudicare la sua carriera con la sola (anche se importante) vittoria che gli manca, quella del mondiale di Formula 1. Stirling Moss, o meglio, Sir Stirling Craufurd Moss - come bisognerebbe chiamarlo dalla nomina a baronetto, conferitagli nel 2000 - ha dimostrato però di vivere per le emozioni che un'auto da corsa può regalare quando sei tu dietro il volante, a condurla al limite. A prescindere dalle vittorie. E a dispetto del pericolo. La sua recente decisione di "appendere il casco al chiodo", all'età di 81 anni, è dunque l'occasione per rivivere le esperienze del pilota londinese, dalla prima gara del 1948 al giorno dello scorso maggio in cui, a Le Mans, ha deciso di abbandonare.

FAIR PLAY IN F1, RECORD ALLA MILLE MIGLIA
Analizzando il rapporto di Moss con la massima serie, assecondiamo l'orgoglio del pilota nato a Londra nel 1929 citando il titolo vinto virtualmente nel 1958. All'ultimo Gran Premio, in Portogallo, Mike Hawthorn (su Ferrari) fu infatti squalificato per guida "non regolamentare", laureando di fatto Stirling Moss campione del mondo. Ma fu proprio Moss a fare in modo che la squalifica del rivale fosse revocata - come poi avvenne - lasciando così a Hawthorn la gloria degli annali e passando alla storia come pilota dal fair play fuori del comune. Nonostante i quattro secondi posti finali nelle classifiche del circus della Formula 1 (oltre al 1958, ottenne la piazza d'onore anche nel 1955, 1956, 1957), il rispetto dei colleghi e della critica venne in ogni caso conquistato con grandi prestazioni nelle varie categorie Formula, sulle vetture Sport e nelle gare Endurance, come la Mille Miglia. Fu proprio una vittoria alla Freccia Rossa, quella dell'edizione 1955, a consacrarlo come uno dei piloti più talentuosi della storia. Navigato dal giornalista Denis Jenkinson, percorse i 1.597 km della gara in 10 ore e 7 minuti a bordo della mitica Mercedes-Benz 300 SLR numero 722, a una media di 158 km/h (con l'ultima tappa coperta a 264 km/h, sempre di media). L'attribuzione della nascita del roadbook proprio a Jenkinson, in occasione di questa gara, conferisce all'impresa il sapore della leggenda.

NELLA HALL OF FAME DEI TALENTI
A prescindere dal peso che ciascuno può dare alle vittorie e alle sconfitte di Sir Moss, i numeri della carriera del pilota inglese parlano comunque di 585 gare disputate, a bordo di 108 auto da competizione diverse, per un totale di 209 successi. Queste statistiche lo consacrano come uno dei driver più talentuosi della storia, a fianco di nomi blasonati come Senna, Nuvolari o Fangio. Proprio con l'argentino Moss corse per anni sulle Mercedes, arrivando alle sue spalle nei campionati di F1 corsi tra il 1955 e il 1957. A Fangio, dunque, Moss ha sempre pagato qualcosa in termini di velocità sulle vetture di Formula, rifacendosi sulle berlinette Sport.

IL RAPPORTO CON LE CASE E I "PATRON"
Delle Mercedes abbiamo già parlato, ma Stirling Moss corse sotto le insegne di diversi nomi celebri: Lotus, Porsche, Maserati, Ferrari. Con i due marchi sportivi modenesi, ebbe rapporti molto diversi. Alla monoposto del Tridente Moss (guidata nel 1954) riserva il giudizio di auto migliore sulla quale abbia mai gareggiato, mentre il rapporto con il Cavallino Rampante fu più burrascoso. Come avvenne con molti altri piloti, fu il comportamento Drake, Enzo Ferrari, a non andare d'amore e d'accordo con l'inglese, che tuttavia non ebbe relazioni idilliache nemmeno con un suo connazionale, Colin Chapman, progettista delle Lotus. Fu proprio su una Lotus, infatti, che Moss ebbe lo spaventoso incidente di Goodwood nel 1962, che chiuse di fatto la sua carriera da professionista.

PROFESSIONISTA O NO, SEMPRE AD ALTO LIVELLO
Dopo il coma e circa sei mesi di riabilitazione, Stirling Moss provò a rientrare, a distanza di anni, nel circus della Formula 1, ma i regolamenti tecnici erano nel frattempo cambiati (in quel comparvero le gomme slick) e sulla sua strada trovò un campione come Jim Clark. L'avventura automobilistica di Moss continuò come gentleman driver, se ci concedete la definizione in tema con la tendenza al fair play del personaggio. In realtà le sue prestazioni hanno sempre continuato ad essere di livello professionistico, sempre animate dal desiderio di andare più veloce degli avversari. L'abbandono dell'attività è infatti avvenuto, all'età di 81 anni, quando Moss si è accorto di non poter più essere competitivo, con il problema aggiuntivo dato dal presentarsi della paura correlata al rischio.

CHIUSURA D'AUTORE
L'ultima comparsa sulle piste di Stirling Moss è avvenuta in occasione della gara di endurance per vetture storiche Le Mans Legends, sull'omonimo circuito francese, in concomitanza con l'edizione 2011 della celebre competizione (vinta quest'anno da un'Audi). L'annuncio è arrivato proprio dopo le qualifiche, quando il britannico si è accorto di non essere fuori luogo a bordo di una Porsche RS 61. "Questo pomeriggio mi sono molto spaventato ed ho sempre detto che non appena mi fossi sentito non all'altezza degli avversari, allora mi sarei ritirato". E' così che si è congedato Stirling Craufurd Moss, dopo una vita passata dietro al volante di auto da sogno, cercando il brivido delle prestazioni e perseguendo il rispetto e la stima da parte del mondo automobilistico. D'ora in poi avrà più tempo da dedicare alla consorte, cui ha recentemente fatto un regalo forse per festeggiare insieme l'addio alle corse...

La scheda del personaggio
- Sir Stirling Craufurd Moss
- Nato a Londra (Gran Bretagna) il 17 settembre 1929
- Inizio della carriera nelle corse automobilistiche: 1948
- Debutto in Formula 1: 1951
- Prima vittoria in F1: 1955, Gran Premio di Gran Bretagna
- Ultimo Gran Premio di F1 disputato: 1961, Gran Premio degli Stati Uniti
- Abbandono della carriera da professionista: 1962, Goodwood
- Ultima gara disputata: 2011, Le Mans

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Tag: Retrospettive , formula 1 , VIP , piloti


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