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pubblicato il 26 luglio 2011

Opel Ampera, la berlina del futuro presente

La quattro posti extended range è pronta e arriverà in Italia a gennaio. Ecco come va

Opel Ampera, la berlina del futuro presente
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L'Opel Ampera otto mesi dopo. Noi l'avevamo già guidata lo scorso anno quando era un prototipo, ma oggi lo abbiamo rifatto mettendoci al volante di un esemplare di serie, perché quest'auto è pronta per essere lanciata sui mercati di mezz'Europa a partire dal prossimo settembre. All'epoca ci aveva stupito per lo stile da show car, per l'impostazione ipertecnologica dell'abitacolo e soprattutto per la propulsione di tipo elettrica extedend range (fra poche righe ripasseremo che cosa significa). E oggi cos'è cambiato? La risposta è semplice: nulla.

FUTUREALE
Non fraintendeteci. Il "non cambiamento" ha un'accezione positiva. Perché nell'evoluzione dell'Ampera da prototipo ad auto di serie sono state preservate tutte quelle caratteristiche che ci avevano convinto all'epoca. A cominciare del design funzionale all'efficienza aerodinamica, ma al contempo ben proporzionato e futuristico, con tratti che rendono l'aspetto di questa berlina di quattro metri e mezzo (l'equivalente di una BMW Serie 3) quasi sportiva. Un'impostazione estetica avanguardista che è stata ricercata dai designer per enfatizzare al meglio il pedigree tecnologico dell'Ampera, sulla falsa riga di quanto fatto da Chevrolet per la Volt, la gemella con il Marchio del Cravattino.

EFFETTI SPECIALI DI SERIE
Una volta seduti al posto guida, l'Ampera ingenera curiosità. Perché la strumentazione fa di tutto per apparire "non convenzionale". Scriviamo apparire perché, dopo qualche minuto di sperimentazione, ritroviamo tutto dove dovrebbe essere in un'automobile. Cambia talvolta la percezione: la maggior parte dei tasti disposti sulla consolle centrale sono a sfioramento e riproducono i comando accessibili anche dallo schermo centrale touch screen, radio e regolazioni del climatizzatore comprese. L'impressione di "tecnologicità" è favorita dagli abbinamenti di materiali plastici, buona parte dei quali sono lucidi e magari abbinati con il colore della carrozzeria. E poi c'è il cupolino digitale dietro il volante, che racchiude in uno schermo LCD le informazioni salienti sulla dinamica e l'efficienza di marcia, attraverso una grafica che fa molto smartphone di ultima generazione.

EXTENDED RANGE
Prima di metterci in marcia è doveroso ripassare la configurazione tecnica dell'Ampera, che potrebbe ingenerare confusione. Il "problema", infatti, è che l'Ampera è un'auto elettrica (dunque a zero emissioni) con un motore (elettrico, appunto) da 150 CV e 370 Nm, ma monta anche un propulsore tradizionale a combustione interna - un 1.4 Ecotec da 86 CV. Fino ad oggi l'equazione motore elettrico + motore tradizionale ha sempre portato alla definizione di auto ibrida. Ma nel caso dell'Ampera il risultato di questa equazione è dato dalla soluzione dell'auto ibrida in parallelo, o altrimenti detta elettrica ad autonomia estesa o ancora elettrica extended range. Potete approfondire le differenze tecniche tra gli ibridi in serie e parallelo leggendo questo articolo, ma si può riassumere come l'atout tecnologico del progetto Ampera (e Volt) risieda nel fatto che il veicolo si muova grazie al motore elettrico, facendolo rientrare a tutti gli effetti nella categoria ZEV (Zero Emissions Vehicle). Il fatto di utilizzare il propulsore a benzina per alimentare di energia il motore elettrico, quando gli accumulatori si scaricano, risolve uno punti deboli delle elettriche a batteria - definite BEV, Battery Electric Vehicle - ovvero la ridotta autonomia. Quando la carica negli accumulatori si esaurisce, infatti, il 4 cilindri endotermico dell'Ampera si avvia a velocità costante, in condizioni di massimo rendimento, e mette in funzione un generatore che crea corrente da inviare al motore elettrico. Concludiamo con una nota sulle batterie agli ioni di litio: si caratterizzano per la disposizione a "T" nel tunnel sotto il pianale della vettura, in un punto favorevole per la distribuzione dei pesi e dunque la stabilità di marcia.

ECONOMY RUN SPONTANEO
Per mettere in moto l'Ampera c'è un bottone "start" e, come prevedibile, dopo averlo premuto non accade nulla di rumoroso, visto che quest'Opel parte in modalità totalmente elettrica. Quello che attira la nostra attenzione è l'animazione del display che racchiude al centro l'indicatore (digitale) della velocità. Sul lato sinistro c'è la carica della batteria (con i conseguenti chilometri di autonomia stimati) e su quello opposto una sorta di livella digitale: lo scopo del guidatore virtuoso è quello di far spostare il meno la sfera sull'asse verticale, che significa guidare limitando accelerazioni e decelerazioni brusche e quindi riducendo al minimo fisico i consumi di energia (o benzina). Ci facciamo prendere dal gioco: la carica della nostra Ampera è completa e segna un'autonomia di 72 chilometri contro gli 80 massimi dichiarati. Dietro suggerimento dei tecnici Opel impostiamo un percorso di guida lungo proprio 70 chilometri e ci poniamo l'obiettivo di percorrerli tutti senza dover chiedere aiuto al motore "di riserva". E per il nostro economy run non lasciamo nulla al caso: oltre al piede di velluto, chiudiamo i finestrini, spegniamo i fari ed ogni altro equipaggiamento elettronico in grado di rubare carica alla nostra batteria. Poco ci importa che finanche l'impianto audio Bose sia progettato specificamente per assorbire meno energia e che il climatizzatore sia munito di programma "eco". L'Ampera si muove fluida, silenziosissima e obbedisce fedelmente all'andamento lento da noi imposto. Il che non impedisce di raggiungere le velocità di crociera previste dal codice della strada: percorriamo strade cittadine a 50 km/h e raggiungiamo con pazienza, per non stuzzicare la ecolivella, i 130 km/h in autostrada. L'andamento artificiosamente lento non rappresenta neanche un grosso sacrificio: è una sensazione difficile da descrivere, ma tipica delle auto elettriche. Quando le guidi sei sempre consapevole che stai consumando energia e ti viene naturale minimizzare gli sprechi. Morale: con la nostra Ampera siamo arrivati a destinazione conservando ben 9 chilometri di autonomia residua. Una bella soddisfazione che significa che con il nostro piede-piuma avremmo potuto percorrere 81 chilometri.

CON l'ECOTEC IN AZIONE
Ma l'Ampera è un'automobile a tutti gli effetti: si può, anzi, si deve guidare normalmente. Ed è bello constatare che spingendo a fondo l'acceleratore, le reazioni sono analoghe a quella di una qualsiasi altra auto dotata di cambio automatico, il cui selettore "virtuale" prevede le posizioni Normal, Sport, Mountain, Hold (per "forzare" l'utilizzo del motore a benzina) e L (per il freno motore nelle discese). E questo vale sia quando si viaggia alimentati dalla sola batteria che quando si avvia il motore endotermico per produrre l'energia necessaria per alimentare il motore elettrico. Perché è appunto sempre il motore elettrico a portare coppia alle ruote anteriori, a garanzia di un feeling di guida costante caratterizzato da ottime doti di accelerazione (Opel dichiara 9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e da un invidiabile fluidità di marcia favorita dalla disponibilità di coppia costante. La differenza fra la modalità elettrica a batteria e quella elettrica a motore endotermico (che può essere obbligata dall'esaurimento della carica o scelta espressamente da chi guida premendo il pulsante "Hold") sta evidentemente nella rumorosità: quando il 1.4 Ecotec prende vita, gira svincolato rispetto alle richieste dell'acceleratore, o meglio in differita. E' chiaro che quando si accelera a fondo, il motore elettrico necessità di più energia e sarà necessario far aumentare l'impegno dell'Ecotec. Bisogna abituarsi solo a questo sound insolito, perché "distaccato", ma comunque contenuto dall'ottima insonorizzazione. Ovviamente se si viaggia con l'elettricità prodotta dalla benzina bisogna pagare quest'ultima dal distributore e in questi frangenti i 6,7 l/100 km da noi rilevati attraverso il computer di bordo sono un risultato ottenibile con uno stile di guida "ordinario". Occorre partire però dal presupposto che la batteria dell'auto si ricarica in garage quando si torna a casa la sera (ci vogliono 4 ore): il dato medio di consumo omologato per il ciclo combinato scende così 1,6 l/100 km (durante il test abbiamo raggiunto i 2,1 l/100 km), combinando i 40-80 km percorribili a zero emissioni (ovvero consumando 0,0 l/100 km) con i 60-20 km coperti con il motore termico in funzione. Per quanto riguarda l'autonomia, sommando il funzionamento in "puro elettrico" con quello ibrido si può contare su un totale di circa 500 km.

IN ITALIA SENZA INCENTIVI
Ovviamente tutta questa tecnologia si deve pagare e in Italia, purtroppo, a differenza della maggior parte degli altri paesi europei, non esiste ancora nessuna forma di agevolazione per le auto ibride o elettriche. E anche per questo da noi l'Ampera arriverà solo all'inizio del 2012. Il prezzo pieno sarà di 42.000 euro e non è stata ancora definita la lista degli equipaggiamenti. Non è poco, senza un'agevolazione governativa che in molti altri paesi viaggia sui 5.000 euro. Ma in Opel confidano nell'appeal tecnologico delle vetture che potrebbe diventare di tendenza fra i cosiddetti "early adopter". Lo confermano le 5.000 prenotazioni a scatola chiusa ricevuta nel solo Vecchio Continente, quando l'obiettivo annuo è di venderne 10.000.

Scheda Versione

Opel Ampera
Nome
Ampera
Anno
2012 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
3 volumi
Porte
5 porte
Motore
ibridaestesa
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Opel , mobilità sostenibile , auto elettrica , auto ibride


Listino Opel Ampera

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.4 E-Rev anteriore elettrico 150 1.4 4 € 40.220

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