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pubblicato il 1 agosto 2011

L’auto elettrica a ricarica solare

La stazione della Volt affronta il tema delle zero emissioni, anche nel rifornimento

L’auto elettrica a ricarica solare
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La "promozione" dell'elettrica da veicolo d'avanguardia ad auto "di tutti i giorni" sta per avvenire. I tempi sono maturi e i segnali premonitori provengono sia dalle proposte dei costruttori sia dalla presenza mediatica che la propulsione elettrica occupa da molto tempo. Non a caso, quest'anno il premio di World Car of The Year è stato assegnato per la prima volta a un'auto elttrica, la Nissan Leaf, che porta le "emissioni zero" anche nel segmento delle vetture medie. La risposta dei concorrenti è affidata principalmente al duo di extended range General Motors - Chevrolet Volt e Opel Ampera (di cui potete leggere le nostre impressioni di guida) - che negli USA installerà stazioni di ricarica ad energia solare (denominate Green Zone) presso la rete dei propri concessionari, in risposta al nodo fondamentale da sciogliere per diffondere i veicoli ZEV (Zero Emissions Vehicles): la realizzazione dell'infrastruttura.

ENERGIA "ELIOELETTRICA"
L'iniziativa della General Motors prevede che ogni stazione alimentata a pannelli solari sia in grado di fornire elettricità per 4.500 cariche annuali, l'equivalente del fabbisogno energetico di 3 abitazioni o del 25% dell'assorbimento del 25% della rete dei concessionari Chevrolet. Le prime aree di servizio saranno attivate in California e Michigan, sulla falsa riga dell'impianto installato a Detroit, presso lo stabilimento in cui la Volt viene costruita. La creazione di una rete distributiva basata sulle fonti di energia rinnovabili mira anche alla riduzione dei costi per l'approvvigionamento energetico, oltre che al contenimento della produzione di gas serra.

L'AUTO ELETTRICA DIPENDE DALL'ATOMO?
Il legame tra auto elettrica, impianti di produzione di energia e reti di distribuzione non è mai stato così stretto. Le conseguenze del disastro nucleare di Fukushima, causato dallo tsunami abbattutosi in Giappone lo scorso marzo, hanno di fatto focalizzato l'attenzione di tutto il mondo sulle politiche energetiche dei Paesi industrializzati, con l'abbandono o la rinuncia parziale della tecnologia nucleare come fonte di approvvigionamento di energia a modificare i piani futuri dei governi, come quelli di Germania o, appunto, Giappone. In sostanza, l'impatto ambientale degli ZEV dipenderà da come l'energia elettrica per alimentarli verrà prodotta. Le centrali a carbone e a metano dovranno dunque essere affiancate il più possibile da fonti rinnovabili, come il solare, anche per contenere la "bolletta" elettrica, altrimenti destinata a salire con il diffondersi dei veicoli elettrici. Scenari alternativi, d'altro canto, sposterebbero le emissioni di CO2 dagli scarichi dei veicoli a quello delle centrali: sarebbe un po' come fare le pulizie in casa e nascondere lo sporco sotto al tappeto...

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Tag: Curiosità , Chevrolet , mobilità sostenibile , auto americane , auto elettrica , infrastrutture


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