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pubblicato il 30 luglio 2011

Range Rover Evoque, il SUV Bello

Lo stile emoziona, si guida bene su strada e fuori strada, ma costa cara

Range Rover Evoque, il SUV Bello
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"E' la più bella Range Rover di sempre", parola di Gerry McGovern, Responsabile del Design Land Rover. Dunque un giudizio di parte e sotto certi aspetti scontato visto che a pronunciarlo è "un genitore del proprio figlio". Ma in questa frase tanto semplice quanto autocelebrativa, c'è del vero, perché l'Evoque suscita ammirazione da quando era un esercizio stilistico e si chiamava LRX. Ci sono voluti quattro anni perché diventasse realtà, l'abbiamo contemplata in tutti i possibili Saloni dell'auto, parlandone e straparlandone e oggi, finalmente, l'abbiamo vista e guidata su strada. E il giudizio non è cambiato: l'Evoque è davvero bella.

SEMBRA UN CONCEPT
Non è facile mantenere intatto il fascino di un prodotto sovraesposto mediaticamente. Con l'Evoque, però, il Centro Stile Land Rover c'è riuscito perché ha saputo creare un'impronta stilistica fuori dagli schemi, diversa da qualsiasi altra auto e rivoluzionaria rispetto alla tradizione della famiglia Range Rover. E questo spiega perché gli automobilisti o i passanti che la vedono la prima volta per strada la guardano stupiti additandola come un'aliena. Molti tratti sono effettivamente da "ritorno al futuro" a cominciare da tetto discendente che sembra tagliato con l'accetta; poi la linea di cintura è altissima e il posteriore muscoloso, con tanto di spoiler extra large, diffusore aerodinamico e scarichi integrati. Davanti c'è invece la nuova faccia Range, con uno sguardo cattivo e pungente che sembra dire "lasciatemi passare". L'insieme secondo noi è riuscito e piacerà a tutti coloro che cercano uno stile distintivo per non passare inosservati. Meno a chi vuole un'auto sobria, come il cliente Range classico. Ma l'obiettivo dell'Evoque è proprio quello di conquistare automobilisti che non hanno mai comprato una Land Rover.

SCUOLA RANGE E SPAZIO PER QUATTRO
Dentro l'impronta futuristica è smorzata da un ambiente ben rifinito che, a seconda delle personalizzazioni richieste, varia da un'atmosfera esageratamente sportiva (guardate le foto della versione Coupé 3 porte con interni in pelle rossa, alluminio e... sedili a guscio) o squisitamente british (leggi morbido cuoio pieno fiore beige che riveste tutto, dai sedili al cruscotto, ornato da inserti in legno). In mezzo ci sono un'infinita di varianti disponibili a catalogo con sovrapprezzo. All'ottima qualità percepita contribuisce anche l'impostazione massiccia di plancia e comandi, ispirata alle sorelle maggiori. Se però i progettisti inglesi hanno pensato a finezze come la plafoniera che si accende sfioramento o il colore dell'illuminazione interna personalizzabile, si sono dimenticati gli appigli laterali sul tetto. Capitolo abitabilità, sull'Evoque 5 porte si viaggia molto comodi sia davanti, grazie alle sedute larghe, che dietro dove per due adulti lo spazio gambe e testa e più che adeguato. L'eventuale terzo è più sacrificato. Sulla 3 porte per chi siede dietro il discorso è diverso: lo spazio per le gambe è pressoché identico (il passo della vettura è lo stesso), ma la ridotta superficie vetrata rende l'ambiente angusto e si perde qualche centimetro in altezza. Il terzo passeggero non è nemmeno contemplato dalla conformazione del sedile.

SU STRADA
Il posto guida dell'Evoque è ovviamente più in alto rispetto a quello di un'auto normale, ma non trasmette quella sensazione di "trono" frequente in altri SUV e che penalizza subito il feeling con la strada asfaltata. E, infatti, l'Evoque si guida bene. Noi abbiamo provato innanzitutto la versione diesel a trazione integrale equipaggiata con un potente 2.2 di origine Ford da 190 CV abbinato alla trasmissione automatica a 6 rapporti (optional). E' questa la configurazione più coerente con lo spirito del modello, perché in grado di garantire prestazioni brillanti - vicine agli 8,5 secondi dichiarati nello 0-100 km/h - e consumi politically correct, anche se facilmente influenzabili dallo stile di guida: la Casa dichiara 5,2 litri nel ciclo extra urbano (5,7 in quello misto), ma noi guidando su strade collinari ad andatura allegra e con cambiate "manuali" (utilizzando i paddle al volante), non siamo riusciti a scendere sotto gli 8. Dal punto di vista dinamico la nostra Evoque equipaggiata con sospensioni MagneRide, ovvero a smorzamento controllato elettronicamente, ha rivelato due anime: in modalità "Normal" è molto morbida e confortevole dal punto di vista dell'assorbimento delle asperità stradali, ma un po' rollante e poco comunicativa quando si affrontano molte le curve. La musica cambia settando il cambio in "Sport" e passando al programma di guida "Dynamic" che irrigidisce in modo deciso l'assetto e aumenta la sensibilità dello sterzo. L'Evoque, allora, diventa divertente e fa quasi dimenticare il peso dei 1.700 kg. E bisogna ringraziare proprio lo sterzo servoassistito elettricamente, ma concreto e diretto al punto giusto.
La motorizzazione benzina, il potente 2.0 turbo Ecoboost da 240 CV, anch'esso di origine Ford, appaga ancor di più lo stile di guida "sportivo" ed è pure più silenziosa. Questa Evoque sembra ancora più agile e leggera (il motore pesa 40 kg in meno) e con il cambio automatico, comunque fedele e silenzioso, raggiunge fin troppo velocemente i limiti del codice della strada. Il nostro esemplare, a differenza del diesel, non era dotato di sospensioni MagneRide, ma l'assetto naturale si è rivelato comunque fermo, a differenza della taratura "Normal" precedentemente citata. La scheda tecnica parla di 7,2 secondi di tempo per accelerare da 0 a 100 km/h e di 217 km/h di velocità massima; quanto al consumo siamo sugli 8,7 litri ogni 100 km nel ciclo combinato. In Land Rover sono convinti che questa motorizzazione top di gamma, in barba al caro benzina, sarà in grado di conquistare un buon 20% della clientela.

MA E' UNA LAND ROVER...
Ce lo ricordano i simboli sul tunnel centrale del "Terrain Response", ovvero i programmi di guida in fuoristrada che tarano l'elettronica di assistenza su sterzo, motore, sospensioni, freni, nel modo ottimale per affrontare fondi erbosi o fangosi piuttosto che per superare "tronchi e sassi" e perfino strade sabbiose. A noi viene difficile immaginare un cliente Evoque guidare su una strada più sterrata di quella che conduce in un agriturismo, ma a Solihull, si sa, alle loro tradizioni ci tengono. Con un Evoque con gomme di serie da 19 pollici, abbiamo guidato per diversi chilometri su un'impervia carrereccia della campagna inglese, con ripidi saliscendi affrontati in scioltezza grazie alla buona altezza da terra e all'elettronica: al volante dovevamo solo dare gas e impostare le traiettorie. Abbiamo apprezzato tra le altre cose l'Hill descent control di nuova generazione, che quando si riprende la marcia su in pendio, rende progressivo il raggiungimento della velocità di discesa controllata (fino a 6 km/h). E la prova su strada non poteva non conteplare un guado con acqua alta mezzo metro. "Roba da pazzi" per un SUV destinato a diventare modaiolo, ma che dimostra come in Land Rover quando si parla di auto a trazione integrale non sono disposti a scendere a troppi compromessi in fatto di doti fuoristradistiche. A differenza della concorrenza.

CONSIGLI PER LA CONFIGURAZIONE
Come avrete capito l'Evoque ci è piaciuta, non abbiamo trovato molti difetti, ma uno di questi, importante, si: il prezzo. La più piccola delle Range costa cara, più della concorrenza e poi è un'auto che deve essere personalizzata. Listino alla mano, il prezzo base già elevato - le Evoque che abbiam provato costano 47.500 e 49.500 euro per, rispettivamente la 2.2 SD4 Dynamic Coupé e la 2.0 Si4 Prestige 5p - sale alla velocità della luce. Giocando con il configuratore del nostro listino vedrete che un'Evoque accessoriata di tutto punto può arrivare a costare 70 mila euro. Con i piedi per terra vi suggeriamo alcuni accessori imprescindibili per il genere di auto: il cambio automatico (2.350 euro) che migliora nettamente prestazioni e confort di guida; il sistema Adaptive Ride con sospensioni elettroniche MagneRide che migliora sensibilmente la dinamica di guida (1.240 euro); il tetto panoramico (660 euro); il navigatore satellitare e la connettività Bluetooth (sommati fanno circa 2.400 euro); il sedili in pelle con regolazione elettriche, altrimenti che Range è! (altri 2.000 euro circa); e poi considerando che l'Evoque è un'auto di design, non vorrete rinunciare ai vetri oscurati (+ 420 euro), alla vernice metallizzata (+ 730 euro). Siamo già ad oltre 10 mila euro di accessori e non abbiamo nominato sfizi tecnologici allettanti come l'impianto hi fi Meridian da 825 W, la televisione digitale e quella per i passeggeri posteriori... E' troppo? Secondo noi si, ma è anche vero che il mondo Range Rover non vuole esser accessibile tutti.

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Tag: Test , Land Rover


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