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Interviste

pubblicato il 1 agosto 2011

Henrik Fisker, American Dream alla Danese

A tu per tu con l'ex designer di BMW e Aston Martin, oggi padre della Karma

Henrik Fisker, American Dream alla Danese
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Henrik Fisker nasce in Danimarca 48 anni fa. Dopo gli studi di design lavora, dal 1989 al 2003, fra Monaco di Baviera e Londra. Prima in BMW, dove contribuisce alla definizione della roadster Z8, poi in Aston Martin: DB9 e V8 Vantage portano anche la sua firma. In questi 14 anni dirige inoltre il centro DesignworksUSA, società di consulenza per il design del Gruppo BMW e diventa, nel 2003, Direttore del Ford's Global Advanced Design Studio (CAPC) a Irvine, California. Una carriera brillante, al vertice dell'automotive che conta. Ma Henrik si lascia "contagiare" dal sogno a stelle strisce: vuole creare qualcosa di suo. Stanco di mettere la propria creatività al servizio degli altri, fonda così la Fisker Coachbuild. Inizialmente dedita alla creazione di specifici componenti automotive (cerchi in lega, parti per gli interni...), la Fisker lancia successivamente la sfida "definitiva": mettere su strada una propria vettura, la Karma. L'auto si fa vedere, per la prima volta in Italia, nel 2008, ed oggi, tre anni dopo e appena finita la prova su strada, rivolgiamo subito la prima domanda "cattiva" a Henrik.

Perché una Fisker Karma e non una Porsche Panamera Hybrid?
"Semplice: lusso significa possedere qualcosa di esclusivo, pregevole alla vista, al tatto e, perché no, all'olfatto. Tuttavia, questo non basta. Molto importante è anche lo status: quello che attraverso l'oggetto di lusso viene comunicato. Immagini di essere a una cena fra amici e dire 'questa settimana ho risparmiato il 10% di benzina per i miei spostamenti'. Oppure, poter affermare: 'Questa settimana non ho utilizzato nemmeno una goccia di benzina'. L'effetto è ben diverso, no?"

Quanti punti vendita avete previsto di aprire in Italia? Dove? Vi appoggerete a qualche dealer come ha fatto McLaren con Fassina o farete da soli come Tesla?
"Per il momento i rivenditori sono cinque. A Bologna, Bolzano, Milano, Roma e Treviso. Ci affidiamo a dealer già esistenti perché predisporre una propria rete vendita richiede ingenti somme economiche. Cifre che preferiamo destinare esclusivamente ai nostri prodotti, presenti e futuri".

A proposito: quali sono gli sviluppi pianificati della gamma?
"Sulla base della Karma svilupperemo tre vetture. Oltre a quella "chiusa" ci saranno la Convertible (presentazione al Salone di Francoforte) e una terza declinazione di cui però, al momento, non vogliamo rivelare dettagli. Ci sarà poi la Nina: stessa tecnologia della la Karma, ma in "scala ridotta", sia per dimensioni sia per prestazioni. Costerà circa la metà della Karma e si posizionerà al livello dell'Audi A4, della BMW serie 3 e della Mercedes Classe C, ma con tutte le "unicità" Fisker. Quanto alle tempistiche, la Karma cabriolet sarà sul mercato a inizio 2012, mentre la Nina verrà svelata a fine 2012 e sarà in vendita a partire dal 2013.

Assistenza: a chi si potrà rivolgere la clientela per tagliandi ed eventuali riparazioni?
"In caso di guasto, basterà chiamare l'apposito numero. Risponderà un esperto (da una centrale californiana attiva 24 ore su 24) che a sua volta contatterà un carro attrezzi. A quel punto la Karma verrà portata nel centro assistenza più vicino. Quanto alla manutenzione ordinaria, inizialmente ci si dovrà rivolgere al proprio rivenditore, ma contiamo di allargare il numero di centri autorizzati".

A chi volete "rubare" clienti?
"A tutti quelli che non hanno una coupé a quattro porte con tecnologia Range Extended, nessuno escluso...".

Quali sono i mercati in ordine di importanza?
"USA, Europa, Cina".

Quanta incidenza possono avere tassazioni legate alle emissioni o incentivi per l'acquisto di auto ibride/Range Extended/elettriche in un segmento di alto rango come quello della Karma?
"Elevata. Stati Uniti ed Europa saranno sicuramente mercati più importanti, per noi, rispetto alla Cina, grazie anche alla tassazione che spesso è legata alla classe ecologica del veicolo. Ovviamente, oltre a questo, c'è il fattore culturale: la Cina, in piena e fervente espansione, sente meno di noi la questione ambientale".

Autore: Adriano Tosi

Tag: Interviste , Fisker , auto americane , auto elettrica , interviste


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