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pubblicato il 28 luglio 2011

Volvo prepara versioni DRIVe anche per gli USA

Al posto dei Diesel potrebbero però essere dotate di un ibrido a benzina

Volvo prepara versioni DRIVe anche per gli USA

Volvo sta preparando anche per gli USA versioni DRIVe a basso impatto ambientale. Lo rivela Ricardo Quarterly, house organ della famosa azienda inglese che da decenni sviluppa tecnologia automobilistica a tutti i livelli e si è occupata di mettere a punto proprio l'ultima generazione delle DRIVe: dalle C30, S40 e V50 basate sulla piattaforma P1 e con emissioni di CO2 pari a 99 g/km, alle S60/V60, V70, S80 e XC60 su piattaforma EUCD. Se quest'ultima ha nel cofano il 5 cilindri 2 litri da 163 CV con emissioni di 149 g/km di CO2, tutte le altre hanno il 4 cilindri 1,6 litri da 115 CV: la S60/V60 è omologata per 114 g/km di CO2, le V70 e S80 si attestano invece a 119 g/km.

UNA SU TRE È GIÀ DRIVe
Tutte le DRIVe hanno il motore a gasolio, lo stop&start, il cambio manuale con rapporti diversi e modifiche all'aerodinamica e sono in listino sui soli mercati europei dove stanno raccogliendo un grande consenso visto che il 40% delle Volvo vendute in Germania sono DRIVe, il 36% in Francia, il 33% in Italia e il 31% nel Regno Unito dove, tra l'altro, il 60% delle DRIVe viene acquistato in combinazione con il pacchetto sportivo R-Design. Guardando alle vendite cumulate in tutto il Vecchio Continente, una Volvo su tre è una DRIVe.

I PROSSIMI TRE OBIETTIVI
I prossimi obiettivi di Volvo - rivela RQ - sono essenzialmente tre: creare versioni DRIVe dotate del cambio Powershift a doppia frizione agli stessi livelli di emissioni di quelle con il manuale, abbassare ancora il livello di CO2 emessa e infine portare le versioni DRIVe negli USA per andare incontro ai limiti imposti dal CAFE e assecondare la naturale voglia di versioni a basso consumo che c'è anche oltre l'Atlantico. Per il primo punto, RQ conferma che la Ricardo sta mettendo a punto una C30 DRIVe ancora più virtuosa. Per il secondo punto, il lavoro di messa a punto è già partito ed è teso a raccogliere una fetta di clienti ancora più ampia. Ma è il terzo punto il più caldo perché Volvo per gli USA potrebbe scegliere di creare una linea DRIVe dotata di motori a benzina aiutati da un modulo ibrido sul quale vi è tuttavia ancora il massimo riserbo.

DIESEL, IBRIDO O TUTTI E DUE?
Dunque Diesel anche per gli USA o andare sull'ibrido a benzina? Il mercato nordamericano manifesta sempre maggiore favore per il gasolio pur trattandosi di una quota assolutamente minoritaria. Nonostante i conclamati vantaggi di questa motorizzazione - consumo e coppia motrice i più importanti - le normative anti-inquinamento lo rendono decisamente più costoso oltre al fatto che la clientela americana rimane fondamentalmente scettica e più orientata all'ibrido. Resta però il fatto che anche quest'ultimo ha un costo e che i marchi tedeschi riescono comunque a vendere un numero considerevole di auto a gasolio. Questo vuol dire che la clientela orientata alle auto europee è più sensibile ai vantaggi del Diesel e che c'è un potenziale di mercato pronto a mettere quantomeno sullo stesso piano le prestazioni ambientali dell'ibrido e quelle del motore a gasolio.

IL FATTORE CINESE
Per la scelta finale molto dipenderà anche dal fattore Cina, altro contesto notoriamente allergico al gasolio. Qualora si decidesse di portare le versioni DRIVe anche all'ombra della Muraglia, optare per la benzina sarà pressoché scontato, ma questo renderebbe incoerenti tutti gli investimenti portati avanti da Goteborg per l'ibrido plug-in Diesel che rimarrebbe una ricetta adatta solo per l'Europa. Un po' poco per un progetto così ambizioso ed efficace per il quale Volvo ha impiegato molte risorse. Di sicuro, come affermato più volte, la strategia DRIVe comprende anche l'ibrido in più forme e l'abbassamento dei livelli di consumo ed emissione di CO2 comporterà prima o poi la comparsa di auto che, pur provviste di un motore elettrico, dovranno passare dalla pompa di benzina.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Volvo , auto elettrica , dall'estero , nuovi motori


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