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pubblicato il 1 giugno 2006

Un paese che garantisce sicurezza sulle strada è il vero BEL PAESE

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A Riva del Garda, l'ACI ha promosso recentemente l'ennesimo convegno sulla sicurezza stradale, concentrando le sue attenzioni sulla segnaletica, deputata a rendere più agevole e più sicura la viabilità sulle nostre strade. Iniziativa lodevole e quanto mai pertinente alla luce di analoghe inchieste promosse in altri paesi.

Sul palco dell'auditorium del Palafiere, si sono avvicendati alcuni relatori tra cui Franco Lucchesi, presidente dell'ACI, confortati da statistiche comparative locali, areali, regionali, da analisi psicologiche e da immagini esaustive relative all'uso improprio di certa segnaletica. Un quadro abbastanza completo che ha messo ancora una volta in evidenza le carenze di molte amministrazioni, ai vari livelli.

Prima di entrare nel merito delle medesime, desideriamo chiarire la nostra posizione, condivisa da molti automobilisti e dai cittadini, riguardante proprio il ruolo della segnaletica che non è solo strettamente correlata alla sicurezza, se è vero che in prima battuta, serve a far conoscere in modo dettagliato il territorio. Si pensi solo al fatto che la segnaletica è la primitiva forma di comunicazione per farci capire dove ci troviamo nel corso dei nostri spostamenti: in quale comune, in quale frazione, in quale città, su quali percorsi, identificando carreggiate statali, provinciali, autostradali. E da ultimo, alla segnaletica riguardante l'osservanza delle regole sulla viabilità, che sottintendono imposizioni e sanzioni.

Facile dedurre che una buona segnaletica stradale concorre nel garantire sicurezza. A proposito, nel nostro "Bel Paese", a vocazione turistica, come si presenta la segnaletica stradale? Alcune risposte concrete portano la firma del collega Sergio Cuti, incaricato dall'ACI di documentare proprio la leggibilità dei cartelli stradali nelle varie regioni d'Italia. Ne è nata una galleria fotografica di "orrori" già nota, ahi noi, a tutti coloro che calpestano quotidianamente le strade alla guida di vari mezzi. Pedoni compresi. Affollamento di cartelli illeggibili nei punti nevralgici della circolazione, segnali contradditori sui limiti di velocità in rapporto alle carreggiate, indicazioni confuse per eccesso di esposizione o, viceversa per essere state affidate a cartelli collocati dietro una pianta nel frattempo cresciuta, un palo o altro ostacolo. Insomma, un campionario folcloristico poco rassicurante che meritava e che merita di essere denunciato, dando per assodato che all'origine di molti incidenti stradali c'è, per buona percentuale, anche la segnaletica carente e/o confusa.

A tale proposito, in uno degli interventi, è stato illustrato un interessante e provocatorio esperimento realizzato all'estero, mirato a verificare il comportamento degli automobilisti in presenza di cartelli segnaletici coperti da un telo di plastica per renderli volutamente illeggibili, messi a confronto con gli stessi cartelli, leggibili, ma confusi. Ebbene la conclusione è stata la seguente: ai fini della sicurezza, è meglio lasciare uno spazio vuoto che una serie di indicazioni interpretabili con fatica. Dalla ricerca di Cuti, statisticamente è emerso inoltre che alcune regioni possono vantare una segnaletica più ordinata:Trentino Alto Adice, Emilia Romagna, Val D'Aosta, gestite probabilmente da amministrazioni locali e periferiche più sensibili e responsabili. Soprattutto, più rispettose delle disposizioni che vengono dall'alto. A dimostrazione che le leggi ci sono, ma che spesso vengono disattese per trascuratezza, superficialità, malafede, ignoranza. Come ha ricordato nel suo intervento Francesco Mazziotta del Ministero Infrastrutture e Trasporti del passato governo.

Facendo tesoro di queste informazioni, OmniAuto.it ha deciso di aprire un dibattito sull'argomento con "La segnaletica che non va!", allargando l'inchiesta fotografica a tutti i lettori della Testata. Da subito, siete invitati a mandarci via mail all'indirizzo segnaleticastradale@omniauto.it, fotografie di cartelli come dire... censurabili, incontrati "sfortunatamente" lungo le strade di tutti i giorni, complete di località e del vostro nome e cognome. Le immagini saranno pubblicate online e segnalate agli enti locali competenti.

Insieme, con le singole testimonianze, contribuiremo a migliorare il "Bel Paese" richiamando i competenti a una maggiore responsabilità all'insegna del motto "meglio tardi che mai".

Autore: Claudio Casaroli

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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