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Retrospettive

pubblicato il 17 luglio 2011

Bernd Rosemeyer, un talento unico

Storia di un campione senza pari, “domatore” di Auto Union nei GP Anni ‘30

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Gli anni 30 dello sport motoristico sono quelli dominati dalla "Frecce d'Argento", le potenti monoposto da Gran Premio di Mercedes e Auto Union che dominavano le corse della massima formula con la strenua opposizione di Tazio Nuvolari sull'Alfa Romeo della Scuderia Ferrari. In questo periodo, che in una recente intervista Nick Mason ha definito come "il più fantastico della storia del motorsport", si inserisce la breve ma intensa carriera di Bernd Rosemeyer, pilota dell'Auto Union che fra il 1935 e il 1937 ha vinto 10 GP e si è aggiudicato il titolo di Campione Europeo Grand Prix 1936, l'equivalente del successivo mondiale di Formula 1. Per meglio inquadrare l'eccezionalità del talento naturale di Rosemeyer basta ricordare come egli sia stato uno dei pochi piloti ad ottenere la prima vittoria automobilistica su una vettura da Gran Premio, dopo alcune corse in motocicletta e un secondo posto all'Eifel GP del Nürburgring nel 1935, sua seconda gara in assoluto.

DALLA MOTO ALLA 16 CILINDRI, DIRETTAMENTE
Bernhard (Bernd) Rosemeyer nasce in Germania a Lingen, vicino al confine olandese, il 14 ottobre 1909 e già all'età di 21 anni comincia a gareggiare sulle piste erbose con le moto, passando alle competizioni su strada con BMW, NSU (6 vittorie nel 1933) e DKW. Proprio l'appartenenza alla squadra corse DKW apre al giovane Bernd la possibilità di partecipare alle selezioni per piloti di Gran Premio che la consorella Auto Union ha organizzato al Nurburgring il 24 ottobre 1934. Qui il talentuoso motociclista si dimostra altrettanto valido sulle quattro ruote, guadagnandosi il posto nella squadra ufficiale Auto Union per il 1935, assieme a Paul Pietsch. Il debuttante Rosemeyer deve vedersela con una vettura molto potente e bizzosa, quella Auto Union Type B che il Prof. Ferdinand Porsche ha realizzato con motore V16 posteriore, compressore volumetrico e 375 CV tutti dietro.

ESORDIO BRILLANTE
Nella stagione 1935 il team tedesco vede come piloti di punta gli esperti Hans Stuck e Achille Varzi. La prima gara all'Avus si chiude con un ritiro di Rosemeyer, mentre la seconda prova è già un trionfo con il secondo posto dietro al grande Rudolf Caracciola e il miglior giro in 11'05". Dopo una serie di piazzamenti interessanti Rosemeyer arriva alla vittoria nell'ultima gara del 1935, il Gran Premio di Cecoslovacchia a Brno. Qui incontra Elly Beinhorn, giovane e celebre pilotessa di aerei che diventerà sua moglie l'anno successivo. Uno degli episodi più curiosi della prima stagione di Rosemeyer viene raccontato per anni dallo stesso Prof. Porsche e riguarda una sua incredibile uscita di strada durante la Coppa Acerbo a Pescara. A causa di problemi di bloccaggio ai freni il ventiseienne tedesco si trova a tutta velocità nei campi, supera un fossato e passa fra il parapetto di un ponte e un palo telegrafico prima di rientrare sulla strada per arrivare secondo. Porsche va a controllare la scena dell'escursione "campestre" e si accorge che lo spazio fra ponte e palo è più largo dell'Auto Union di soli 5 centimetri! E' solo il primo di una serie di episodi che avrebbero in seguito reso leggenda la vista perfetta e il colpo d'occhio di Rosemeyer.

CAMPIONE D'EUROPA 1936
Il 1936 è l'anno della consacrazione definitiva per Bernd Rosemeyer, confermato nella squadra ufficiale dei quattro anelli e impegnato nella guida della "mostruosa" Auto Union Type C. La cilindrata è infatti salita da 5 a 6 litri e la potenza del V16 è arrivata a 520 CV, fattore che combinato ai 750 kg di peso rende la vettura un'autentica belva indomita con il posteriore che parte in sovrasterzo ad ogni accelerata. La prima vittoria della stagione arriva proprio al Nürburgring durante l'Eifel GP del 14 giugno 1936. Dopo una partenza nella nebbia e una parte centrale della gara sotto la pioggia, Bernd recupera il distacco su Nuvolari e lo supera in prossimità del rettilineo dei box. Quando la nebbia scende di nuovo sul Nordschleife tutti rallentano, tranne Rosemeyer che gira 30 secondi più veloce di Nuvolari e va a vincere con un vantaggio di 2'12"8 sul "Mantovano Volante". Da quel giorno sarà soprannominato "Der Nebelmeister", ovvero il maestro della nebbia. Il 26 luglio dello stesso anno si corre ancora al Ring per il Gran Prix di Germania, dove Rosemeyer vince nuovamente facendo segnare un giro record nel tempo fenomenale di 9'56"4. Il 13 luglio dello stesso anno Bernd ed Elly si sposano e la carriera del primo raggiunge il suo apice con le vittorie alla Coppa Acerbo, al GP di Svizzera, al Gran Premio d'Italia a Monza, oltre ai successi nelle gare in salita di Schauinsland e Feldberg. Il Campionato Europeo Grand Prix 1936 è assicurato, così come un posto nella storia delle corse.

GLI ULTIMI TRIONFI
Il 1937 di Rosemeyer non comincia nel migliore dei modi, con un quinto posto al GP del Sud Africa che lo delude profondamente e lo spinge a cercare la rivincita. Questa arriva solo al Nurburgring (e dove se no?) dopo una feroce battaglia con il solito Caracciola e poi nella Coppa Vanderbilt a New York. Quelli che si riveleranno gli ultimi trionfi di Rosemeyer sono alla Coppa Acerbo del 1937 e al GP di Donington. Una delle ultime prestazioni magistrali di Rosemeyer va in scena nuovamente sulla Nordschleife, quando al GP di Germania del 1937 il pilota tedesco si presenta dopo tre vittorie nelle ultime gare corse al "Ring". Nonostante numerose soste ai box per problemi di ruote e pneumatici, Rosemeyer guida in maniera indiavolata e fino a recuperare il distacco da Nuvolari, superarlo e arrivare terzo dietro a Caracciola e von Brauchitsch per prendersi un'ovazione dal pubblico in estasi. Di quell'incredibile week-end ci restano ancora i fantastici rilievi cronometrici di Rosemeyer sulla pista da 22,810 km: 9'46"2 nella pole position e 9'53"4 come miglior giro in gara.

LA STAGIONE DEI RECORD, A CACCIA DEI 400 KM/H
Sempre nel 1937 Bernd Rosemeyer entra nell'affascinante mondo dei record di velocità, stabilendo al primo tentativo cinque nuovi primati internazionali e un record mondiale (10 miglia a 360,30 km/h) sul tratto autostradale Francoforte-Darmstadt. La vettura è una speciale Auto Union Type C con carrozzeria aerodinamica chiusa, con la quale ha persino fatto un'escursione involontaria sull'altra corsia durante le prove, ritrovandosi in mezzo al traffico diretto in senso opposto. Il suo obiettivo è quello di diventare il primo uomo a superare i 400 km/h su strada, ma nell'occasione riesce solo a toccare i 393 km/h. L'appuntamento è solo rimandato al 25 ottobre 1937, in occasione della Settimana della Velocità sulla nota Reichsautobahn. Qui Rosemeyer tocca per la prima volta i 406,32 km/h sul chilometro lanciato. Il giorno successivo Bernd fa cadere altri due record mondiali: il chilometro da fermo a 118,70 km/h e il miglio da fermo a 217,63 km/h di media. Altri primati hanno la data del 27 ottobre 1937, mentre la sfida più accesa fra Auto Union e Mercedes ha luogo il 28 gennaio 1938. Nella prima mattinata Rudolf Caracciola si lancia sulla striscia di cemento per staccare un impressionate risultato di 432,69 km/h sul chilometro lanciato e togliere così il primato a Rosemeyer.

UN ADDIO A TUTTA VELOCITA'
Il pilota di Lingen non ci sta e dopo il successo di Caracciola si mette subito al volante della sua Auto Union Type C da 6 litri per riprendersi il record. Nella fredda e ventosa mattinata tedesca la bassa e filante vettura tocca i 429,92 km/h: non è sufficiente. Bisogna tornare indietro e tentare il tutto per tutto. Rosemeyer non arriverà mai al punto di cronometraggio perché al km 9 dell'autobahn la sua "freccia d'argento" comincia a sbandare a 430 km/h e priva di controllo si disintegra disseminando pezzi su una lunga sezione del percorso. Bernd Rosemeyer giace inerte sotto alcuni alberi a bordo strada e poco dopo l'arrivo dei primi soccorritori smette di respirare. Ancora oggi in quello stesso punto è presente il "Bernd-Rosemeyer-Parkplatz", un monumento visitabile sull'autostrada A5 in direzione sud (km 508, dopo l'uscita Langen-Morfelden). Si chiude così la vita e la carriera di uno dei piloti più talentuosi che le corse ricordino, dotato di vista acutissima, colpo d'occhio e una sensibilità tale da permettergli di domare le selvagge Auto Union da Grand Prix con la sola esperienza pregressa delle corse in moto. Non a caso Rosemeyer è stato uno dei pochi a saper condurre al limite la Type C "tutto dietro", assieme ad autentici mostri sacri del calibro di Hans Stuck, Achille Varzi e Tazio Nuvolari. Un vero genio del volante, un talento unico e per certi versi irripetibile che ha brillato per un tempo troppo breve.

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Tag: Retrospettive , formula 1 , VIP , piloti


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