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pubblicato il 30 maggio 2006

A Monza con l'Honda Civic Tour

A Monza con l'Honda Civic Tour
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"Honda Civic Tour" è l'evento che con 4 appuntamenti si è proposto di far conoscere, in pista, l'ottava generazione di Honda Civic e le ultime novità che il costruttore giapponese propone al pubblico italiano.
Noi abbiamo partecipato all'appuntamento di metà maggio, che si è svolto sulla pista di Monza e che vedeva come protagoniste le nuove Honda Civic, sia ad alimentazione tradizionale che ibrida.

Nei paddock dell'autodromo monzese faceva bella mostra di se tutta la gamma Honda ed era possibile percorrere qualche metro al volante della Civic Hybrid. Una versione, quest'ultima, che ha decisamente poco in comune con le Civic a motorizzazioni tradizionali mentre gli interni e soprattutto il cruscotto di nuova concezione sono comuni. La versione Hybrid si caratterizza per una doppia motorizzazione: un benzina 1.3 litri accoppiato a un motore elettrico. I due motori insieme forniscono una potenza di 115 cavalli con un consumo medio di benzina nel ciclo combinato pari a 4,6 litri per 100 km. La versione ibrida presenta inoltre un sistema che spegne automaticamente il motore a benzina negli "stop&go" e ricarica il motore elettrico durante le frenate e le decelerazioni.

Una piacevole sorpresa, pensata per far ingannare il tempo di attesa fra una prova e l'altra, era data da 4 vetture dotate di "skid car": una Accord, una FR-V e due Jazz. Lo skid car è un sistema composto da due triangoli in acciaio collegati alle ruote posteriori che tramite quattro ruote piroettanti (come quelle dei carrelli dei supermercati) riducono notevolmente l'attrito delle ruote e permettono di simulare la perdita di aderenza. Una volta al volante di una di queste 4 vetture, il compito è quello di eseguire degli "otto" attorno a due birilli distanziati di una trentina di metri l'uno dall'altro, l'operazione risulta molto divertente ma altrettanto difficoltosa poichè appena si gira lo sterzo per far cambiare direzione al veicolo il retrotreno prosegue per inerzia sulla sua traiettoria, obbligando ad effettuare controsterzi molto marcati e che devono essere ben sincronizzati con l'acceleratore in maniera da percorrere le curve intorno ai birilli in "spazzolata", nel migliore stile rallystico.

Prima di entrare in pista con la nuova Civic gli istruttori della scuola di guida sicura Honda tengono un piccolo briefing in cui vengono esposte le nozioni di base per una corretta guida in circuito: posizione di guida, distribuzione dei pesi, trasferimenti di carico, caratteristiche della pista, ecc.
Vengono inoltre presentate le due motorizzazioni della nuova Honda Civic: un 1.8 i-VTEC benzina ed il 2.2 i-CTDi diesel. La versione benzina esprime una potenza di 140 cavalli a 6.300 giri al minuto e una coppia di 174 Newton-metri a 4.300 giri/min, mentre la versione diesel fornisce gli stessi cavalli ma a 4.000 giri/min e una coppia di 340 Nm a 2.000 giri/min.

Noi abbiamo scelto la 2.2 i-CTDi, equipaggiata con il motore che ha vinto il premio di "Engine of the Year 2005" (Motore dell'Anno 2005), e che sarà probabilmente la versione più richiesta dal nostro mercato.
Bastano pochi istanti per rendersi conto di come la nuova Civic rompe gli schemi e vuole distinguersi. Molto personali i fari sia anteriori che posteriori, raccordati da un lato all'altro della vettura; i fendinebbia anteriori triangolari che riprendono gli scarichi integrati nella fascia paraurti (una soluzione stilistica molto suggestiva); la linea di cintura alta e a cuneo che si raccorda con il lunotto posteriore diviso in due con un accenno di alettone all'interno del quale è alloggiato il terzo stop. Ma la personalità forte è ancor più percepibile nell'abitacolo: il volante ha una impugnatura ben dimensionata sia in termini di diametro che di sezione della corona, e ricco di comandi per il controllo della radio, del cruise control, del computer di bordo e dei comandi vocali... sì perchè con il sistema i-Pilot la vettura risponde ai vostri comandi vocali, per esempio per controllare il navigatore satellitare, la radio, il climatizzatore e anche per darvi informazioni sull'orario rispondendo alla vostra domanda: "che ore sono?". Il cruscotto o meglio la plancia "Dual Zone" come viene definita da Honda è suddivisa su due livelli: il primo in posizione standard, subito dietro il volante, che presenta la maggior parte delle informazioni che normalmente vengono proposte in un cruscotto di una automobile moderna e un secondo livello più lontano e che si legge guardando tra il volante e il parabrezza, questo display presenta il tachimetro e le spie che, se necessario, richiamano l'attenzione sulla parta "bassa" della plancia in modo da mantenere sempre l'attenzione del guidatore verso la strada.

Una volta in moto il motore diesel esprime una buona accelerazione e una ridotta rumorosità, il cambio 6 marce è ben spaziato e gli inserimenti sono morbidi ma precisi. Il comportamento dinamico è buono, in curva presenta un ridotto coricamento laterale, merito di barre antirollio correttamente dimensionate, mentre il beccheggio in frenata risulta un pò eccessivo con una sensazione di affondamento del muso, la frenata è comunque buona e ben controllabile anche se utilizzata in maniera decisa, in fase di accelerazione in uscita di curva il muso ha una lieve tendenza al sottosterzo, che viene ben neutralizzata dal sistema di stabilità VSA che mantiene il muso stabile sulla traiettoria impostata dal volante riducendo la potenza trasferita alle ruote motrici. Il VSA è sembrato comunque un pò troppo invasivo per la guida sportiva, ma purtroppo per motivi di sicurezza non era consentito spingere il pulsante "VSA OFF"...

Una manifestazione ben organizzata e ricca di iniziative interessanti per avvicinare curiosi e appassionati all'ultimo prodotto del Costruttore giapponese.
E il nostro giudizio sulla nuova Civic si conferma positivo, sia per il motore diesel che per l'assetto.
A questo punto non ci rimane che attendere l'uscita della versione "Type R", la sportiva della gamma, che dovrebbe essere equipaggiata con un motore benzina da 240 cavalli. Solo una cosa è già certa: quando la guideremo in pista, il VSA lo toglieremo costi quel che costi!

Autore: Maurizio Besostri

Tag: Tuning , Honda


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