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pubblicato il 28 luglio 2011

Incentivi alle auto elettriche, molti i dubbi

ANFIA e altri protagonisti del mercato chiedono un piano strutturale più ampio

Incentivi alle auto elettriche, molti i dubbi

La proposta in Parlamento di tassare le bottiglie in plastica per incentivare l'acquisto di auto elettriche apre un discussione molto importante per il futuro della mobilità nel nostro Paese. L'Italia con questo disegno di legge arriva finalmente dove gli altri paesi d'Europa sono già approdati da tempo. Gli incentivi all'auto elettrica sono una realtà in Francia, Spagna, Grecia e in molti altri Paesi dell'Unione, senza citare gli Stati Uniti e la Cina, ormai da più di un anno. Da noi invece sono arrivati adesso - e solo su carta - come tuttavia ci avevano promesso i parlamentari lo scorso aprile: "Gli incentivi all'auto elettrica arriveranno nel 2012", avevano detto alla prova su strada della Nissan Leaf. Il testo di legge però non convince del tutto e, se da un lato riempie quel vuoto legislativo che caratterizza l'Italia rispetto ai maggiori Paesi europei sulla regolamentazione e l'incentivazione della mobilità sostenibile,, dall'altro apre seri interrogativi. L'Italia è pronta per l'auto elettrica? A che punto è la rete di infrastrutture per la ricarica? E nel 2012 arriveranno anche gli incentivi per le altre forme di alimentazione?

A CHE PUNTO E' LA RETE DI RICARICA IN ITALIA
Da anni ormai vi parliamo di auto elettrica. E' già in commercio, ma in Italia - dove ha debuttato in listino quest'anno - è arrivata in punta di piedi, senza generare grande clamore perché è passata dalla porta di servizio, ovvero quella delle aziende, le uniche finora a potersela permettere. Senza incentivi infatti il listino di un'auto elettrica arriva fino a 36.000 euro, e pariamo di una citycar. I bonus statali dovrebbero riequilibrare il mercato, ma come si sta sviluppando la rete di ricarica in Italia e quanto costerà la bolletta? Lo abbiamo chiesto ad Enel e ci hanno spiegato che stanno lavorando affinché l'utente possa scegliere tra una rete pubblica ed una privata nel più breve tempo possibile. Intanto pochi giorni fa è arrivata la spinta dell'Autorità per l'Energia che finanzierà cinque progetti per oltre 1.000 colonnine pubbliche. Incrociamo le dita.

SBAGLIATO INCENTIVARE SOLO L'ELETTRICO
Gli incentivi all'auto elettrica aprono anche un altro interrogativo: gli altri carburanti continueranno ad essere incentivati? Il testo approvato alla Camera dei Deputati, dalle Commissioni riunite Trasporti ed Attività produttive, istituisce un fondo nazionale di incentivazione per lo sviluppo della mobilità elettrica, con una dotazione annua di 60 milioni di euro per il periodo 2011-2015, che prevede l'erogazione di incentivi all'acquisto di veicoli elettrici ricaricabili. Secondo l'ANFIA, l'Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, la proposta non può avere un impatto efficace sul mercato italiano e quindi sull'abbattimento né delle emissioni inquinanti, né delle emissioni di CO2 perché "non può essere la misura prioritaria oggi, né l'unica alternativa per far fronte alle emergenze ambientali legate principalmente all'obsolescenza del parco circolante". "Siamo contrari all'erogazione di contributi all'acquisto indirizzati in misura esclusiva alle vetture elettriche - ha detto Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA -. Questo significa, infatti, incentivare una tecnologia che, ad oggi, parlando di elettrico puro, rappresenta in Italia appena lo 0,01% dell'immatricolato e che, ad oggi e nel medio termine, rimarrà comunque non sostenibile dalla maggioranza dei consumatori, dimenticando invece gli enormi benefici ambientali ottenuti nel passato attraverso un ricambio del parco circolante obsoleto, stimolando l'acquisto di tutti i veicoli a trazione alternativa". La proposta va quindi bene, ma va allargata a tutte le trazioni alternative oggi esistenti e disponibili, "in modo da incidere efficacemente sul rinnovo del parco circolante e rispondere in maniera concreta agli obiettivi cogenti comunitari oltre che alle procedure di infrazione". Per questo è stata chiesta l'immediata convocazione di un Tavolo interministeriale sulla mobilità sostenibile. Dello stesso avviso anche Federauto, che chiede al Governo di congelare la discussione in Parlamento e convocare un tavolo intergovernativo urgente sulla mobilità sostenibile con la partecipazione delle Associazioni del settore e la Landi Renzo, che ricorda come gli incentivi 2009 (che sono durati 15 mesi) hanno spinto le auto a gas fino a farle diventare il 6,6% del parco circolante in Italia, con tutti i vantaggi connessi alla riduzione dell'inquinamento.

LA "NUOVA" TASSA
Un ultimo nodo da sciogliere riguarda il finanziamento del provvedimento: sarà un nuovo prelievo fiscale da 1,5 centesimi di euro sulle bottiglie di plastica in vendita al pubblico a spingere gli italiani a comprare l'auto elettrica. Sicuramente incentivarne l'acquisto è un bene per la mobilità sostenibile, ma c'era davvero bisogno di inventarsi una nuova tassa? Secondo l'ANFIA la formula di finanziamento individuata dalla proposta è "inadeguata", considerando che gli incentivi all'acquisto di vetture ecologiche possono autofinanziarsi attraverso l'extra-gettito IVA generato dalle vendite aggiuntive che, in passato, ha addirittura superato il fondo incentivi andando a beneficio dell'erario".

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Tag: Mercato , gpl , metano , incentivi , auto elettrica


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