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Mercato

pubblicato il 2 agosto 2011

E' allarme rosso per il mercato dell'auto

I concessionari chiedono al governo di intervenire con un piano nazionale

E' allarme rosso per il mercato dell'auto

Per il mercato dell'auto la crisi peggiora. Le 137.442 immatricolazioni di luglio hanno fatto tornare l'Italia ai livelli del 1983 e, come dice Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali, "il succedersi dei continui cali di vendita ai consumatori privati esprime il livello di massima emergenza raggiunto, dettando un trend annuale 2011 non superiore a 1.800.000 immatricolazioni rispetto alle 1.960.000, già deludenti, del 2010". Di fronte a questo preoccupante scenario "tutte le parti sociali chiedono al Governo un salto di qualità - aggiunge Pavan Bernacchi -. Noi non possiamo che associarci a questa richiesta".

I PROMESSI INCENTIVI ALL'AUTO ELETTRICA NON BASTANO
In Parlamento con l'approvazione di un primo disegno di legge sull'incentivazione delle auto elettriche il Governo ha finalmente dato un segno concreto al mercato. Tuttavia questo non basta. L'iniziativa politica è, secondo i concessionari, "inappropriata e insufficiente" e quello che serve adesso è "una profonda riflessione sulle reale condizione di tutto il mercato automobilistico e delle criticità che continuano ad affossarlo", come dice Pavan Bernacchi: "Oggi come non mai abbiamo bisogno di misure organiche, di un vero e proprio piano nazionale, basato sul rinnovo del parco circolante e sulla leva fiscale, spalmato almeno su un triennio, che punti decisamente al rilancio sapendo sfruttare la capacità di attivazione dell'Economia nazionale da parte del settore automobilistico". E' per questo che Federauto ha rinnovato al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, la richiesta di convocare le Associazioni del settore.

IL CLIMA DI SFIDUCIA STA ABBATTENDO I CONSUMI
I concessionari sono infatti molto preoccupati per questo contesto che invece di migliorare peggiora. "Stiamo peggiorando una situazione nella quale pensavamo di aver toccato il fondo", si legge nella nota di Federauto. Dall'inchiesta congiunturale di luglio del Centro Studi Promotor GL events emerge che il 91% lamenta una bassa affluenza di acquirenti nei saloni di vendita e bassi livelli di acquisizioni di ordini, mentre il l'indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore, già molto depresso, cala di quasi 4 punti. La sensazione che hanno è che il settore stia affondando sotto i colpi della sfiducia dei consumatori alimentata dai gravi problemi del debito sovrano degli Stati Uniti, dalle ondate speculative che hanno aggredito il mercato finanziario, dai fattori interni indotti dalla instabilità politica, dalla stangata della manovra economica governativa, dai continui aumenti di carburanti, imposte sulle assicurazioni, accise e superbolli che si rincorrono spasmodici da qualche mese. "E' questa una miscela esplosiva che si ripercuote sulla capacità di spesa delle famiglie, producendo un effetto di contrazione che pare inarrestabile - dice Pavan Bernacchi -. Senza un piano di interventi strutturale e pluriennale, da condividere a livello centrale con tutti i protagonisti della filiera automobilistica, la situazione già fragile può precipitare con rischi incalcolabili su un comparto che pesa il 12% del PIL e coinvolge, in senso lato, 1.600.000 persone".

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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