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pubblicato il 19 agosto 2011

Guidi con le infradito? Attento alla rivalsa

La legge non lo vieta espressamente. Ma in caso di incidente, il rimborso è a rischio

Guidi con le infradito? Attento alla rivalsa

Guidare con le infradito: possibile che un Codice della strada con 240 articoli non lo vieti? Proprio così. Anche se spesso si parla di Codice da riformare e sintetizzare, in quell'oceano di commi e cavilli non c'è traccia di prescrizioni sulle calzature da usare in auto. Risultato: si può guidare con le infradito (d'estate una pacchia per i calorosi), con le ciabatte (per i pigri), con tacchi vertiginosi (per il gentil sesso che vuole slanciarsi, vedi qui). Al massimo, un agente delle Forze dell'ordine può contestare un comportamento irregolare solo in base a due articoli del Codice della strada generici.

LIBERTÀ DI MOVIMENTO
L'articolo 140, comma 1, recita: "Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale". Che è un principio informatore della circolazione. Mentre l'articolo 169, comma 1, stabilisce che "in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida". Altrimenti, multa di 80 euro e taglio di un punto della patente. Ma come fa un poliziotto a individuare un guidatore che sotto il solleone agostano indossa calzature poco adatte? E soprattutto, come fa a dimostrare che quelle calzature hanno impedito la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre? C'è la prova che le infradito, le ciabatte o i tacchi alti hanno inciso negativamente sulla sicurezza?

TAMPONAMENTO, NON SI SCHERZA
Le cose cambiano notevolmente se il guidatore con le infradito o con i tacchi causa un incidente, specie con lesioni fisiche. A quel punto, se intervengono le Forze dell'ordine, può darsi intendano indicare nel verbale che il tipo di calzatura del conducente era inappropriato. E qui la palla passa all'Assicurazione che deve risarcire il danneggiato: potrebbe chiedere una perizia per stabilire se la calzatura inadatta abbia contribuito a provocare il sinistro. Per esempio: se si riesce a dimostrare che il tacco ha impedito di frenare, incastrandosi sotto il pedale; o che l'infradito non ha permesso di reagire per tempo e con la dovuta energia; allora la Compagnia potrebbe riconoscere un rimborso ridotto. In funzione di quanto la calzatura impropria ha influito sul sinistro.

PARLA LA CASSAZIONE
Non è proprio il momento giusto per stuzzicare che le Assicurazioni, negli ultimi tempi sempre pronte a rincarare i prezzi Rc auto per l'aumento dei costi legati ai sinistri (le associazioni dei consumatori parlando di rialzi tariffari attorno al 180% in 14 anni). Tant'è vero che, in seguito a controversie sui risarcimenti, si è perfino giunti a discuterne in Cassazione. E proprio gli ermellini si sono pronunciati (peraltro in modo condivisibile) a sfavore degli automobilisti. Leggete infatti quanto deciso dalla Cassazione penale, sezione IV, con sentenza del 24 maggio 1978, numero 6401: "Lo slittamento del piede dal pedale del freno non costituisce caso fortuito, ma imperizia del conducente e quindi trattasi di condotta sicuramente colposa". Ossia, non è una coincidenza che la calzatura inadatta abbia causato un guaio: è colpa del guidatore, che doveva saperlo prima di mettersi al volante.

SINISTRI MORTALI
Occhio, se poi chi guidava con calzature improprie ha addirittura causato un incidente mortale, il rischio è di dover contribuire al risarcimento assicurativo, con decine di migliaia di euro che ballano. Le possibili accuse? Imprudenza: assenza o inadeguata attenzione e valutazione della situazione. Oppure inavvedutezza: mancanza del riguardo degli interessi altrui. O anche negligenza: scarsa attenzione solerzia. O perfino imperizia: insufficiente preparazione di cui il soggetto non ha voluto tener conto. Il nostro consiglio, quindi, è di guidare solo con calzature adatte e comode, sia nei viaggi estivi sia per i piccoli spostamenti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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