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pubblicato il 6 agosto 2011

Renault Wind 1.6 Gordini, la "micro-targa"

Costa relativamente poco ed è divertente. Però non chiedetele di andare veloce

Renault Wind 1.6 Gordini, la "micro-targa"
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Un po' coupé, un po' roadster, ma con una carrozzeria targa ed un hard top retrattile. Auto molto particolare la Renault Wind, specialmente nella versione "sport" Gordini 1.6 da 133 CV che abbiamo provato in tutte le condizioni: città, misto, autostrada. Il responso? Auto appariscente, per personalità eccentriche, ma anche molto divertente da guidare per i piedi più sportivi, a patto di non chiederle accelerazioni brucianti. Un altro coté che non ci aspettavamo è la praticità di quest'auto: pur dovendo rinunciare a due posti per i passeggeri, la Wind si usa bene anche in città e la capacità di carico non le manca. Il tutto per un prezzo di partenza pari a 20.000 euro tondi.

PREPARATEVI AL TERZO GRADO
Al volante di una Wind bisogna essere preparati a rispondere alle domande dei passanti, che arrivano inesorabili ad ogni semaforo, ad ogni bar in cui vi fermate: "Come va? Che motore ha? Quanto fa? Ma quanto costa?" Rispetto alla versione standard, la curiosità con la Gordini monta ancora di più, perché le doppie bande e gli inserti bianchi sulla carrozzeria "blu Malta" anche nel peggiore traffico cittadino sfavillano come un razzo di segnalazione nella notte di Capo Nord. Se il muso ha comunque una certa familiarità con la Twingo, è nel disegnare le fiancate e il posteriore che gli stilisti Renault si sono scatenati. A guardarla sembrerebbe una micro-coupé a motore posteriore centrale, per via delle "pinne" pronunciate e del cofano piatto, mentre quell'ala che unisce i gruppi ottici posteriori è un elemento che ricorda una Lotus Evora. La Wind però è auto da utilizzare prevalentemente a tetto aperto, quando si trasforma in una "targa" che più piccola non si può: appena 3,84 metri di lunghezza. Si apre e chiude in 12 secondi, con uno scenografico movimento del cofano posteriore che si apre per accogliere il tetto e ribaltarsi all'indietro, nascondendosi nuovamente sotto il cofano. Un cinematismo simile si era già visto sulla Ferrari 575 Superamerica, ma sulla Rossa il tetto rimaneva all'aperto.

COMODA MA CHEAP
Piccola fuori quanto raccolta dentro. Diciamolo subito: la Wind non è vettura per taglie forti, mentre tutte le altre corporature si troveranno abbastanza bene. Lo spazio per le gambe è sufficiente in lunghezza, ma l'altezza e la distanza fra la sommità del parabrezza e il roll bar posteriore costringe i più corpulenti a fare attenzione a non rischiare le... arcate sopracciliari sul parabrezza nell'atto di montare a bordo. Pur avendo molti elementi in comune con la citata Twingo, il design dell'abitacolo ne eleva il tono, anche se ci possiamo dire delusi dalla qualità della realizzazione: l'impiego di plastiche opache e cheap è ampio, pur se ravvivato da qualche elemento laccato qua e là. Non c'è ombra di alluminio, eccezion fatta per il materiale che riveste pedaliera e pomello della leva del cambio (accessori inclusi nel catalogo Gordini). Risollevano un po' l'ambiente l'impiego di rivestimenti in pelle colorata esclusivi di questo allestimento Wind Gordini, che avvolgono anche la cuffia del cambio, il volante e i poggiabraccia sulle portiere. Il pezzo forte sono però i sedili rivestiti interamente in pelle con poggiatesta integrato, contenitivi ma molto imbottiti, mentre una chicca assolve alla carenza di portaoggetti: è la "mensolina" dietro i sedili, dove sistemare quel che si può. Da lode invece la capacità di carico di ben 270 litri con un vano profondo e regolare, tanti considerando la categoria: sono poco meno di quelli della Clio, che ne ha 288. E c'è anche la ruota di scorta vera, non un ruotino o un kit di riparazione.

SOUND GIUSTO, MA MANCA IL PEPERONCINO
Una volta saliti a bordo, la seduta a più o meno mezzo metro da terra, il volante in posizione verticale (uguale a quello della Twingo, dunque un po' troppo grande), la leva del cambio a portata di mano e la pedaliera sportiva suggeriscono due cose: aprire il tetto e partire. Sbloccata la maniglia di sicurezza e premuto l'interruttore sullo svuotatasche centrale, l'hard top sparisce in pochi secondi e in moto il suono del motore di questa versione Gordini 1.6 litri da 133 CV, appositamente "accordato" con uno scarico speciale, evoca piacevolmente cubature e potenze ben più alte. A dispetto del sound aggressivo, il 4 cilindri aspirato risulta però lento a salire di giri soprattutto ai bassi regimi. Il picco di coppia massima di 160 Nm arriva infatti oltre i 4.200 giri e il dato dichiarato sullo 0-100 km/h conferma una certa pigrizia in basso: servono 9,2 secondi. Renault ha risolto parzialmente con rapporti del cambio (sono 5) ben ravvicinati, che aiutano a tenere il motore allegro, ma la spinta è comunque al di sotto delle aspettative, quasi che in Francia abbiano pensato a non dare troppe libertà alla clientela giovane e magari femminile che potrebbe interessarsi alla Wind. La piccola spider-targa di Renault rimane ottima da guidare in città, dove il carico moderato sui comandi e l'immediata percezione degli ingombri (ridotti in assoluto) la rendono una perfetta alternativa allo scooter nella bella stagione, traffico permettendo, anche perché le sospensioni non sono certo cedevoli, ma i sedili contribuiscono ad attutire le asperità. Bisogna infine fare i conti con i consumi, che nell'uso urbano difficilmente scendono sotto i 10 l/100 km.

LA PICCOLA "TARGA"
Una volta scoperto come far girare il motore nel suo range ottimale, la nostra Wind Gordini riesce a far perdonare tutti i suoi "peccati", se guidata su percorsi tortuosi. Si scoprirà infatti un assetto piatto e privo di rollio, uno sterzo preciso, un cambio mai indeciso negli innesti e freni progressivi e non potentissimi: un insieme che la rende molto intuitiva, piacevole da condurre e non avara di soddisfazioni con chi dalla guida cerca il divertimento. La Wind Gordini è praticamente priva di sottosterzo e sempre ben aderente al suolo. Il perché di questi pregi è presto detto: è stata realizzata sulla stessa piattaforma della Clio RS di seconda generazione dai progettisti di Renault Sport, gente che sa come deliberare l'handling di un veicolo. Vettura ottima per "passeggiate" al trotto, la sportivetta Renault si trova un po' meno a suo agio invece nelle galoppate autostradali, dove una quinta marcia troppo corta costringe il motore a girare alto (a 130 km/h il contagiri dice 4.200 giri), riducendo comfort e consumi: ci si può aiutare con il cruise control di serie, ma difficilmente si scende sotto i 9 l/100 km. L'allungo ci sarebbe anche, perché la velocità massima è di 201 km/h e il comportamento è molto stabile anche alle alte velocità, ma in autostrada è meglio tenersi sulla corsia più a destra e dare strada a chi ha fretta. Del resto si viaggia molto bene anche a tetto aperto con turbolenze ridotte al minimo. Tutto sommato, che fretta c'è?

[Fotografo: Federico Oddone]

Scheda Versione

Renault Wind
Nome
Wind
Anno
2010 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
citycar
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Renault , serie speciali


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