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pubblicato il 18 luglio 2011

Prezzo benzina, salgono le accise

Da oggi diventa permanente l'aumento stabilito dalla manovra finanziaria di giugno

Prezzo benzina, salgono le accise

Entra in vigore oggi la legge finanziaria approvata in fretta e furia dal Parlamento e che tanto fa tanto discutere i cittadini, doppiamente colpiti quando si tratta di chiamarli automobilisti. Nella manovra sono infatti contenuti - oltre al ticket sanitario - il superbollo e l'aumento delle accise sui carburanti. Quei 4 centesimi di euro in più al litro di carburante, per il cinema e l'emergenza immigrati, diventano permanenti e frutteranno alle casse dello Stato, secondo una stima della relazione tecnica, circa 1,7 miliardi di euro, mentre - fanno i conti le associazioni dei consumatori - ciascuna famiglia spenderà quasi 500 euro in più rispetto all'anno scorso, "488 euro tra costi diretti ed indiretti (per la precisione +288 euro annui per i soli costi diretti e +200 euro annui per i costi indiretti)" (Federconsumatori). Il governo ha tuttavia promesso - lo ricordiamo - che ad emergenza rientrata toglierà l'accisa per l'immigrazione.

"CARE" VACANZE
Il rincaro del prezzo dei carburanti costringe gli italiani a trascorrere vacanze amare. Quest'anno l'esodo estivo, dice il Codacons, costerà 500 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. "Oggi infatti un pieno di benzina costa oltre 10 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre per un pieno di gasolio occorre sborsare oltre 12 euro in più", spiega il presidente Carlo Rienzi. Cifre che scoraggiano chi "sogna" di partire. Secondo Federconsumatori il calo dei vacanzieri è già certo, mentre da un confronto realizzato dall'ONF (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) emerge che l'aumento dal 2009 della spesa di andata e ritorno calcolata su alcune tratte turistiche, prendendo in considerazione un'auto di media cilindrata con un consumo medio di 15 km per 1 litro di carburante, si attesta intorno al 24%.

BENZINAI PRONTI ALLO SCIOPERO
E mentre in Parlamento la battaglia "Libera la Benzina!" portata avanti da una parte dei gestori italiani continua, per il 27 e 28 luglio è stato proclamato uno sciopero per sottolineare la loro contrarietà alle decisioni di Palazzo Chigi che hanno portato a questo aumento. La protesta però, secondo il Codacons, finirà solo per danneggiare i cittadini. "I benzinai si sono accorti di ciò che il Codacons denuncia da anni, ossia lo strapotere della lobby dei petrolieri, protetta da un Governo che non muove un dito per far scendere i prezzi dei carburanti, ma anzi alimenta i rincari incrementando le accise", dice il Presidente Carlo Rienzi, che pur condividendo le ragioni della protesta pensa che i gestori farebbero meglio ad allearsi con i consumatori, "per denunciare le anomalie nella formazione dei prezzi alla pompa e combattere le speculazioni sui carburanti".

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Tag: Attualità , carburanti


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